Survival Food

Cibi salvaserata: 5 jolly da avere sempre in frigo o in dispensa per ogni evenienza

Quando la spesa comincia a scarseggiare, loro iniziano a giocare: ecco gli alimenti che non dovrebbero mancare mai in cucina

Mariarosaria Bruno

Come sopravvivere a noi stesse in cucina: non aspettatevi dosaggi dettagliati, passaggi minuziosi o ricette che necessitano di strani attrezzi. Non avreste il tempo (o la voglia) di cimentarvi in elaborati piatti da chef. Per voi il cibo è una forma creativa di sopravvivenza.

Il vostro animo gipsy vi porta a essere sempre in giro, poco presenti in casa, per niente costanti in cucina? Siete perfette così: la verità è che siete in grado di fare qualsiasi cosa, ma non vi applicate abbastanza per mancanza di tempo. So far so good. Poi, però, arriva il giorno in cui il tipo che state frequentando da poco ha la brillante idea di farvi una sorpresa, vi viene a trovare e, dopo il sesso, avete fame. E c’è pure la serata in cui l’amica perennemente-fidanzata rompe all’improvviso la sua relazione, ha bisogno di sfogarsi e vi citofona all’improvviso. È tardi, volete intimità e avete tutti fame... tanta fame. Il vostro frigo piange, la dispensa recita un pacco di spaghetti al limite della scadenza e niente più. Che fare? Basta dotarsi di quei jolly che permettono di fare semplici e veloci miracoli all night long.

1. Tonno in scatola: il classicone che non delude mai

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È il cibo prediletto dagli studenti fuori sede: un evergreen che non smette di sorprendere. Qualche scatoletta di tonno in dispensa e il gioco è fatto. Potete usarlo per condire la pasta, abbinando le proteine del pesce ai carboidrati degli spaghetti e archiviare così il caso in un piatto unico, oppure potete aggiungerlo all’insalata mista che per pura fortuna avete comprato il giorno prima e che giace inerte nel frigo (alternativa più light). Se proprio volete darvi ai virtuosismi, potete frullarlo e usarlo per preparare un “secondo creativo”, come ripieno per qualsiasi forma vegetale che ancora sopravvive nell’ultimo scomparto freddo: zucchine, pomodori o melanzane, da sbollentare e farcire. Comunque vada, sarà un successo.

2. Olive in salamoia: la marcia in più che dà carattere

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Dove le metti stanno. Ma non si scherza con loro, perché possono rappresentare la svolta inaspettata, a partire dall’aperitivo: volete mettere il gusto di proporre all’amica che ha appena ricevuto il due di picche dall’ormai ex fidanzato di infilzarle una ad una con gli stuzzicadenti come terapia antistress? Le olive possono essere usate anche per arricchire qualsiasi declinazione di pasta: al sugo, al tonno, alla ricotta. La loro sapidità è perfetta per dare carattere a ogni secondo piatto a base di carne o pesce, ma anche all’insalata in foglie. Provate altrimenti a frullarle: otterrete un saporito derivato multitasking, perfetto come condimento, da spalmare selvaggiamente su qualsiasi figura commestibile (o uomo) vi capiti a tiro.

3. Ricotta fresca: la regina del trasformismo

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È un latticino a scadenza relativamente lunga, che potete conservare tranquillamente in frigo durante le vostre trasferte. Il suo gusto delicato e la sua consistenza morbida la rendono perfettamente malleabile e versatile. Chi è a dieta, poi, può mangiarla a cuor leggero (100 g di ricotta hanno in media 150 calorie). Che fare con la bianca trasformista? Frullandola con le olive o con il prosciutto cotto (bonus) otterrete un pâté homemade per l’aperitivo, mentre aggiungendola al sugo di pomodoro per la pasta, preferibilmente corta, sfoggerete un alternativo e cremoso condimento rosa. Se lavorata con olio evo e pepe, la ricotta può rappresentare anche il ripieno di gustosi involtini di bresaola (che se siete a dieta di certo non vi mancherà).

4. Uova: la perfezione in un attimo

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Non scomodiamo né poeti, né grandi chef per elogiare le virtù di questo prezioso alimento, ma andiamo al sodo (è il caso di dirlo). Se avete uno stomaco di ferro e non temete l’orario, una versione vegetariana degli spaghetti alla carbonara è dietro l’angolo (sulla fiducia, escludiamo a priori che abbiate del guanciale in casa). Se volete concentrarvi sul secondo, invece, c’è l’imbarazzo della scelta: dalle frittate fantasiose, da inventare al momento con gli avanzi della settimana, ai classici come l’uovo all’occhio di bue, alla coque, strapazzato o in camicia. Se volete concedervi “il lusso” delle uova ripiene e avete la pazienza di aspettare che si rapprendano in frigo, basta prendere il tonno e la ricotta (vedi sopra), lavorarli con i tuorli sodi e procedere con la farcitura.

5. Pomodori pelati: a prova di italiano vero

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Il San Marzano DOP è il re delle conserve. Non può mancare nella dispensa di una gipsy che, seppur vagabonda, non dimentica di onorare l’italianità. Un piatto di spaghetti al pomodoro preparati a regola d’arte non solo risolve la cena, ma vi assicura un futuro raid serale del vostro lui, che tornerà presto a trovarvi per un altro tête-à-tête al dente (se non volete rinnovare l’appuntamento, occhio a non impegnarvi troppo ai fornelli). In alternativa, potete preparare la salsa in una padella dai bordi alti, rompere un paio di uova al suo interno e procedere con la cottura in umido. Il risultato? Una portata calda e golosa, a prova di scarpetta.

Credit immagine di copertina: 150 UP

Mariarosaria Bruno

Giornalista, ama la birra, il turchese e il mare.