Prevenzione

Papilloma Virus e dintorni: tutto quello che c’è da conoscere

Nome, cognome, segni particolari: un dettagliato identikit del ricercato numero uno della ginecologia

Aura Tiralongo

Si chiama Papilloma Virus Umano, HPV per gli amici (dall’inglese Human Papilloma Virus). Se ne sente molto parlare, ma non sempre l’argomento è chiaro. La scarsa informazione può generare ansie e sottovalutazioni, come nel caso di chi –  senza far nomi, vero maschietti? – troppo spesso cade dal pero: Hpv chi? Vediamo allora di buttare giù un identikit di questo ricercato numero 1 della ginecologia, partendo da una buona notizia: fra scetticismi e qualche contestazione di troppo, il vaccino introdotto una decina di anni fa inizia a mostrare i risultati sperati. E i problemi causati dall’Hpv sarebbero in netta diminuzione.

Ma procediamo per gradi. Papilloma Virus: ecco le sue generalità

Che cos’è e come si prende
L’Hpv è un virus estremamente diffuso: circa l’ottanta per cento delle persone sessualmente attive lo incontra almeno una volta nella vita, spesso senza accorgersene. Si trasmette soprattutto per via sessuale, per contatto diretto con tessuti e mucose infette (quindi: anche in assenza di penetrazione!). Anche se decisamente con minore frequenza, l'infezione può essere provocata dal contatto con superfici utilizzate da portatori dell’infezione, in luoghi pubblici o promiscui (piscine, bagni, caserme). Oppure attraverso biancheria (ad esempio asciugamani) o indumenti infetti.

La grande famiglia Hpv: peggio degli Addams
Anche se ne parliamo al singolare, la scienza ha identificato più di 170 tipi di Papilloma Virus: proprio come nelle famiglie umane ogni ceppo ha le sue “particolarità”, e un carattere più o meno fastidioso. La maggior parte dei tipi di Hpv causa problemi non gravi, come le verruche genitali (o condilomi): si parla in questo caso di ceppi “non oncogeni”, o “a basso rischio”. Un ristretto gruppo di Hpv ha invece un carattere piuttosto irascibile, diciamo che è gente poco raccomandabile. Si tratta dei “ceppi oncogeni” o “ad alto rischio”, che includono i tipi 16 e 18: le pecore nere della famiglia. Possono starsene zitti per anni o per sempre. Ma se i loro sintomi sono sottovalutati, ad esempio in situazioni di scarso controllo sanitario, possono creare lesioni pericolose, e negli anni trasformarsi in tumore. Il più comune è quello della cervice uterina.

Ma attenzione: avere l’HPV non implica la certezza di sviluppare una patologia. Il virus può infatti rimanere allo stato silente, o essere tenuto a bada dal sistema immunitario. Solo in alcuni casi il virus “si esprime”, cioè: dà sintomi. Ed ecco perché è così importante tenersi periodicamente controllate attraverso gli screening ginecologici: Pap Test innanzi tutto. Per vedere se ci sono lesioni, e metterle sotto i riflettori dei controlli serrati del medico.

L’alleato: il Pap Test.
Alle donne sessualmente attive si consiglia di sottoporsi con regolarità al Pap Test (un piccolo tampone, assolutamente indolore, che preleva cellule dal collo dell’utero). Questo strumento permette di scoprire qualsiasi irregolarità dei tessuti, piccole lesioni o cellule “strane” che potrebbero essere causate dal virus. Esiste anche un test specifico per l’HPV (HPV test), che va alla ricerca dei ceppi più rischiosi del virus e, se presenti, li identifica.

I vaccini contro il Papilloma Virus: un’arma vincente
In Italia la vaccinazione contro l’HPV è messa gratuitamente a disposizione delle ragazze tra gli 11 e i 12 anni di età,
proteggendole dai ceppi più rischiosi del virus. Tuttavia i vaccini possono essere efficaci anche in donne più grandi, garantendo una parziale copertura. Alcuni ginecologi consigliano inoltre di effettuare la vaccinazione anche se l’ospite indesiderato si è già fatto vivo: secondo alcuni studi il vaccino può aiutare il sistema immunitario ad affrontare il virus.

 

Vaccinazione e Pap Test: che coppia!
Vaccinarsi contro l’HPV non significa poter evitare i regolari controlli di screening ginecologico, come il Pap Test. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi. Inoltre: il Pap Test è in grado di dare informazioni anche su altri tipi di infezione, come la candidosi o malattie sessualmente trasmissibili.

L’HPV è un problema “delle donne”?
La risposta è: assolutamente no. Quindi: se il tuo lui si rifiuta di interessarsi alla questione, puoi ricordargli che ciò che non si sa…si impara! Alle infezioni da HPV si devono il 70 per cento dei tumori vaginali, ma anche il 90 per cento dei tumori all’ano, il 50 per cento dei tumori al pene e una percentuale non ancora chiara dei tumori al cavo orale o alla laringe. La trasmissione sessuale del virus parla chiaro: l’HPV è una questione che riguarda le persone, tutte. E la coppia. Donna-uomo, uomo-uomo, donna-donna. E qualsiasi possibile variante dell’amore.

A proposito di questo: profilattico, in ogni caso!
Lo scoop è che il profilattico non basta a proteggere dall’HPV. Ma la vera notizia è che va usato comunque: non solo per evitare gravidanze indesiderate, ma anche per proteggere da molte altre infezioni e malattie a trasmissione sessuale.
Pochi lo dicono chiaramente? Ci pensiamo noi: il preservativo è importante! Usatelo!

Credit immagine  di copertina e illustrazioni: 150 UP

Aura Tiralongo

Si occupa di giornalismo scientifico, insegna Semiotica presso la Iulm di Milano.