Girl Power

L’arte femminista ai tempi di Instagram

Non solo Food e Skyporn: 5 artiste che offrono una riflessione socio-politica

Daniele Biaggi

Che il ruolo di Instagram non potesse rimanere relegato in eterno a un uso meramente ludico e ricreativo c’era da aspettarselo. No, non è improvvisamente diventata un’adunata di premi Nobel e luminari, ma è palese che, oltre ai vostri genitori, il suo utilizzo sia ormai esteso a utenti non necessariamente selfie-addicted ed egoriferiti.

Nel 2017 si può considerare a pieno titolo un organo democratico per veicolare (anche) tematiche di attualità. Certo, non si parla di profili da milioni di follower, ma col tempo ogni cluster ha trovato i propri punti di riferimento. Esistono account per addicted a ogni interesse e oggetto e, anche sul tema femminismo, si possono scovare artiste che su questa piattaforma hanno scoperto la propria dimensione ideale di comunicazione.

Si tratta d'altronde di un social che privilegia la componente visuale – non necessariamente fotografica – a quella verbale: da qui, il successo di alcuni profili, che abbiamo cercato di raccogliere nel nostro pezzo mantenendo come discrimine la qualità della proposta artistica. Ecco 5 artiste femministe da tenere d’occhio tra uno scroll e l’altro: 

Priyanka Paul 
Le molestie sui mezzi pubblici, il web e i social visti come pericolo, ma anche l’ipocrisia della guerra e le discriminazioni di genere e razza subite da uomini e donne: il perimetro artistico tracciato da Priyanka Paul, 19enne poetessa e artista indiana, accoglie tutte le poliedriche contraddizioni della società in cui viviamo. La sua cifra stilistica, con netti richiami alla pop art e all’immaginario collettivo composto di simboli e brand, non è scomponibile: immagini e parole concorrono all’icasticità del messaggio. 

Un post condiviso da Priyanka Paul (@artwhoring) in data:

«I believe gender and self expression, for me, is never static, it's always in flux, in transition. Gender to me, is like art- abstract, it's more about self discovery than what really conforms to societal norms»

Frances Cannon
Figure stilizzate, semplici linee nere a raffigurare personaggi femminili contraddistinti da una tenera fragilità, ma anche donne enormi, lontane da canoni predefiniti, che ostentano la propria forza: questi i personaggi messi in scena da Frances Cannon grazie a un approccio didascalico e non sempre comodo. Cicli mestruali, stanchezza, sbalzi d’umore, insicurezze e paure sembrano condanne dolorose a cui ogni donna è destinata, e che si esteriorizzano in un approccio femminista intimista e soggettivo. 

Un post condiviso da Frances Cannon (@frances_cannon) in data:

«Learning to be my own everything. Learning to care for myself. Learning to rely on myself. Learning to love myself»

Julie Houts
Nell’arte di Julie Houts l’attualità è una componente imprescindibile. Politici, aziende al centro di polemiche, il mondo della moda, personaggi sulla bocca di tutti si alternano a donne comuni rappresentate nella propria quotidianità. La sua arte si fa portatrice di un femminismo attivo, indissolubilmente calato nel tempo in cui viviamo, dove le donne devono fare i conti con preoccupazioni legate alla propria condizione e inquietudini universali, ma anche a ipocrisie che loro stesse vivono e che agiscono ogni giorno nella loro vita. Anche per lei, i claim che accompagnano gli acquarelli sono parte imprescindibile del messaggio artistico. 

Un post condiviso da jooleeloren (@jooleeloren) in data:

«Anyway, yeah, I guess every day is just another, like, well, actually, like, a step forward, and I guess I’m literally just trying to actually literally put one foot in front of the other and just get back to what I love, which is stepping out»

Ambivalently Yours
Sfondi rosa confetto su cui si stagliano figure femminili stilizzate dai colori pastello e un forte sentimento girl power caratterizzano tutta la produzione artistica di Albivalently Yours. Le donne sono rappresentate come figure infantili indifese, unite in abbracci e sostenute da solidarietà reciproca. Il femminismo rappresentato è delicato, combattuto in punta di piedi, ma non per questo meno efficace: le tematiche sono quelle universalmente legate al movimento e alle sue cause, ma affrontate con un piglio confidenziale, come una chiacchiera tra amiche in una camera da letto una sera d’estate. 

Un post condiviso da Ambivalently Yours (@ambivalentlyyours) in data:

« My work is political. Everything I do is super duper ultra personal, which also makes it super duper ultra political»

Laura Callaghan
I colori sono sgargianti, le forme morbide e la figura femminile protagonista. La sessualità, lontana dall’essere un tabù, è una forma di provocazione che per stilemi stilistici s’ispira all’arte Shunga giapponese. La rappresentazione della donna angelicata non è superata ma totalmente obsoleta: le figure femminili, negli acquarelli di Callaghan sperimentano, osano e si prostrano supine come estrema rivendicazione di un ruolo sessuale gioioso e mai teso alla sottomissione. L’uomo – non a caso - è totalmente assente, a rivendicare che una donna può bastare a se stessa, ma non è mai comunque sola. È circondata da altre donne come lei. 

«I mostly gravitate toward films or comics for inspiration. I like to watch things that are sad or gory or shocking, that's what I get the most from!»

Credit immagine di copertina: 150UP

Daniele Biaggi

Giornalista freelance e media content creator