che mi metto?

Appuntamento romantico? Dos & don’ts per un outfit a prova di bomba

Come sentirsi a proprio agio e rimanere se stesse!

Valentina Barzaghi

Nel mondo animale – al quale apparteniamo – generalmente le fasi di corteggiamento sono orchestrate dal maschio. La femmina rimane per lo più a guardare in attesa dell’esemplare migliore, con cui poi si accoppia per dar vita a una progenie modello. I maschi costruiscono nidi, si picchiano, ballano (i cavallucci marini anche otto ore di fila) e… si vestono. Tutti abbiamo presente la splendida coda che il pavone apre a raggiera proprio per attirare su di sé le attenzioni della femmina: sono le donne quelle che ci tengono, le estete della coppia.

Nel mondo umano non funziona proprio così. Molte donne pensano di andare davvero all’appuntamento che hanno idealizzato per settimane e settimane, finendo per impegnarsi moltissimo nei preparativi. D’altronde, il momento perfetto richiede una pelle perfetta, l’outfit perfetto, il profumo perfetto… e così via. Ce lo hanno insegnato nei film, ma la realtà è ben altra cosa, lo sappiamo. Dunque, perché non evitarsi problemi e provare a essere semplicemente se stesse? Senza contare che, proponendosi in una versione “da appuntamento”, si promette ciò che è quasi impensabile mantenere in futuro. Non solo: al posto di godersi l’attimo, il rischio è quello di andare in fissa con un imposto disagio personale. Ok dunque lanciarsi in una versione plus del proprio io quotidiano, ma senza stravolgerlo, mettiamola così

Non esiste una vera e propria guida su cosa indossare o meno al primo appuntamento. Non ci sono regole o etichette.  Solo consigli, come quello generale di evitare capi nuovi a cui non sapete come il vostro corpo reagirà. Il primo appuntamento non è terreno per le sperimentazioni. Ve lo dice una che, abituata generalmente a non truccarsi, per anni ci ha provato in occasioni speciali, per poi sentire la propria famiglia sganasciarsi al solo ricordo, apostrofandola “Joker”.

Clueless, di Amy Heckerling, del 1995

DO: jeans
DON’T: tuta o leggins
Jeans sta anche per pantaloni che vi fanno sentire a vostro agio, non deputato ad altre funzioni come la palestra, il divano o la spesa. Non è impegnativo, dice molto di voi ed è comodo. Regola applicabile a tutti i do e don’t di questa pagina, come vi dicevamo, è evitare di mettere qualcosa per la prima volta durante un appuntamento. Scoprire che ha effetti collaterali sulla vostra cute, sulla vostra respirazione e sulla vostra autostima proprio il giorno dell’appuntamento, o peggio ancora durante, non è proprio una mossa geniale. 

Cenerentola, film di animazione diretto da Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi, del 1950

DO: sneakers
DON’T: tacchi se non ci hai mai camminato prima
Quando ero giovane e avevo voglia di strafare, provavo a sperimentare con l’idea sexy di abitini e tacchi. Abituata a portare sneakers e Dr Martens, finivo le mie serate con una piega caprina della gamba e un’andatura da Grinch, cercando di passare di seduta in seduta nel mondo meno evidente possibile. Durante una di quelle sere chiunque, anche Bred Pitt, sarebbe passato inosservato a causa del pensiero fisso sui miei piedi martoriati. Brad Pitt o un pediluvio caldo seguito da Compeed? Cerottoni subito, grazie. Questa storia l’ho sentita raccontare anche da molte mie amiche: oggi siamo tutte membri onorari del Club della scarpa bassa, in qualsiasi occasione richieda presenza mentale e decoro scenico.

I love shopping

DO: outfit classico da tutti i giorni
DON’T: esagerazione
Come dicevamo, non esiste una divisa da primo appuntamento. Esiste però il buon senso (e il buon gusto). Come  in ogni situazione. A differenza di quello che fanno i pavoni maschi, evitate di buttarvi con abiti molto diversi da quelli indossate nel vostro quotidiano: non vi sentireste per nulla a vostro agio. Pantaloni, maglioni, gonna sobria e scarpe comode: che sia il bar, una gita, un pasto fuori o altro, vanno bene in qualsiasi occasione.

Bridget Jones, di Sharon Maguire, 2001

DO: attenzione alla biancheria
DON’T: niente di toooo hot
Partiamo da un semplice presupposto, che magari viene dato per scontato, ovvero cosa intendiamo per intimo decente. Non è quello contenitivo stile Bridget Jones, ma nemmeno quello extra-umano di Barbarella. Optiamo per uno normale, rilassato, decoroso, basic, in tinta unita e comodo. Anche perché: se comprate per l’occasione un completo “speciale”, potreste promettere qualcosa che magari non vorrete mantenere in futuro. 

Mary Poppins, di Robert Stevenson, 1964

DO: borsa
DON’T: zaino
La comica americana Iliza Shlesinger fa un ottimo monologo ironico sull’utilizzo della borsa durante il primo appuntamento. Dice che le borse delle donne generalmente spaventano gli uomini per la loro grandezza, che li costringono a voli pindarici su cosa contengano e pensieri sbagliati su una possibile invasione domestica. Se il vostro appuntamento è fuori dal lavoro, siete giustificate a tenere con voi la borsa “da giorno”. Se siete di quelle (come la sottoscritta) che usa lo zaino per problemi di schiena magari portatevi il cambio in ufficio. 
È invece più che permesso non obbligarsi alla clutch: è la più grande tortura femminile dai tempi del bustino. Non ci sta nulla. E contando che, ad un primo appuntamento, per sicurezza vorrete avere con voi dal rossetto al caricabatterie del telefono, passando per lo spazzolino da denti o la pinzetta, se non siete Mago Merlino è impossibile che vi stia tutto nel micro-astuccio.

DO: trucco
DON’T: l’effetto “Moira Orfei”
Non è questione d’apparenza: il make up è un’arma di assoluto divertimento per qualsiasi donna, che alla mattina si può alzare e giocare come vuole sul suo viso (nell’accezione, ovviamente, che lo sappia fare). Il problema del trucco al primo appuntamento è il suo essere fondamentalmente scomodo: rischiate di dovervelo ritoccare di continuo, soprattutto se mettete un rossetto colorato. Non solo: in alcuni casi potrebbe anche diventare abbastanza inibente per la controparte, se il rischio approcciandovi è quello di diventare la vostra sindone. Idem vale per profumo eccessivo o accessoriame decorativo stile lampadario. 

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.