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Amicizia, valori e vittorie, i migliori film sullo sport

Da “Sognando Beckham” a “Un mercoledì da leoni”, passando per “Rocky”, le più belle pellicole che raccontano il mondo dal campo di gioco

Valentina Barzaghi

Perché amiamo così tanto i film sullo sport? Innanzitutto perché sono motivazionali. E a tutti piace essere spronati. In secondo luogo perché ci raccontano storie di persone che, spesso a dispetto di tutto e di tutti, ce l’hanno fatta a raggiungere i propri obiettivi di vita. Proprio come ciascuno di noi vorrebbe per sé.  Infine, perché solitamente sono belle storie d’amicizia, rispetto reciproco anche tra rivali, crescita e appartenenza. 

Lo sport ci trasmette il desiderio di far parte di un progetto più grande e nobile per cui vale davvero la pena sacrificarsi. Lo sport rende liberi: di sbagliare, di sognare, di giocare fuori dagli schemi.
Sono tanti i film bellissimi sullo sport usciti negli anni e qui proviamo a fare un breve excursus tra i nostri preferiti, di disciplina in disciplina. 

Sognando Beckham di Gurinder Chadha
Sport: calcio
Insegnamento: ognuno ha il diritto d'inseguire il proprio sogno.

Jess (Parminder Nagra) e Jules (Keira Knightley) giocano nella stessa squadra di calcio londinese e sono inseparabili amiche. Mentre i parenti di Jules, non vedono nulla di male  nella passione sportiva della figlia, quelli di Jess, di origine indiana, non vogliono che la ragazza pratichi uno sport etichettabile come "maschile".  E Jess è dunque costretta a farlo di nascosto.

Giocato su due piani narrativi: quello di un classico film inglese, ma con personaggi e intreccio stile Bollywood, Sognando Beckham è una bella storia d'amicizia, in cui lo sport viene vissuto sia come collante tra le due protagoniste, sia come metafora di quei sogni che è importante esaudire per la propria formazione. 
Sul calcio da non perdere: Fuga per la vittoria di John Huston (1981); Il maledetto United  di Tom Hooper (2010); Febbre a 90° di David Evans (1997); Jimmy Grimble di John Hay (2001); L'allenatore nel pallone di Sergio Martino (1984).

Invictus di Clint Eastwood
Sport: rugby
Insegnamento: lo sport è un aggregatore così forte da abbattere perfino pregiudizi e incomprensioni.

Invictus non è tra i titoli più osannati di Clint Eastwood. Eppure è tra le sue storie più emozionanti. Il film è tratto da fatti realmente accaduti, raccontati nel libro di John Carlin "Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game That Made a Nation". Alla sua elezione come Presidente del Sudafrica, Mandela voleva avviare da subito un processo di riconciliazione nazionale tra bianchi e neri; sebbene ogni gruppo etnico avesse le sue diffidenze e restrizioni, entrambi adoravano il rugby. Fu così che, in prossimità della Coppa del Mondo di rugby- che nel 1995 che si disputarono proprio in Sudafrica - Mandela scommise sullo sport e in particolare sulla squadra degli Springbrooks, come traino per raggiungere i suoi obiettivi d’aggregazione razziale.
Sul rugby da non perdere: Ogni maledetta domenica di Oliver Stone (1999); Il paradiso può attendere di Warren Beatty (1978); The Blind Side di John Lee Hancock (2009); Jerry Maguire di Cameron Crowe (1996).

Rush di Ron Howard
Sport: Formula 1
Insegnamento: dietro le grandi rivalità, si può nascondere una profonda stima reciproca.

Niki Lauda e James Hunt. Uno austriaco e l'altro inglese. Uno un perfezionista pignolo e ossessivo, l'altro un viveur spericolato e menefreghista. I due s'incontrano per la prima volta sui circuiti di Formula 3. Poi diventano storici rivali in Formula 1.
Ron Howard parte dallo spietato mondiale del 1976 - quello del purtroppo celebre incidente di Lauda - per raccontare la stima e l'amicizia di due campioni agli opposti. Rush è un classicone americano, con un'ottima messa in scena e soprattutto l'interpretazione dei bravi Chris Hemsworth e Daniel Brühl. Sulla Formula 1 da non perdere: Senna di Asif Kapadia (2010)

The Wrestler di Darren Aronofsky
Sport: wrestling
Insegnamento: c'è una seconda chance per tutti.

Randy "The Ram" Robinson negli anni '80 è stato un acclamato campione di wrestling. Oggi lavora in un grande magazzino, si allena in scalcinate palestre scolastiche e porta ancora addosso i segni della sua turbolenta carriera sportiva. Randy è un eroe caduto; un uomo appesantito dal tempo passato troppo in fretta. Darren Aronofsky, regista di tanti capolavori tra cui svetta Black Swan, parla qui del fallimento e della rinascita, usando lo sport come veicolo per arrivare meglio al suo pubblico. Il risultato è un film intenso e delicato, con un redivivo Mickey Rourke a rendere il tutto più veritiero. 
Sul wrestling da non perdere: GLOW, serie tv firmata Netflix, la prima stagione è uscita nel 2017.

