ESSENZIALE

8 Lezioni di vita universali tratte da Il Piccolo Principe

A pensarci bene, uno dei libri più letti al mondo è la storia di un incidente aereo. E come da ogni incidente di percorso possano nascere le lezioni di vita più importanti

Paolo Armelli

Il Piccolo Principe, tradotto in quasi 300 lingue e con oltre 150 milioni di copie vendute, parte proprio in questo modo: «È così sono vissuto solo, senza nessuno con cui parlare veramente, fino a sei anni fa, quando ebbi un guasto nel deserto del Sahara» (la traduzione è quella di Emanuele Trevi per Newton Compton). Da lì si dipana la storia che ha incantato milioni di lettori: il pilota incontra un bimbo che è il principe venuto da un lontano asteroide, il quale gli racconta del suo pianeta, delle sue esplorazioni e delle bizzarre persone che ha incontrato sulla Terra. Paradossalmente l’incidente aereo è anche quello che il suo autore, Antoine de Saint-Exupéry, aveva vissuto in prima persona qualche anno prima. Lui stesso scomparirà poi in volo pochi giorni dopo l’uscita del libro.

!Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry, Bompiani

Il Piccolo Principe viene pubblicato infatti il 6 aprile 1943 negli Stati Uniti, tradotto in inglese (de Saint-Exupéry si era rifugiato a New York dopo l’occupazione nazista della Francia e qui l’aveva scritto). Quest’anno ricorre dunque il 75simo anniversario dalla sua prima pubblicazione. Uno dei motivi che ne hanno decretato il successo, però, è che questa metafora sull’amicizia, l’amore, il rispetto, la generosità e la fantasia non conosce praticamente età né invecchia col passare del tempo. Proprio perché tocca le basi fondamentali e universali della nostra umanità, alcune delle quali cerchiamo di ripercorrere qui.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

1. «Ecco il mio segreto. È molto semplice: si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi»
È forse la citazione più famosa del Piccolo Principe. E se vogliamo anche la più banale, ma è per questo che risuona con grandissima forza a qualsiasi lettore, anche fuori dal suo contesto. È la frase di congedo che rivolge la volpe al principe, colei che gli insegna cosa significa “addomesticare”, cioè fare proprio, avere per sé una creatura cara. E l’altro insegnamento fondamentale è che le cose non si giudicano tramite l’apparenza ma attraverso l’essenza.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

2. «Siccome non esiste chi venda gli amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico, addomesticami!»
Essendo questo un libro fondamentalmente sull’amicizia (de Saint-Exupéry lo dedica proprio al suo migliore amico, il critico Léon Werth), il tema ritorna in modo quasi ossessivo ma è proprio nella variazione che questo argomento si fa pregnante. In qualche modo è anche una critica alla società contemporanea, in cui il materialismo («Gli uomini comprano le cose belle e pronte dai negozianti») impedisce di comprendere che l’amicizia è qualcosa che non si compra.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

3. «Tu diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato»
E appunto l’amicizia è una responsabilità: il percorso che due persone fanno l’uno accanto all’altro è fatto di impegno, costanza e attenzione. Ed è per questo che bisogna sentirsi responsabili di chi si addomestica, una sensazione che mai ci abbandona. È un modo molto pragmatico ma anche molto intenso di guardare ai sentimenti, che non sono così astratti come si crede.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

4. «È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante»
Questo è un altro degli insegnamenti fondamentali della volpe al principe. Lui infatti coltivava un’unica bellissima rosa sul suo asteroide, che però era spesso scorbutica. Arrivato sulla Terra scopre un giardino di rose ed è deluso nel constatare che la sua amata non sia la sola al mondo, ma pian piano capisce che è davvero unica perché è la sua e per il legame di cura e affetto che li unisce. E non c’è rapporto solido che non si costruisca su difficoltà e impegno, sembra suggerire la saggia volpe.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

5. «Bisognerà che sopporti due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle»
Tutto Il Piccolo Principe è uno sforzo narrativo che si impegna a guardare il mondo con altri occhi (così inizia, infatti, da quello che tutti pensano sia un cappello e invece è un elefante ingoiato da un boa). E le avversità e le cose sgradevoli –  ci insegna qui la scostante rosa che alla fine si riappacifica col principe e lo incoraggia nel suo viaggio – non sono altro che il preludio a qualcosa di più positivo e suggestivo.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

6. «L’acqua faceva bene al cuore, come un regalo»
A un certo punto per il pilota e il principe la sete, nel bel mezzo del deserto, si fa sentire in modo impellente. Iniziano a esplorare i dintorni e s’incamminano, marciando per tutta la notte. All’alba giungono finalmente al pozzo e non c’è dono più grande: la gioia più spontanea sta sempre nelle piccole cose.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

7. «Avrei dovuto giudicarlo dagli atti e non dalle parole»
È strano leggere una frase del genere in un libro che appunto da parole ben studiate cerca di insegnare un modo più docile di affrontare la vita. Eppure in questo invito alla lucidità di giudizio sta molto di quanto dovremmo fare a volte: invece di rimanere avviluppati dalle cose che si dicono, ai commenti facili e gratuiti (il mondo social insegna), dovremmo riscoprire la concretezza dei fatti e delle azioni, soprattutto quando queste agiscono su di noi non in superficie ma in profondità.

"Il piccolo principe" film d'animazione del 2015 diretto da Mark Osborne

8. «Gli adulti non capiscono mai nulla da soli, ed è faticoso per i bambini spiegar loro le cose di continuo»
Questa è una citazione che sta in realtà nelle primissime pagine de Il Piccolo Principe, eppure in essa è racchiuso probabilmente il senso più profondo di tutto il romanzo: abbandonare le nostre vesti di persone adulte, fatte e finite, coi nostri valori e i nostri preconcetti incrollabili, a volte è utile per riscoprire una dimensione più umana e se vogliamo infantile - ma non superficiale - delle cose. Forse è anche per questo che un libro del genere ha avuto e continua ad avere enorme successo: perché parla a quella parte del cuore che subito ringiovanisce se toccata nelle sue corde più essenziali.

Paolo Armelli

Freelance contributor, scrive di libri e cultura pop.