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5 libri da leggere per prepararsi agli Oscar e ai film (candidatissimi) che hanno ispirato

Quest’anno agli Oscar vedremo moltissimi film tratti da libri, ecco quali leggere per arrivare preparati

Paolo Armelli

Il prossimo 4 marzo a Los Angeles verranno assegnati gli ambitissimi Academy Award del cinema americano. Puntualmente gli Oscar saranno conferiti ad attori, registi e tecnici che si sono distinti nella realizzazione delle pellicole dello scorso anno. Fra i superfavoriti di questa novantesima edizione ci sono Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Chiamami col tuo nome, Lady Bird e The Shape of Water. Ma cosa sono i film se non delle meravigliose storie? E quest’anno moltissimi dei titoli favori sono tratti proprio da libri: ecco quali leggere per arrivare preparati alla notte hollywoodiana delle stelle.

André Aciman, Chiamami con il tuo nome, Guanda editore

André Aciman, Chiamami col tuo nome (Guanda)
Chiamami col tuo nome è il film più chiacchierato del momento: non solo perché negli Stati Uniti sta riscuotendo ormai da mesi un clamore critico senza pari, ma anche perché è l’opera di un regista italiano: Luca Guadagnino, che proprio in Italia ha deciso di raccontare questa abbagliante storia d’amore estivo. D’altronde anche il romanziere André Aciman aveva ambientato sulla riviera ligure (nel film siamo invece a Crema) il suo libro uscito nel 2007.
Al centro di questa intensa e burrascosa storia di formazione, troviamo il giovanissimo Elio, colto e precoce, che finisce stregato dal fascino sfuggente di Oliver, il dottorando ospite del padre professore. Le distanze anagrafiche, culturali e di identità renderanno la loro passione ancora più tumultuosa. Di certo il romanzo è di un lirismo a tratti struggente, sebbene ogni tanto zuccheroso e con delle metafore sessuali a volte bizzarre (la famosa pèsca di cui tutti parlano). Il film ha guadagnato 4 candidature all’ambita statuetta, tra cui quella come miglior film.

Guillermo Del Toro, Daniel Kraus, La forma dell'acqua, Feltrinelli

Guillermo del Toro-Daniel Kraus, La forma dell’acqua – The Shape of Water (Tre60)
Quando il visionario regista Guillermo Del Toro e lo scrittore Daniel Kraus, che già avevano lavorato assieme in Trollhunters, si confidano un’idea che ciascuno dei due portava in sé dalla giovinezza capiscono di essere di fronte a una potente intuizione comune. Così nasce il progetto di The Shape of Water: che si sviluppa parallelamente in un film – già considerato un capolavoro del genere – e in un libro che ne espande l’orizzonte narrativo.
In entrambi ritroviamo l’emozionante storia di Elisa, un’inserviente muta in una base militare in cui avvengono strani esperimenti durante gli anni Sessanta. Facendo le pulizie in un bunker segreto, scopre una misteriosa creatura marina: ma dove tutti vedono pericolo e minaccia, lei vede fragilità e tenerezza. Ne nasce un rapporto di affinità fra due anime sole e emarginate, che nell’acqua troveranno un’armonia mai provata prima. Ben 13 le nomination agli Oscar per The Shape of Water.

Shrabani Basu, Vittoria e Abdul, Piemme

Shrabani Basu, Vittoria e Abdul (Piemme)
In Vittoria e Abdul Stephen Frears torna a dirigere un film su una sovrana britannica, dopo The Queen, e la grande Judi Dench  torna a recitare nei panni della regina Vittoria dopo La mia regina del 1997. Il taglio del racconto questa volta è diverso e del tutto inedito: si racconta infatti del rapporto strettissimo fra la longeva monarca britannica e il suo valletto indiano, Abdul Kamir.
Il film è tratto dal libro omonimo, che romanza il rapporto strettissimo, seppur platonico, fra l’ormai anziana Vittoria e il suo assistente. La vicenda, peraltro, causò parecchio scalpore all’epoca, soprattutto all’interno della corte. La lotta fra un puro sentimento di amicizia e i sospetti razzisti, che ne nascono attorno, trasudano da ogni pagina del libro. E la contaminazione fra le due culture: inglese e indiana, si vede anche nei meravigliosi costumi per cui la pellicola è candidata all’Oscar.

Hillary Jordan, Fiori nel fango, Neri Pozza

Hillary Jordan, Fiori nel fango (Neri Pozza)
Negli Stati Uniti del secondo dopoguerra, in una dimensione profondamente rurale, disseccata dal sole e sempre esposta all’imprevedibilità della natura, si confrontano due famiglie, i bianchi McAllan e i neri Jackson. Sarà l’improbabile e osteggiata amicizia fra i loro due rampolli, Jamie e Ronsel, entrambi reduci dagli orrori – ma anche dalle libertà che hanno vissuto in Europa –  a dare il via alle vicende mai del tutto pacificate al centro della storia.
Dopo sette anni di studi e ricerche Hillary Jordan ha compiuto il suo straordinario debutto nel 2008 con questo libro, che ora è divenuto un ambizioso film Netflix. Notevoli anche le sue quattro candidature ai prossimi Oscar: oltre a miglior attrice non protagonista e canzone originale a Mary J. Blige, c’è anche quella alla miglior fotografia a Rachel Morrison, prima donna ad ambire a questo riconoscimento.

R. J. Placido, Wonder, Giunti

R.J. Palacio, Wonder (Giunti)
Da quando è uscito nel 2012, Wonder è rimasto saldamente alla testa delle classifiche dei libri per ragazzi più venduti. Racconta infatti la storia di August, un ragazzino di dieci anni affetto da disotosi mandibolo-facciale, una sindrome che gli conferisce una forma decisamente anomala al volto e alla testa. Nonostante quella che molti considerano una deformità, il ragazzo e la sua famiglia conducono una vita normale cercando di convincere chiunque di quanto tutti possono essere a loro modo meravigliosi.
Il film che ne è stato tratto nel 2017, con Julia Roberts e Owen Wilson, è una di quelle pellicole hollywoodiane fatte apposta per far piangere in ogni scena. Eppure il libro ha una sua dimensione molto più formativa e coinvolgente. Il film ha comunque il pregio di mostrare la bravura di un attore bambino come Jacob Tremblay, completamente trasfigurato dai truccatori che sono appunto candidati agli Oscar.

Credit immagine di copertina: 150 UP

Paolo Armelli

Freelance contributor, scrive di libri e cultura pop.