Fregole

La fregola del tailleur pantalone

A distanza di trent’anni (ma forse non se n’è mai del tutto andato) torna il tailleur pantalone in mille salse da fregola

Daniela Zuccotti

La fregola, come la chiamava mia nonna, nasce per caso: chiacchierando con un’amica, sbirciando una vetrina, passeggiando su Instagram. Pensi di poterla tenere a bada, ma la fregola intanto scava, giù in fondo, fino allo strato deficiente del cervello. In pochi minuti si è conficcata nei neuroni come una spina e a quel punto sei spacciata: che sia la fregola di un vestito, un paio di scarpe, un hamburger o una crema anticellulite, la sola via d’uscita è soddisfarla oggi. In fondo, domani è un altro giorno.

C’era una volta il completo da uomo: un capo rigoroso, composto principalmente da giacca e pantaloni, sul quale le donne hanno cominciato a mettere gli occhi a fine Ottocento, quando lo usavano per montare in sella ai loro destrieri. 

Forse anche le nostre antenate si erano già stancate di aspettare il principe azzurro con le mani in mano?

Magari un pochino. E nel frattempo, mentre abbattevano gli schemi, si esercitavano a rubare dal suo armadio.
Concettualmente, s’intende.
Finché arrivò colei che, armata di ago, filo e una creatività innata, fece del tailleur un’icona del women power che andava a braccetto con il tweed.Tutto il resto è storia e la conosciamo bene: spalline tolte e poi rimesse, gonne dritte e poi svasate, giacche lunghe poi corte e viceversa, velluto e stampe per tutti gli anni ‘70.
Infine, il ritorno alle linee maschili sancito da Re Giorgio (Armani): ed ecco che sotto la giacca erano ricomparsi i pantaloni. Non in prestito, bensì titolari della squadra femminile.

E quest’anno è Nostalgia Canaglia. A distanza di trent’anni (ma forse non se n’è mai del tutto andato) torna il tailleur pantalone in mille salse da fregola: quadri e scacchi alla Ellery; gessati da donne in carriera alla Zimmerman; finestrati in Principe di Galles alla Jason Wu; linee avvitate delle giacche da diciannovesimo secolo, stile Stella McCartney e Scervino; modelli over alle Cèline o tipo Calvin Klein; doppiopetti alla Elisabetta Franchi; total look in pelle, Hermès docet; colpi di velluto (by Trussardi) che abbagliano; colori neutri alla Margiela o tinte semaforo alla Dries Van Noten.

I pantaloni del nostro power suit preferito sono a sigaretta oppure palazzo: quelli che, sventolando qua e là, ci ricordano di come riusciamo a rendere più leggera qualsiasi cosa, compresi gli uomini.

A colpi di velluto con Max Mara

A colpi di velluto con Max Mara

Fregola anni ‘80 con le spalline di Mango

Fregola anni ‘80 con le spalline di Mango

La giacca da Diciannovesimo secolo di Stella McCartney

La giacca da Diciannovesimo secolo di Stella McCartney

Il doppiopetto psichedelico di Asos

Il doppiopetto psichedelico di Asos

Credit immagine di copertina: 150UP

Daniela Zuccotti

Content creator, stylist, mamma.