SEXY BOOKS

8 libri erotici scritti da donne per dimenticarsi delle 50 sfumature

I capolavori letterari che hanno fatto grande il genere erotico

Paolo Armelli

Dallo sfruttamento di alcuni cliché sessuali alla scarsa qualità dei personaggi soprattutto femminili, ci sono svariati motivi per cui si può criticare la saga delle 50 sfumature di E.L. James. Eppure un merito culturale indubbio che si può riconoscere all’ex scrittrice di fanfiction di Twilight è stato quello di aver finalmente sdoganato la letteratura erotica.

Dopo anni di letture clandestine o di Harmony afferrati furtivamente in edicola, l’editoria ha scoperto (o riscoperto) che ai lettori in generale e alle lettrici in particolare piace leggere storie che fondano sesso, passione e amore. Da ciò però si è scatenata la corsa alla pubblicazione di imitazioni più o meno pedisseque del modello delle 50 sfumature, dunque la “liberazione” editoriale è servita a ben poco. In realtà basterebbe rivolgere gli occhi al passato per trovare capolavori letterari che hanno fatto grande il genere erotico: eccone alcuni.

Ann Bannon, Odd Girl Out (Cleis Press)
Ann Bannon è il nome di penna di una tranquilla casalinga degli anni Cinquanta, Ann Wendy, che – un po’ per gioco, un po’ per esplorare la sua stessa sessualità – iniziò a scrivere una serie di romanzi in cui esplorava i confini dell’amore e del sesso fra donne. All’epoca l’omosessualità era un argomento tabù per la letteratura alta, ma veniva spesso utilizzata nella cosiddetta pulp fiction (libri molto popolari a costi bassissimi) per attirare lettori bramosi di storie piccanti. Per rassicurare, in ogni caso, soprattutto le storie di donne lesbiche dovevano terminare inevitabilmente con la morte, il suicidio o la pazzia di una delle due innamorate.
Nonostante queste convenzioni editoriali (che imponevano copertine e titoli lascivi e ammiccanti), Bannon riuscì a scrivere una saga di sei romanzi, The Beebo Brinker Chronicles, il cui primo titolo è appunto Odd Girl Out. Senza saperlo l’autrice divenne un’icona della comunità lesbica per aver descritto con grande verosimiglianza alcune tipologie molto diffuse di donne e per aver cercato, nei limiti del possibile, di dipingere con grande naturalezza cos’è l’amore fra una donna e un’altra donna.

Anne Desclos, Histoire d’O (Bompiani)
Giornalista affermata e traduttrice pionieristica nella prima metà del Novecento (tradusse in francese autori come Virginia Woolf e T.S. Eliot), Anne Declos fu riconosciuta solo alla fine degli anni Novanta come Pauline Réage, la scrittrice dietro al più scandaloso titolo letterario del 1954, Histoire d’O. Pensato come una serie di lettere da inviare all’allora amante Jean Paulhan, appassionato di De Sade, il libro racconta la discesa di una donna anonima, O, in un abisso di sottomissione sessuale.
Sebbene in molti considerino la parabola della protagonista sostanzialmente mortificante per le donne in genere, non si può negare che i temi e le scene del libro contribuirono a modellare un immaginario erotico rimasto vivo fino ai nostri giorni. Il film del 1975 che ne fu tratto, poi, consacrò l’interprete principale Corinne Cléry come una delle icone di quegli anni. 

Marguerite Duras, L’amante (Feltrinelli)
Dai romanzi convenzionalmente romantici degli esordi fino alle opere più sperimentali della maturità, la poliedrica autrice francese Marguerite Duras esplorò ogni tipo di produzione letteraria, arrivando perfino alla candidatura agli Oscar come miglior sceneggiatura per il film che scrisse nel 1959, Hiroshima Mon Amour. Il suo romanzo più celebre rimane però sicuramente L’amante, pubblicato nel 1984 quando la scrittrice aveva ormai settant’anni.
Ispirato all’infanzia dell’autrice nell’Indocina francese, il romanzo – che oggi definiremo di autofiction – racconta la vicenda amorosa fra la ragazza francese quindicenne che narra in prima persona e il figlio di un ricco possidente cinese di dodici anni più grande di lei. La loro passione è osteggiata da più parti, non solo per la differenza d’età, ma anche razziale e di ceto. Al centro dell’iniziazione della giovane c’è soprattutto il primo rapporto sessuale fra i due, raccontato sia come uno spartiacque nella loro vita, che anche come una sfida alle convenzioni. 

