villainess

8 cattive del piccolo schermo che non possiamo evitare di amare

La televisione deve fare ancora strada per ciò che concerne la scrittura di personaggi femminili controversi, ma ecco quelli che già ci hanno conquistato

Marina Pierri

Di donne veramente cattive in tv se ne vedono poche, e – quando se ne vedono – di solito purtroppo sono abbastanza bidimensionali e prive di uno spessore narrativo tale da renderle consistenti e interessanti. Sembra sia difficile, insomma, restituire alle femmine uno spazio sufficiente a ospitare le naturali contraddizioni che qualificano i personaggi a tutto tondo, eppure qualcuno c’è riuscito. Ecco otto femmine che sfoggiano un lato selvaggio, egoista e indomabile senza censura… spesso andando incontro a sanzioni terribili

Yvonne “Vee” Parker – Orange Is the New Black
In ormai cinque stagioni, Jenji Kohan e il suo show firmato Netflix sono riusciti a raccontare una villainess degna di questo nome una sola volta: quando a Litchfield è arrivata la terribile, carismatica Vee. Sensuale, libera e ahinoi crudele, la donna per nulla rassicurante interpretata dalla brava Lorraine Touissant ha lasciato un segno nelle nostre coscienze. E nella sua serie, che raramente ha superato la sua statura.

Melisandre – Game of Thrones
È una strega, e le donne cattive nell’immaginario collettivo sono sovente streghe. Eppure, nonostante non ci sia nulla di nuovo sotto il sole, la Melisandre di Carice van Houten – una sacerdotessa essenzialmente devota alla magia nera – ha anche un destino, una determinazione che viene dall’avere poco o nulla da perdere e una grazia trascendente. Poi, certo, c’è quel dettaglio: ha messo al rogo una bambina. 

Olivia Lake – Mosaic
Questa fresca e affascinante villainess targata 2018 (che nasce direttamente dalla cinepresa gelida di Steven Soderbergh, dalla scrittura di Ed Solomon e della loro miniserie) vi conquisterà, garantito. Le presta il volto una grande Sharon Stone, che di donne difficili e neppure troppo smaniose di dominare e domare i propri demoni ne sa qualcosa. Il resto è spoiler. Buona visione! 

Bree Van De Kamp – Desperate Housewives
La più terribile delle casalinghe disperate di Marc Cherry è forse una delle donne meglio scritte mai apparse su piccolo schermo: un coacervo di ossessioni, paure, perversioni, vezzi e sentimenti sommersi come iceberg millenari. Difficile dimenticare la grande performance di Marcia Cross, che ha prestato i suoi zigomi altissimi a una femmina davvero sui generis. Ce ne fossero, di personaggi così. 

Vaness Ives – Penny Dreadful
Si è purtroppo conclusa la grande serie di John Logan, soprattutto sceneggiatore per il grande schermo, che vedeva protagonista Eva Green nei panni della sposa del demonio in persona. Divelta tra un lato buono e uno (molto) cattivo fino alla letterale possessione, vittima di se stessa e delle sue colpe, la dama nera dai liquidi occhi verdi è una delle più straordinarie (mezze) villainess nelle quali vi imbatterete mai. Guardare per credere.

 

Numero 6 – Battlestar Galactica
Non vi roviniamo la sorpresa se diciamo che poco dopo aver fatto conoscenza con Numero 6 – brillantemente portata in vita da Tricia Helfer – la vediamo accarezzare un neonato nella culla per spezzargli il collo. È la potente scrittura dello show di Ronald D. Moore che ritrae un robot dalle fattezze femminili avanzatissimo, ma pur sempre fatto di ferraglia, che nega la vita stessa. 

Claire Underwood – House of Cards
È quasi l’epitome del distacco: dal guardaroba alle movenze compassate, dal modo di esprimersi algido fino agli occasionali sprazzi di vitalità repressa, la Claire Underwood di Robin Wright è una donna tremenda. Considerato quello che è accaduto a Kevin Spacey in tempi recenti (le accuse di molestie sessuali, per i distratti) possiamo dire a cuore ancora più leggero che è sempre stata lei la stella della serie. 

Grace Marks – L’altra Grace
Un’assassina del 1800 con una potente disturbo… Ops, spoiler. Niente, dovrete vedere Alias Grace, la miniserie tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood, per scoprire perché la protagonista cui offre le fattezze la brava Sarah Gadon è così spettrale e inquietante: un esempio di scrittura femminile poco convenzionale mirata a scolpire, parte per parte, un’antieroina per i posteri.   

Marina Pierri

Giornalista e docente.