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Gennaio: iniziamo il nuovo anno con qualche primizia musicale tutta italiana

La nostra speciale rubrica su band, producer, cantautori emergenti, bravi e soprattutto italiani

Simone Stefanini

I tormentoni discografici non sono più quelli di una volta. Dalla hit dell'estate agli spot televisivi, i nuovi fenomeni musicali dell'anno provengono sempre di più dalla scena italiana e, spesso, da quello che fino a poco fa chiamavamo "indie". Il cantautore ha fatto il salto di livello, passando dai club di settore ai palasport, conquistando le classifiche radiofoniche e facendosi canticchiare anche dall'ascoltatore più distratto. La gamma di proposte si è radicalmente espansa e ha abbracciato generi spesso rimasti distanti dal mainstream nazionale, come la trap di Ghali o della Dark Polo Gang.

Il prossimo gigante del pop italiano potrebbe essere proprio quel piccolo gruppo che una volta avete visto in provincia insieme a trenta persone, quindi tenete ben aperte le orecchie e aggiornate la lista delle scommesse future.  

In questa rubrica vi parleremo degli artisti più promettenti in circolazione, quelli che ancora non hanno fatto il botto, ma che tra poco potrebbero suonare la colonna sonora delle vostre giornate.

Priestess
Esiste la trip trap? In caso negativo la coniamo noi, solo per Priestess. Il suo vero nome è Alessandra Prete, classe 1996 e femcee di prim'ordine nel panorama nazionale. Stile urbano, testi psicotropi che – vuoi o non vuoi – tirano sempre in ballo la noia atavica e le paranoie tipiche della sua generazione. Ha già al suo attivo collaborazioni importanti con MadMan e Gemitaiz, non esattamente gli ultimi della fila quando si parla di rap. Priestess però canta, bene, sulla metrica del rap, e il suo recente Ep Torno Domani ne è il perfetto esempio. Coolness da vendere, in bilico tra amiche pusher e buio cosmico, può essere passata anche in radio tanto è orecchiabile, senza mai vendersi al ritornello troppo sputtanato. Da chiudere gli occhi e lasciarsi andare. Bomba vera, ne sentiremo parlare.

Gomma
Quest'anno i Gomma da Caserta hanno fatto il botto, partendo praticamente dal nulla e arrivando ad aprire i concerti sold out di Calcutta. Eppure la loro musica è ben diversa da quella del cantautorato indipendente tipico di questi anni: due dischi all'attivo, il primo (Toska) un vero cult di emo stile americano con il singolo Elefanti fatto apposta per il singalong. Da poco è uscito il nuovo Ep, Vacanza, che alza l'asticella dell'ascoltabilità anche fuori dal giro e si apre a nuove contaminazioni, soprattutto grazie al cambio di registro nella voce di Ilaria, ora più accessibile che mai senza per forza diventare ammiccante o nazionalpopolare. L'angoscia è quella generazionale, con chitarra, basso e batteria che vogliono ancora stare in prima fila, alla faccia dei molti che hanno dato il rock (e tutti i suoi derivati) per spacciato. Guardate il video della title track, tra partite a giochi di ruolo, dadi a venti facce e cose strane. Vi ricorda qualcosa?

Paletti
Pietro Paletti si reinventa un'altra volta dopo aver pubblicato 2 album, e lo fa con La notte è giovane, singolone apripista dell'album Super, in uscita a gennaio. Un pezzo che ad ascoltarlo una volta ti rimane già in testa, un vero e proprio tormentone estivo che esce in pieno inverno per ricordarci che una volta passati i trent'anni, non siamo più i giaguari di una volta. Musica pop scritta bene, che potrebbe arrivare in heavy rotation nelle radio commerciali, scavalcando i fenomeni dei talent. Nell'attesa dell'album che ne amplierà gli orizzonti, Paletti è una garanzia di qualità. Ha anche scritto un pezzo nel recente album di Mina e Celentano, non esattamente due che passano di lì per caso. Date un ascolto anche ai suoi due lavori precedenti, Qui e ora (2015) ed Ergo Sum (2013): potreste trovare il vostro nuovo autore preferito.

Coma_Cose
Grosso hype per il duo milanese Coma_Cose: lei è Francesca e qualche tempo fa girava i club col nome di California DJ, lui è Fausto ed è sulle scene da un bel po’, avendo pubblicato album col nome di Edipo. Quando si sono incontrati è successa una cosa davvero strana: come se il rap incontrasse Battisti e ci facesse bene l’amore. Visioni notturne, urbane, parole buttate lì che sembrano macigni. Sono i vincitori dell'immaginario premio freschezza, coniugano l'indie con la trap, stravolgendone i dogmi ma lasciando tutto perfettamente organico. In parole povere: le canzoni funzionano dannatamente bene e dovreste ascoltarli per capire in una botta tutto il mondo di musica sotterranea che sta uscendo allo scoperto e che i Coma_Cose sintetizzano perfettamente.

Colapesce
Colapesce è un cantautore moderno, di quelli che sanno scrivere canzoni belle bellissime e che sanno anche vestirle con degli arrangiamenti mai banali. Lorenzo Urcioli, il suo vero nome, è siciliano, ha pubblicato tre album e l’ultimo, Infedele, è quello da cui dovete partire se non avete mai ascoltato la sua musica. Voce suadente, quasi sussurrata, inserti elettronici su base squisitamente pop, parole mai banali, introspettive e potenti anche quando rimangono volutamente semplici e immediate. L'ultimo album è stato realizzato con Mario Conte e Iosonouncane, e si sente soprattutto nei suoni scelti. Assolutamente consigliato a chi ha imparato da poco che oltre al pop da Rai 1 o da Festivalbar esiste un'altra via meno facile ma alla lunga più interessante e durevole nel tempo, che ha bisogno di un'immersione diversa da quella richiesta per la hit dell'estate, e che quando questa funziona diventa la hit della vita.

 

Credit immagine di copertina: 150 UP

Simone Stefanini

Web editor, articolista, docente, musicista, dj a tempo perso