irraggiungibile

5 Atlanti per viaggiare in luoghi assurdi o fantastici

Non solo geografia: esistono atlanti che raccontano di dimensioni irreali e spazi letterari

Paolo Armelli

Gli atlanti sono raccolte sistematiche di carte geografiche, strumenti che fin dall’antichità si utilizzavano per rappresentare il mondo. Si chiamano così per via di Atlante, il figlio dei Titani reo di essersi alleato con Crono contro Zeus: quest’ultimo lo punì facendogli reggere la volta celeste sulle spalle. Da qui l’usanza di rappresentarlo sul frontespizio dei volumi geografici, e in particolare quello famosissimo di Mercatore del 1595.

Osservare un atlante significa in qualche modo, dunque, mettersi nella stessa prospettiva della figura mitologica, osservare in un solo colpo d’occhio l’intero universo. Ma non solo l’universo fisico e reale, quello dei mappamondi e dei planisferi: esistono atlanti che raccontano di dimensioni fantastiche e di spazi letterari. Ma anche raccolte che ci spingono fino ai confini della nostra verità, dove le cose reali si confondono con l’assurdo e l’immaginario. 

Joshua Foer, Dylan Thuras, Ella Morton, Atlas Obscura (Mondadori)
Nel 2009 Foer (fratello dello scrittore Jonathan Safran) e Thuras s’inventano un portale online dove raccogliere i luoghi più bizzarri e insoliti del pianeta per motivi geografici, architettonici, culturali. Da quell’Atlas Obscura online nasce questo volume scritto con Morton in cui selezionano migliaia di questi posti troppo assurdi per essere veri: dal regno delle donne in Yunnan (Cina) alle grotte bioluminescenti di Waitomo (Nuova Zelanda), dal museo dei cuori infranti in Croazia all’isola-manicomio di Poveglia a Venezia. «Quando tutto sembra già esplorato, ecco un nuovo modo di vedere il mondo», promettono gli autori.

Laura Miller, Atlante dei luoghi letterari (Rizzoli)
Ci sono luoghi che appartengono alla fantasia pura, come l’isola dei Feaci nell’Odissea, Narnia o Oz. Altri che sono frutto delle nostre utopie, come la Luna di Ariosto o la città del Sole di Campanella. Altri sono territori che fondono immaginario e morale, come l’oltretomba di Dante o il castello di Kafka. E ancora la geometrica Flatlandia di Abbott, il terribile mondo nuovo di Huxley fino alle ultra-realtà digitali di molti libri di fantascienza. Questa raccolta di saggi ripercorre la geografia inventata dei capolavori letterari portandoci in luoghi divenuti talmente familiari che si fa fatica a credere che non esistano.

Nick Middleton, Atlante dei paesi che non esistono (Rizzoli)
A proposito di realtà che non esistono, passiamo dalla letteratura alle vite vere che però si fanno romanzo. Sono quelle di tanti pionieri, visionari, avventurieri o semplici folli che hanno fondato nel corso della storia i loro personalissimi Stati. Magari dove già esistevano delle nazioni vere e proprie (in Italia, ad esempio, abbiamo il principato di Seborga, in provincia di Imperia). Ma questo libro raccoglie anche i tanti paesi non riconosciuti, come la Transnistria o il Somaliland, o i tanti popoli i cui diritti sono negati da secoli, come i curdi o i nativi nordamericani. Un viaggio in una geopolitica delle possibilità, dei sogni e delle ipotesi.

Judith Schalansky, Atlante delle isole remote (Bompiani) 
«Cinquanta isole in cui non sono mai stata e mai andrò»: il sottotitolo di questa pittoresca guida agli arcipelaghi più estremi del mondo è già tutto un programma. In realtà è un pretesto dell’autrice per tessere le lodi della cartografia nautica, da inserire secondo lei nei generi letterari più poetici (d’altronde Stevenson diceva che «ogni porto è un sonetto»). Da Takuu, un anello di sabbia nella Papua Nuova Guinea, all’isola degli Orsi nel Mar Glaciale Artico, dalla napoleonica Sant’Elena a quella di Robinson Crusoe: tanti aneddoti di storie, culture e personaggi talmente minuti da essere un puntino su un’infinita cartina blu.

Jón R. Hjálmarsson, Atlante leggendario delle strade d’Islanda (Iperborea)
Tutti i luoghi hanno le proprie leggende. E in particolare quelli più remoti o isolati, come ad esempio l’Islanda, fanno sì che ogni angolo fuori dal comune, ogni roccia dalla forma peculiare, ogni villaggio dalla storia millenaria, ogni sentiero che porta un bosco nodoso abbia la sua storia da raccontare. Questa raccolta ci mostra proprio questo, una cultura fantastica in cui il racconto mitologico è indissolubilmente legato al paesaggio, al mare, alla terra congelata e ai suoi temerari abitanti.

Credit immagine di copertina: 150UP

Paolo Armelli

Freelance contributor, scrive di libri e cultura pop.