Amarcord

Che fine hanno fatto le top model degli anni '80 e '90?

Icone di stile, adorate da milioni di fan in tutto il mondo: come hanno saputo reinventarsi una carriera dopo essere scese dalle passerelle

Simone Stefanini

Parlare di anni ’80 senza parlare di moda è un’impresa impossibile. Un po' come la storiella dell'uovo e della gallina, non sappiamo se l'edonismo reaganiano degli anni '80 sia stato benzina per l'affermazione delle top model, o se le modelle siano state la fonte primaria d’ispirazione del decennio più sfrontato e godereccio che ci sia capitato di vivere. Probabilmente una cosa ha tirato l'altra, e un'intera generazione è passata in poco tempo dall’avere eroi come i Masters, le Barbie o i Mini Pony a genuflettersi di fronte alle nuove amazzoni, le top più famose del pianeta. Come se non bastasse, il binomio “supermodella + rockstar/attore” è stato direttamente da loro brevettato, e ancora oggi rappresenta uno dei pilastri indiscussi del glamour.  

Cindy Crawford e l’ufficiale gentiluomo Richard Gere, Stephanie Seymour e l’Axl Rose dei tempi d’oro, l’enigmatico Ric Ocasek e Paulina Porizkova sono tutti figli della coppia formata da Jerry Hall e Mick Jagger, che negli anni ha guadagnato più copertine di Cannavaro nel 2006. Unioni rivoluzionarie perché il peso specifico vip degli amanti era lo stesso: in alcuni casi, si ribaltava pure il machismo di stampo eighties che voleva le donne poco più che appariscenti soprammobili, come nel caso del fidanzamento tra Claudia Schiffer e David Copperfield, lui famosissimo illusionista negli States, nel resto del mondo passato alla storia per essere «quello che, beato lui, sta con Claudia Schiffer».  

Di Linda Evangelista è la frase perfetta per capire a fondo quell’epoca d’oro: «Non mi alzo dal letto per meno di 10mila dollari al giorno»

Le modelle dell'epoca erano delle ragazze sane, con il fisico asciutto e il seno, quello vero, lontane anni luce dalla magrezza angosciante di alcune loro colleghe odierne. Erano bellissime e finalmente ricche, più dei loro colleghi uomini. Di Linda Evangelista è la frase perfetta per capire a fondo quell’epoca d’oro: «Non mi alzo dal letto per meno di 10mila dollari al giorno». Con buona pace di coloro a cui serve una scusa valida per reagire al fastidioso richiamo della sveglia mattutina. 

Entravano nelle nostre case dalle riviste e dalla tv, ma anche dai video musicali. Indimenticabile Freedom! ‘90 di George Michael, con il gotha delle top model del tempo: Naomi Campbell, Christy Turlington, Cindy Crawford, Linda Evangelista e Tatjana Patitz. Girato alla Paris Fashion Week del 1990 e diretto da “un nessuno” come David Fincher, ha contribuito a rendere le ragazze d’oro delle vere e proprie stelle, conosciute anche da quelli che la moda non la seguivano affatto. E nella scorsa Settimana della Moda milanese – nel tributo vivente al fratello Gianni Versace – Donatella Versace ha fatto sfilare sulle note della hit di George Michael proprio Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Carla Bruni ed Helena Christensen, fatali e sexy in lunghi abiti in lamé oro con spacchi vertiginosi in pieno “Nineties revival”.  

Resistere al fascino, alla bellezza e al lusso che sprigionavano era impossibile, tanto che il loro, a più di vent’anni dalle passerelle che le hanno rese celebri, è un mito ben lungi dall’affievolirsi. 

Credit immagine di copertina: Getty Images

Volete ricordare la fabulous life delle top durante quegli indimenticabili anni? Eccovi accontentati!

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Simone Stefanini

Web editor, articolista, docente, musicista, dj a tempo perso