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Profumo, oltre la fragranza c’è di più: 10 curiosità tra storia, luoghi e gusti

Si fa presto a dire profumi, ma dove affonda la storia della loro creazione? E quali sono i più famosi o più particolari?

Francesca Pelucchi

È forse il prodotto più personale di tutti, ognuno ha il proprio e la percezione è sempre che sia in grado di raccontare la propria identità, suscitare emozioni in chi lo indossa, ma anche in chi lo “incontra”.
Oggigiorno il mondo delle fragranze è infinito e non manca di arricchirsi di anno in anno, ma l’uso dei profumi è antichissimo e la loro creazione affonda le sue radici nelle più vecchie civiltà.
Il termine profumo deriva dal latino per fumum "attraverso il fumo" e con esso si intende una miscela a base di alcool o sostanze oleose, con elementi odorosi.

Prima di arrivare a Firenze, in Francia e anche ai grandi profumieri del 1800 è interessante sapere che la primissima creatrice di fragranze – e chimico a tutti gli effetti – è stata una donna. Vissuta ai tempi della civiltà della Mesopotamia, il suo nome era Tapputi e tra le sue scoperte troviamo i metodi per la distillazione, l’enflurage a freddo, la tintura e anche la più innovativa di tutte: l’uso dei solventi.

La primissima creatrice di fragranze, e chimico a tutti gli effetti, è stata una donna di nome Tapputi, vissuta ai tempi della civiltà della Mesopotamia

Per quanto riguarda la preparazione di fragranze “su larga scala”, la più antica profumery è stata scoperta sull’isola di Cipro nel 2004, grazie all’iniziativa di un team di archeologi italiani, che ha portato alla luce i resti di un’area di oltre 4000 metri quadri risalente ad “appena” 4000 anni fa.

Insomma, molto prima delle famose “due gocce di Chanel prima di andare a dormire”, il profumo ne ha fatta di strada, rimanendo sempre uno degli accessori più amati. Forse anche per questo la sua storia è ricca di particolarità, bizzarìe e curiosità, che interessano i marchi storici ma anche i personaggi contemporanei. 
Qui sotto abbiamo raccolto alcune delle più particolari.

Chanel N°5 illustrazione di SEM, prima attestata del profumo / Wikimedia Commons

1. "Ma lei, cosa indossa per andare a dormire?"
"Due gocce di Chanel N°5"
, con questa semplice risposta, Marilyn Monroe consacrò alla storia il profumo più famoso di tutti i tempi. D’altra parte quando mademoiselle Chanel lo creò nel 1921 aveva un unico obiettivo: "un profumo da donna dal profumo di donna". Il suo naso pare fu Ernest Beaux, già profumiere alla corte degli zar che compose un mix floreale inedito per l’epoca. In ogni flacone da 30 ml troviamo infatti 1000 fiori di gelsomino e 12 rose di maggio di Grasse. La curiosità? Come nessun altro "collega", questo profumo conta un numero sorprendente di testimonial importanti: la prima fu Catherine Deneuve nel 1978, oggi è Lily-Rose Depp, figlia di Vanessa Paradis e Johnny Depp, ma lo sono state anche Gisele Bundchen, Nicole Kidman, Audrey Tautou e soprattutto Brad Pitt, il primo testimonial uomo di un profumo femminile. 

Shalimar di Guerlain nella versione del 1925 / Wikimedia Commons

2.  Sfumature orientali
Nel 1925 si fa largo nella profumeria un altro caposaldo:
Shalimar di Guerlain, è stato proprio questo storico profumo l’apripista delle fragranze dal sapore orientale. Nel flacone si cela tutta la storia d’amore travolgente fra lo Scià indiano Jehan e la principessa Mumtaz Mahal – colei per cui fu costruito il Taj Mahal, per intenderci. Una relazione così bella da ispirare Jacques Guerlain a renderla leggenda. Il profumo è un vero simbolo già a partire dal flacone: a forma di fontana (quella del giardino di Shalimar), ma anche per le note che ne fanno il vero primo jus orientale di sempre. 

Opium nella versione del 1977 / Wikimedia Commons

3. Questione di nomi
Nel 1977 è l’anno di nascita di Opium di Yves Saint Laurent. Un profumo legato a un vero e proprio scandalo: lo stilista sognava una fragranza "da imperatrice della Cina" e si lasciò ispirare dall’esotismo orientale. Creata l’armonia olfattiva, calda e sensuale, scelse un nome molto baudelairiano: "Opium". In Cina, però, questo termine rievocava la devastazione della guerra dell’oppio del XIX secolo e per questo la vendita della fragranza fu inizialmente vietata, nella speranza che venisse poi chiamata in un altro modo. Ma Saint Laurent disse "Opium o niente" e il profumo è un successo ancora oggi.

