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6 libri da leggere prima che diventino film nel 2018

I volumi che dovete assolutamente mettere sul comodino prima della trasposizione cinematografrica

Paolo Armelli

Qualcuno parla di crisi della creatività ad Hollywood: fra innumerevoli remake di film che incontrarono successo negli anni Ottanta e Novanta e continui adattamenti dei più recenti bestseller (per non parlare dei fumetti di supereroi), le sceneggiature originali che sfondano al botteghino sono sempre più rare. Tuttavia, questo è un bene se ci permette di vedere (e magari scoprire) al cinema versioni rivedute e corrette di titoli letterari avvincenti e interessanti.

Se il 2017 è stato sicuramente l’anno di Stephen King, che da It a Mr. Mercedes ha visto i suoi romanzi adattati in numerosi progetti cinematografici e televisivi, il 2018 si prospetta essere decisamente vario per quanto riguarda le traduzioni sul grande schermo di romanzi molto diversi fra loro. Vediamo quali volumi bisogna mettere subito sul comodino prima di andare al cinema l’anno prossimo e poter serenamente affermare: «Era meglio il libro!».

Ernest Cline, Ready Player One (DeA Planeta)
Nel 2044 la Terra è un pianeta invivibile, piegata dal riscaldamento globale e da una crisi energetica che ha fatto collassare l’economia e la società. Per sfuggire al grigiore della vita quotidiana gli individui si rivolgono a OASIS, un gioco in realtà virtuale che è anche una specie di mondo parallelo. Un giorno, però, il giovane Wade Watts inizia a scoprire gli indizi che lo porteranno a scovare l’easter egg nascosto dal creatore del gioco. In palio c’è tutta la sua fortuna, ma non sarà così semplice ottenerla.
Raccontata così, la trama di Ready Player One è già un film. Metteteci poi i continui riferimenti al mondo dei videogiochi e alla cultura anni Ottanta e otterrete un titolo perfetto per questi tempi così nostalgici. Non è un caso che sullo script, adattato dallo stesso Ernest Cline, abbia messo le mani proprio il re della fantascienza Steven Spielberg, che lo porterà al cinema nel marzo 2018. Nel cast della pellicola che si prospetta fantasmagorica e iper-citazionista i giovanissimi Tye Sheridan, Olivia Cooke e il cattivo di Star Wars: Rogue One Ben Mendelsohn. 

Madeleine L’Engle, Nelle pieghe del tempo (Giunti)
Pubblicato nel 1962, dopo essere stato rifiutato da parecchie case editrici, Nelle pieghe del tempo di Madeleine L’Engle è un libro che sembra avveniristico a leggerlo anche oggi. I fratelli Meg e Charles Murry, irrequieti ma geniali, conoscono il giovane vicino di casa Calvin O’Keefe e assieme intraprendono un viaggio periglioso quanto spettacolare. Coadiuvati da tre strane signore, Cosè, Chi e Quale, si sposteranno infatti nel continuum spazio-temporale per salvare la galassia da un’oscura dimensione.
Come nella più straordinaria della letteratura per ragazzi, il tema fantasy nasconde in realtà importanti lezioni sulla famiglia, la fiducia e l’accettazione del diverso. Non è un caso che la Disney abbia affidato la realizzazione dell’adattamento cinematografico alla grande regista Ava DuVernay (Middle of Nowhere, Selma). Il cast stellare del film, che uscirà nel marzo 2018 col titolo A Wrinkle In Time, vanta fra gli altri Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling e Chris Pine.