Rocky di John G. Avildsen
Sport: pugilato
Insegnamento: ogni uomo combatte fuori e dentro di sé.

Low budget, girato in appena un mese e con un cast di attori ai tempi pressoché sconosciuti, Rocky è oggi uno dei film più iconici di sempre sullo sport. Nel 1976, quando uscì in sala, vinse tre Oscar e consacrò Sylvester Stallone - che non dimentichiamoci lo scrisse, oltre ad interpretarlo - a idolo delle masse. Impossibile non avere mai visto Rocky, la parabola ascendente del pugile che affronta con tenacia e forza la vita fuori e dentro al ring, è la metafora perfetta del sogno americano: gli uomini dotati di buon cuore, onesti e costanti trovano sempre un proprio posto nel mondo e l'opportunità di una vita felice. Che poi, è anche un po' la storia dell'italo-americano Stallone e della sua rivalsa su Hollywood, da cui era stato snobbato fino a quel momento. 
Sul pugilato da non perdere:  Million Dollar Baby di Clint Eastwood; Toro scatenato di Martin Scorsese; The Fighter di David O. Russell.

Moneyball - L’'rte di vincere di Bennett Miller
Sport: baseball
Insegnamento: "Stay hungry, stay foolish".

Tra un singolo che eccelle e la probabilità che un gruppo d’individui mediamente validi ci riesca, su chi puntereste? Billy Beane (un bravissimo Brad Pitt) non ha molta scelta: allena gli Oakland Athletics, una squadra di baseball che, non potendo competere con i budget milionari di altri team come i New York Yankees, si vede sempre portar via i suoi giocatori migliori a fine stagione. Nonostante Beane sia un uomo molto insicuro - di sé e delle sue capacità - ha la forza di cercare e credere in nuove soluzioni per arginare i problemi. È così che abbraccia la teoria del giovane e folle neo-laureato in economia Peter Brand (Jonah Hill), che gli dimostra come una squadra vincente si possa costruire anche sulle statistiche e non solo sui personaggi noti. Moneyball è un film interessante perché ci porta nel backstage del baseball,  tra le dinamiche dei club, offrendoci un punto di vista inedito - e molto umano - sullo sport.
Sul baseball da non perdere: L’uomo dei sogni di Phil Alden Robinson (1989); Ragazze vincenti di Penny Marshall (1992); Major League - La squadra più scassata della lega di David S. Ward (1989); Gioco d’amore di Sam Raimi (1999); The fan - Il mito di Tony Scott (1996). 

La battaglia dei sessi di Jonathan Dayton e Valerie Faris
Sport: tennis
Insegnamento: Combatti da ragazza.

È sui campi da tennis che il cinema, nel 2017, sta trovando alcune tra le storie sportive più interessanti. Come Borg-McEnroe di Janus Metz Pedersen - recentemente uscito nelle sale italiane -   incentrato sul racconto della rivalità storica tra i due grandi campioni.
La battaglia dei sessi, invece, parte dal tennis per raccontare sì una battaglia (appunto), ma per la parità di genere, e che si è combattuta non solo su suolo sportivo. Con il termine "Battaglia dei sessi", infatti, si indicano tre storiche partite di tennis disputate tra un uomo e una donna: 13 maggio 1973 - Bobby Riggs vs. Margaret Court, 20 settembre 1973 - Bobby Riggs vs. Billie Jean King, 25 settembre 1992 - Jimmy Connors vs. Martina Navrátilová. Il film della coppia Dayton-Faris (Little Miss Sunshine) si concentra sulla seconda, nonché la più celebre visto il forte richiamo mediatico  avuto. Grazie a Billie Jean King, infatti, quello che poteva essere un semplice incontro di tennis, si è trasformato in una denuncia sullo strapotere maschile, dispotico e accentratore nel mondo sportivo ma non solo. Un film che parte da una storia degli anni ’70 per raccontare anche il nostro presente. 
Sul tennis da non perdere: Wimbledon di Richard Loncraine (2004); Borg-McEnroe di Janus Metz Pedersen (2017). 

Un mercoledì da leoni di John Miliu
Sport: surf
Insegnamento: bisogna assaporare la libertà, l’amicizia e l’idealismo giovanili perché non torneranno mai più con la stessa incantata potenza.

Un mercoledì da leoni è il film cult sul surf. Quella messa in scena da John Milius, però, non è solo una storia di onde e di libertà giovanile ambientata sulle assolate spiagge della California: è un film generazionale che attraversa gli anni '60 e '70, nonché una splendida storia d’amicizia e formazione. Matt, Jack e Leroy sono giovani, inseparabili e amano il surf. Nonostante abbiano caratteri totalmente differenti tra loro, i tre sono uniti da una solida fratellanza sportiva. Saranno le grandi mareggiate degli anni '60, la guerra del Vietnam, le nuove trasformazioni della società e, in generale, la vita adulta, a incontrarsi e a scontrarsi però col destino dei tre amici, cambiandoli profondamente, nonostante gli utopistici propositi di quando erano ragazzi.
Sul surf da non perdere: Point Break - Punto di rottura di Kathryn Bigelow (1991), The Endless Summer di Bruce Brown (1966), Blue Crush di John Stockwell (2002).

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.