La cittadina di Grasse in Francia / Pixabay

4.  Dove si producono? Il mito della cittadina di Grasse
Non è un caso se le fragranze più famose della storia sono francesi. Se si parla di profumi, si parla di Grasse. È quello il luogo dove (quasi) tutto prende forma. A 20 minuti da Cannes, in Provenza, vi è la culla della profumeria mondiale con tanto di Musée International de la Parfumerie (un altro bellissimo, il Grand Musée du Parfum, si trova a Parigi). Sempre a Grasse potete visitare maison celebri come Molinard, Galimard e Fragonard. Patrik Sundik nel suo romanzo "Profumo", descrive la cittadina come un luogo tanto potente da inebriare i sensi e dove il protagonista profumiere (e assassino) Jean Baptiste Grenouille riesce addirittura a "rubare" l’anima alle sue vittime.

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5. Odore di tabacco, vade retro
Nel 1921 fu inventata, ovviamente in Francia, una fragranza appositamente pensata per profumare niente meno che… le sigarette! Il suo nome era Habanita di Molinard (è stata riproposta in ben tre versioni negli ultimi anni). Il prodotto andava spruzzato direttamente sui filtri o sul pacchetto per regalare al vizio del fumo una allure molto glam.

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6.  Il profumo dei Reali
William e Kate hanno un profumo di coppia, creato appositamente per loro prima del matrimonio dal profumiere forse più famoso al mondo: Clive Christian. Si chiama Clive Christian No.1 e ha impresso sul flacone le iniziali C (di Catherine) e W. Ci spiace interrompere i vostri sogni di reali profumazioni: quello creato per William e Kate non è in vendita. 

DKNY Golden Delicious Million Dollar Fragrance

7. “Solo” un profumo
Il profumo più pagato al mondo è stato creato nel 2011 da Donna Karan
assieme al jewelry designer, Martin Katz. Si chiama DKNY Golden Delicious Million Dollar Fragrance ed è un capolavoro di gioielleria caratterizzato da più di duemila pietre preziose – tra cui zaffiri gialli, diamanti rosa, tormaline, rubini – che formano il profilo dello skyline di New York sulla bottiglia (d’oro 14 carati). Per creare il flacone ci sono volute 1.500 ore di lavoro ed è stato venduto per 1 milione di dollari, devoluti in beneficenza ad Action Against Hunger, organizzazione umanitaria francese che combatte la fame nel mondo.

Demeter

8.  Tutti i gusti più uno
Demeter è una bizzarra fragrance library americana che produce fragranze di ogni “gusto”: si può scegliere fra “new baby”, per chi ama il profumo tipico dei neonati, “grass”, per chi adora il profumo dell’erba appena tagliata, “moonbeam” per i romantici che passerebbero ore a osservare il chiaro di luna. Ma anche “paperback” per coloro che non possono fare a meno di annusare un vecchio libro quando lo si sfoglia o “Christmas tree”, per un’atmosfera natalizia tutto l’anno. Esistono anche fragranze fiorite o fruttate, ma di certo sono meno interessanti, anche se forse un profumo al “dragon fruit” non l’avete mai sentito. 

Santa Elisabetta di Ungheria, una delle possibili committente dell'Hungary Water / Wikimedia Commons

9. Il profumo bevibile
Una raccomandazione ben nota è quella di non ingerire il prodotto, curioso scoprire quindi che il primo profumo moderno fosse … bevibile. Si chiamava Hungary Water, risaliva a prima del 1370 e data la sua composizione a base di alcool (brandy, per l’esatezza) per ottenere il massimo dalla fragranza si poteva applicare sulla pelle ma anche bere. La storia attesterebbe che a commissionare il primo profumo sarebbe stata Santa Elisabetta, Regina di Ungheria, ma il nome potrebbe far riferimento a più di una regina e la precisa attribuzione non è mai stata raggiunta.

Acqua di Colonia / Eau de Cologne prodotta da Johann Maria Farina di Colonia, 1811 / Wikimedia Commons

10.  La famosa Acqua di Colonia parla italiano
Uno dei profumi più noti e antichi è l’Acqua di Colonia (dalla città tedesca di produzione) ma recenti studi hanno attribuito l'invenzione della formula dell'Aqua mirabilis (antico nome della fragranza) a Giovanni Paolo Feminis (1660-1736), originario di Crana, piccola borgata che oggigiorno fa parte del comune di Santa Maria Maggiore in Piemonte, emigrato in giovanissima età in Germania e stabilitosi a Colonia nel 1693. La formula di questa "Acqua" passò alla morte di Feminis nelle mani del suo aiutante, Giovanni Antonio Farina e si attestò sulle etichette dei flaconi di profumo. Il successo del distillato, che si diffuse in Europa con il nome di Eau de Cologne, creò una forte concorrenza e diede luogo a molti contenziosi per la tutela del nome e del marchio mentre le ditte che producevano Acqua di Colonia con o senza il nome Farina si moltiplicarono esponenzialmente.

Francesca Pelucchi

Ama la bellezza in tutte le sue forme.