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Tutto sugli Oscar 2018 dalla A alla Z

Gli highlights per parole chiave dell’evento cinematografico dell’anno, dal red carpet alle consegne delle statuette

Stefano Consiglio

Angelo: Uno dei look più ammirati è stato quello di Allison Janney, in rosso e con lunghissime maniche che arrivavano fino a terra, come se fosse pronta per librarsi in volo. Così è stato, non solo per le maniche da angelo del vestito firmato Reem Acra: l’award come migliore attrice non protagonista in I, Tonya ha completato una awards season di grande successo, per lei.

Brevità: Jimmy Kimmel ha invitato i candidati a non fare discorsi troppo lunghi promettendo una moto d’acqua come premio per il più breve. Mentre la moto d’acqua veniva presentata sul palco, Helen Mirren ha avuto il suo “momento Antonella Elia” fingendosi valletta. Kimmel ci ha tenuto a precisare che l’attrice non era compresa nel premio.

Mark Bridges vincitore del "premio" per il discorso più breve / Getty Images

“Ciliegina sulla torta”: così Mary J Blige ha definito la doppia nomination come attrice non protagonista per Mudbound e per la migliore canzone. La stella dell’R’n B è la prima donna nella storia a guadagnarsi questa doppia candidatura. Peccato nessuna delle due si sia tradotta in una vittoria…

Diversità: grande attenzione è stata riservata a questo tema. Mira Sorvino, Annabella Sciorra e Ashley Judd hanno presentato un video in cui diversi protagonisti del cinema celebravano i film del 2017 come esempi di punti di vista, tematiche, culture e storie che promuovono il cambiamento.

Entrata: la più strana? Quella di Jodie Foster in stampelle. A Jennifer Lawrence che le ha chiesto cosa le fosse successo, Jodie ha risposto scherzando “Streep”, indicando Meryl seduta in prima fila e fingendo di avere avuto uno scontro con lei.

Jodie Foster e Jennifer Lawrence / Getty Images

Fake News: Laura Dern e Greta Gerwig hanno presentato l’Award per il migliore documentario parlando dell’importanza, al giorno d’oggi, di distinguere tra realtà e finzione, definendo i documentaristi “eroi”. L’Award è andato a Icarus, documentario di Netflix sullo scandalo del doping nello sport in Russia.

Gary Oldman: al suo primo, meritatissimo Oscar per The Darkest Hour, ha dichiarato che «è valsa la pena aspettare 20 anni.» Ha ringraziato sua mamma, di 99 anni

Sam Rockwell, Frances McDormand, Allison Janney and Gary Oldman / Getty Images

Hurrà per Frances McDormand e il suo secondo Oscar. Un “Hurrà” non solo per la sua bravura in 3 Manifesti Fuori Ebbing, ma per aver condiviso la vittoria con tutte le attrici e professioniste donne presenti in sala, che si sono alzate in piedi al suo invito, con una standing ovation.

Lupita Nyong'o e Kumail Nanjiani / Getty Images

Impronunciabili: Lupita Nyong'o e Kumail Nanjiani hanno presentato il premio per la migliore scenografia descrivendo il cinema come mezzo per creare sogni, allacciandosi alla questione “dreamers” (i migranti irregolari arrivati negli Stati Uniti da bambini). Lupita ha parlato di sé e Kumail come di «quegli attori di cui sentite i nomi, ma non riuscite a pronunciarli».

Leggenda: sul palco è tornata una veterana, Eva Marie Saint, che ha presentato l’Award per i migliori costumi. L’attrice di Fronte del Porto e musa di Hitchcock, 93 anni, ha ricordato il lavoro dei mitici costumisti della Hollywood classica tra cui Edith Head, e ha fatto ridere l’intera platea dichiarando «mi sono appena accorta di essere più vecchia dell’Academyi».