Maria Semple, Dove vai Bernadette?, Rizzoli
Autrice e sceneggiatrice, Maria Semple ha scritto diversi romanzi e ha partecipato alla stesura di parecchi show comici americani (Ellen, Arrested Development, Saturday Night Live). Ma il suo capolavoro è probabilmente Dove vai Bernadette?: una ragazza quindicenne di nome Bee inizia indagare quando Bernadette, la madre solitaria e agorafobica, ironica e un po’ diva, scompare senza lasciare traccia in vista di un viaggio di famiglia in Antartide.
La tragicommedia che ne segue, piena di svolte inaspettate e per lo più assurde, è perfetta per il cinema tanto che l’acclamata casa di produzione indipendente Annapurna la porterà nelle sale nel maggio 2018. Nel ruolo di Bernadette ci sarà la fantastica Cate Blanchett mentre l’odiosa rivale Audrey sarà interpretata dalla comica Kristen Wiig.

Jeff VanderMeer, Annientamento, Einaudi
Un titolo così, Annientamento in italiano e Annihilation in inglese, non è decisamente invitante: eppure la distruzione a cui si accenna nel libro di Jeff VanderMeer, il primo di una trilogia fantascientifica molto articolata, scava nella profondità delle inquietudini umane con un fare catartico. Al centro della vicenda una biologa che organizza una spedizione per ritrovare il marito scomparso in una misteriosa missione; accanto a lei una psicologa, un’antropologa e la minaccia incombente di una forma aliena indecifrabile.
Nel febbraio 2018 uscirà la versione cinematografica tratta da questo primo capitolo: alla regia ci sarà Alex Garland, già dietro la cinepresa di un thriller fantascientifico come Ex Machina. A dare il volto alla protagonista ci penserà invece il premio Oscar Natalie Portman, affiancata da Jennifer Jason Leigh (Hateful Eight) e Oscar Isaac (Star Wars: Gli ultimi Jedi).

David Lagercrantz, Quello che non uccide (Marsilio)
Prendere in mano l’eredità del grande giallista svedese Stieg Larson, creatore prematuramente scomparso dell’avvincente saga Millennium, non era certo un compito semplice. Eppure Lagercrantz ci riesce egregiamente con questo quarto capitolo, Quello che non uccide, in cui riprende i personaggi iconici ideati dal predecessore: il malandato giornalista d’inchiesta Mikael Blomkvist e l’indescrivibile hacker cyberpunk Lisbeth Salander. Nella nuova avventura si intrecciano intrighi informatici e sistemi di sorveglianza come l’Nsa americana.
Dopo che il precedente adattamento cinematografico americano, con Daniel Craig e Rooney Mara, non aveva dato i frutti sperati, un nuovo progetto cinematografico è in sviluppo proprio a partire da questo titolo (che in inglese è The Girl in the Spider’s Web): attualmente nelle sue fasi preliminari, si cerca ancora la perfetta Lisbeth Salander, anche se fra le favorite ci sarebbero Alicia Vikander, prossima Tomb Raider, oppure Claire Foy, in un ruolo decisamente diverso da quello della regina Elisabetta che interpreta in The Crown.

Sylvia Plath, La campana di vetro (Mondadori)
Famosa per le sue struggenti liriche, la tanto sfortunata quanto talentuosa poetessa Sylvia Plath scrisse anche un meraviglioso romanzo dal titolo La campana di vetro. L’autrice si suicidò nel 1963, appena un mese dopo la sua pubblicazione nel Regno Unito. In chiave semiautobiografica, infatti, racconta di una giovane e promettente ragazza di provincia che si trasferisce a New York per cercare fortuna come scrittrice di magazine femminili. Eppure la sua salute mentale inizia a vacillare fino a farla sentire in trappola e costringerla al ricovero.
Nel 1979 era già stato tentato un adattamento cinematografico per mano del regista Larry Peerce, ma le recensioni concordano sulla superficialità del progetto. Nel 2016, invece, è stato annunciato che l’attrice Kristen Dunst, nota per Le vergini suicide, Maria Antoinette e Melancholia, farà il suo debutto da regista proprio dirigendo la giovane Dakota Fanning nel ruolo di Esther, la protagonista di questo fondamentale romanzo.

Paolo Armelli

Freelance contributor, scrive di libri e cultura pop.