Anaïs Nin, Il delta di Venere (Bompiani)
Pubblicato postumo nel 1977, Il delta di Venere è una raccolta di racconti che ha reso celebre in tutto il mondo la giornalista e saggista americana di origini cubane Anaïs Nin. Queste 15 storie erotiche, però, furono scritte per la maggior parte negli anni Quaranta, quando un privato collezionista chiese a Nin, ma pure ad altri scrittori come Henry Miller, di redarre per il suo solo piacere dei racconti a sfondo sessuale.
L’autrice compose queste storie ispirandosi al Kamasutra e agli scritti di Richard von Krafft-Ebing, il pioniere della psicologia sessuale alla fine dell’Ottocento che studiò fenomeni come la gerontofilia, l’incesto e altre compulsioni. Sebbene avesse ricevuto precise indicazioni sull’essere il più esplicita possibile, Nin riuscì comunque a dare un tocco letterario ai suoi racconti, di cui comunque si vergognava pur essendo oggi riconosciuti, anche da ambienti femministi, come all’avanguardia nella descrizione delle dinamiche sessuali.

Almudena Grandes, Le età di Lulu (Guanda)
La scrittrice spagnola Almudena Grandes è conosciuta in tutto il mondo per la pubblicazione nel 1989 del torrido romanzo Le età di Lulu. Si tratta della storia di una giovane e precoce ragazza dall’appetito sessuale insaziabile che, dopo aver consumato il primo rapporto con Pablo, intellettuale più grande di lei e amico del fratello, inizia un percorso in cui nessuna trasgressione è abbastanza forte per placare il suo istinto.
A ciò non basteranno il coinvolgimento della transessuale Ely o la sperimentazione di esperienze omosessuali e sadomaso, nonostante alla fine, però, trionferà l’amore. E il romanzo di Grandes, che sullo sfondo ha la Spagna franchista sulla via dell’emancipazione, riflette nel desiderio erotico della protagonista l’incolmabile sete di libertà di un’intera nazione.

Jeanette Winterson, Non ci sono solo le arance (Mondadori)
Figlia adottiva e poi rinnegata di una coppia pentacostale, Jeanette Winterson, scrittrice sperimentale e spregiudicata, si fece notare fin dal suo esordio nel 1985, Non ci sono solo le arance, scritto semiautobiografico su una ragazza che si scopre lesbica sfidando i valori convenzionali della sua famiglia (che tenta su di lei perfino un esorcismo). Ma è con Scritto sul corpo, il suo atipico romanzo del 1992, che s’impone in tutto il mondo grazie alla carica erotica e sorprendente della sua scrittura.
Oggetto del desiderio è in questo caso Louise, donna sposata e sensualissima, irresistibile per via dei suoi capelli rosso Tiziano e per essere appunto, per definizione, inarrivabile. Il gioco erotico si fa ancora più sublimato grazie al fatto che non si riesce a comprendere se il narratore che la desidera così ardentemente sia un uomo o una donna. Ciò che resta è una passione assoluta, viscerale e talvolta anche ironica.

Diana Gabaldon, La straniera (Tea)
È dal 1991 che la scrittrice Diana Gabaldon intrattiene le sue lettrici con la saga di Outlander, recentemente divenuta anche una serie tv. E per altrettanti anni la sua protagonista Claire Randall, un’infermiera che vive dopo la seconda guerra mondiale, viaggia avanti e indietro nel tempo dividendosi fra la sua realtà e quella della Scozia del Settecento, oltre che fra altrettanti mariti.
Il primo romanzo, La straniera, introduce proprio i personaggi e questa qualità particolare della protagonista di potersi muovere nelle epoche storiche. Ma soprattutto, detta il tono di tutti i tomi a venire (l’ultimo in ordine di tempo dovrebbe essere pubblicato nei prossimi mesi), soprattutto a livello erotico: pur non essendo propriamente una saga letteraria a sfondo sessuale, fra le numerose pagine non mancano scene di sesso ad alta temperatura.  

Credit immagine di copertina: 150UP

Paolo Armelli

Freelance contributor, scrive di libri e cultura pop.