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La storia di Liz, finita in ospedale dopo un orgasmo lungo tre ore

Il 31 luglio si festeggia la Giornata Mondiale dell'Orgasmo: su Dplay Plus ricordiamo l'incredibile storia di Liz.

La giornata del piacere. Il 31 luglio si festeggia la Giornata Mondiale dell'Orgasmo, una data che però per qualcuno ha le sembianze di un autentico incubo. Di chi parliamo? Di Liz, la ragazza di Seattle protagonista insieme al suo compagno Eric di un incredibile episodio di “Sex ER: tutta colpa del sesso” che potrete rivedere su Dplay Plus.

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Il racconto di Liz prende le mosse da una mattinata come tante. Non sono ancora le 8 quando lei ed Eric decidono di regalarsi qualche momento di piacere prima di andare a lavoro. Ma improvvisamente qualcosa non va per il verso giusto. Quello che inizialmente Liz crede sia il miglior orgasmo della sua vita, si trasforma in una tortura. Eric inizia a vestirsi per uscire di casa mentre Liz continua a gemere e non riesce a interrompere l’orgasmo.

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Sembra divertente per i primi minuti, poi la preoccupazione prende il sopravvento. Liz chiama a fatica il suo capo per avvertirlo che non verrà in ufficio per problemi di salute e poi inizia freneticamente a chiamare i suoi medici di fiducia. Tutti le dicono la stessa cosa: “Vada al pronto soccorso”. Ma Liz non ascolta e prova altre strade improvvisate: saltella, beve un bicchiere di vino, si mette a testa in giù. Niente. L’orgasmo non ne vuol sapere di fermarsi.

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Così decide di chiamare un’amica infermiera che lavora al Columbia Hospital e le viene consigliato di prendere un antistaminico. Eric corre a comprarlo ma la situazione non migliora. A quel punto i due decidono finalmente di andare al pronto soccorso. Per Eric non è una passeggiata vestire Liz che si agita e si dimena continuamente. Ci rinuncia e la porta in macchina con la vestaglia da notte ancora addosso. Una volta in ospedale, Liz viene subito ricoverata e le viene fatto un esame pelvico per capire la causa dell’orgasmo prolungato.

Alle 11.40, oltre 3 ore dopo l’inizio dell’orgasmo, il medico decide di somministrarle del Valium ma improvvisamente l’orgasmo si ferma. “Avere un orgasmo di oltre 3 ore è un’esperienza che ti mette a dura prova sia fisicamente che mentalmente”, dirà in seguito Liz. Che viene di fatto “salvata” dall’antistaminico come spiegato dal dottor Irwin Goldstein, direttore del San Diego Sexual Medicine. “Prendendo l’antistaminico, Liz ha modificato e alterato l’eccesso dei catalizzatori che favorivano questa attività orgasmica sregolata”. 

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Per Liz però i problemi sono appena iniziati. Continua infatti ad avere orgasmi spontanei e prolungati in qualsiasi situazione, tanto che la sua vita viene terribilmente limitata e lei è costretta a frequentare solo amici intimi che conoscano la sua situazione. Liz arriva ad avere anche dodici orgasmi spontanei al giorno, è in assoluto il periodo più difficile e grottesco della sua vita. Non riesce più ad andare a lavoro, a fare la spesa, a essere felice.

"Quando il cervello riceve messaggi destinati ai riflessi sessuali non partiti dal cervello stesso - spiega sempre il dottor Goldstein - entra in tilt. L’orgasmo è caratterizzato da una serie di azioni neuromuscolari non controllate dalla volontà. Nel caso di Liz sembrerebbe che gli stimolatori dell’eccitazione presenti nel cervello fossero aumentati inconsciamente mentre non vi era alcuna traccia di quelli dell’inibizione". 

Alla fine viene alla luce la causa di quegli orgasmi spontanei e prolungati. A Liz era stata erroneamente diagnosticata una depressione e di conseguenza le erano stati prescritti antidepressivi che non avrebbe dovuto prendere e che stavano peggiorando la situazione, aggravando la disfunzione orgasmica e modificando radicalmente l’equilibrio del cervello. Poi le viene diagnosticato un bipolarismo e le viene prescritto un anticonvulsante che inibisce l’attività orgasmica.

Insomma, per oltre un anno Liz aveva preso farmaci sbagliati che le provocavano e accentuavano gli orgasmi spontanei e prolungati, una patologia che colpisce circa cento persone al mondo. Ha vissuto nel terrore per più di cinque mesi ma fortunatamente è riuscita a tornare in controllo della sua vita e ad avere nuovamente una vita sessuale serena.

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