Margot Robbie, nominata come miglior attrice protagonista, e la madre Sarie Kessler / Getty Images

Mamma: la figura materna è stata grande protagonista del red carpet. Margot Robbie si è fatta accompagnare da sua mamma, e lo stesso ha fatto Timothy Chalamet. Saoirse Ronan, invece, ha dichiarato che sua mamma non era presente né agli Oscar né ai Golden Globes perché era «occupata a prendersi cura del cane». Fortuna che, a salvare la situazione, è intervenuta poi Greta Gerwig, regista di Lady Bird che ha lanciato un appello a tutte le ragazze là fuori: «siate gentili con le vostre mamme!».

Nero: dopo il total black dei Golden Globes e dei BAFTA, le attrici hanno ricominciato a indossare abiti colorati. Rosso per Allison Janney, viola per Ashley Judd, rosa per Saoirse Ronan, blu per Nicole Kidman, oro per Lupita Nyong’o. Molte di loro, però, non hanno dimenticato lo spirito di Time’s Up, indossando le spille del movimento.

Saoirse Ronan nominata come miglior attrice protagonista / Getty Images

Opalescente: l’effetto della grandiosa scenografia del palco del Dolby Theater composta, stando al Los Angeles Times, da 45 milioni di minuscoli cristalli Swarosky. 

Pressione: nonostante il glamour e i momenti spettacolari, la cerimonia è stata dominata dal bisogno di mostrare il lato serio e impegnato di Hollywood. Tra riferimenti a immigrazione, uguaglianza, questioni di genere, disastri naturali e molto altro, sembra che l’Academy stia facendo di tutto per dare un buon esempio per l’intrattenimento mondiale.

Questa volta ce la facciamo: dopo l’incidente del 2017, Faye Dunaway e Warren Beatty sono tornati sul palco per annunciare il Miglior Film. La vittoria è andata a The Shape Of Water, e possiamo assicurare che non ci sono stati scambi di busta: il regista Guillermo del Toro ha personalmente controllato che contenesse effettivamente il titolo giusto.

Guillermo del Toro e J. Miles Dale / Getty Images

Riciclo: Rita Moreno, migliore attrice non protagonista per West Side Story, ha calcato il Red Carpet indossando lo stesso vestito sfoggiato nel ’62. A 86 anni, e con un vestito “riciclato”, la prima attrice ispanica a vincere la statuetta nella storia degli Oscar è ancora semplicemente favolosa, in ogni senso.

Scandali: lo spauracchio Weinstein è stato citato più volte sia dagli ospiti che da Jimmy Kimmel, che per sdrammatizzare si è rivolto alla gigantesca statua dell’Oscar dietro di sé definendolo come «l’uomo giusto per la Hollywood di oggi: con le mani al loro posto, e senza attributi.»

Time’s Up: tante star hanno speso parole importanti nel nome del movimento che lotta per l’equità di genere in tutti i settori professionali. Salma Hayek ha espresso la sua gratitudine per l’amica Ashley Judd, che con il suo coraggio ha aiutato lei e altre attrici a denunciare gli abusi subiti.

Ashley Judd e Mira Sorvino / Getty Images

Unione: a proposito di Time’s Up e #MeToo, Ashley Judd e Mira Sorvino hanno posato sul red carpet insieme, nel nome della solidarietà femminile. La Sorvino ha dichiarato che «il movimento non si fermerà finché un ambiente sicuro non sarà creato per tutte le donne, in tutti gli ambiti lavorativi.»

Vecchiaia: fortuna che ci ha pensato Jimmy Kimmel a fare qualche battuta un po’ cattiva. Il presentatore ha preso in giro Christopher Plummer fingendo di leggere un discorso degli Oscar del 1929 che lo descriveva come “il candidato più giovane della serata”.

Zio Walt: che non perde mai. Con il trionfo di Coco, la Disney si aggiudica la sesta vittoria consecutiva per i film d’animazione. 

Stefano Consiglio

Vietargli la lettura di Eva3000 gli segnò l’infanzia.