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Romanticismo e dolcezza: alla scoperta della deliziosa tradizione pasticcera di Verona

Cake Star approda nella città di Romeo e Giulietta, e la patria del romanticismo non poteva che regalare una pausa dolce di tutto rispetto: ecco tutto quello che c’è da sapere sulla tradizione pasticcera di Verona!

Marianna Tognini

«Oh Romeo, Romeo… perché sei tu, Romeo?»: la citazione è d’obbligo, dato che per la sua sesta tappa Cake Star: pasticcere in sfida approda a Verona, patria del romanticismo e della struggente storia d’amore tra il rampollo della famiglia Montecchi e la fanciulla figlia dei Capuleti.

Ma non staremo certo a piangere lacrime amare sulla tragedia shakespeariana, anzi. Come si suol dire, l’occasione fa l’uomo ghiotto, e nell’attesa che i nostri giudici Katia Follesa e Damiano Carrara guidino la competizione di stasera, noi vi accompagniamo alla scoperta della deliziosa tradizione pasticcera veronese: non preoccupatevi, perché anche qui la passione non mancherà!

La Torta Russa: il dolce veronese dell’amore
La Torta Russa è la specialità tipica di Verona, immancabile in tutte le migliori pasticcerie della città. Si tratta di un “guscio” di pasta sfoglia farcito con un impasto a base di amaretti e mandorle, che la leggenda vorrebbe essere stato inventato da un pasticcere veronese, innamorato di una bellissima donna russa dagli occhi azzurri. Secondo il racconto, l'uomo – che lavorava sulle navi da crociera nei mari del nord – si sarebbe trovato a bordo di un’imbarcazione attraccata nel porto di Odessa, e per conquistare il cuore della ragazza avrebbe deciso di creare questo dolce da consegnare all'amata, chiamato dunque “Torta Russa”. I cuori meno teneri giustificano il nome della torta col fatto che la sua forma richiama quella di un colbacco (usanka), il copricapo caratteristico dei popoli russi, armeni e afghani. Indipendentemente dalla storia a cui preferite credere, su un’unica cosa potete convenire: la Torta Russa ha un gusto unico, che è impossibile dimenticare!

Il Pandoro, ossia il pane de oro più famoso del mondo
Il Pandoro non ha certo bisogno di molte presentazioni: tipico dolce veronese consumato soprattutto nel periodo natalizio, la cui pasta è soffice, di colore dorato e profumata alla vaniglia, ha una forma a tronco, con i rilievi di una stella a otto punte. Le origini della ricetta sono da ricercare ai tempi dell’antica Roma: in uno scritto minore risalente al primo secolo d.C. – ai tempi di Plinio il Vecchio – si cita un cuoco di nome Vergilius Stephanus Senex, che preparò un panis con fiori di farina, burro e olio. Secoli dopo, nel XIII, sulle tavole dei nobili veneziani iniziò a comparire il pane de oro, antenato del moderno Pandoro, che vide la luce (almeno come lo mangiamo oggi) nell’Ottocento, come evoluzione del Nadalin ( a sua volta tipico dolce natalizio di Verona). E fu il 14 ottobre 1894 che Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima azienda dolciaria, depositò all’ufficio brevetti un dolce morbido e dal caratteristico corpo a forma di stella a otto punte, opera dell'artista Angelo Dall’Oca Bianca, pittore impressionista, ovviamente veronesissimo.

Il Nadalin, l’antenato del Pandoro
L’abbiamo menzionato poco fa, ed eccoci allora a parlare del Nadalin, altro tipico dolce veronese, inventato nel Duecento per festeggiare il primo natale di Verona sotto la signoria della famiglia della Scala. Da tutti considerato l’antenato del più famoso Pandoro, nato invece ufficialmente nell’Ottocento, il Nadalin, pur avendo ingredienti simili, è meno burroso e fragrante, ma più compatto e dolce. I due dolci si differenziano anche nella forma: se il Pandoro ne ha una regolare forma a stella ed è molto alto, il Nadalin è molto più basso e non ha una forma prestabilita, potendosi presentare o a stella, ma delineata in modo meno preciso, o a cupola come un panettone. Molti veronesi lo preferiscono al “parente” perché maggiormente legato alla tradizione della città, tanto da assegnargli la denominazione comunale d’origine De.C.O. nel 2012.

L’Offella d’Oro, la sorella del Nadalin
A Verona i dolci sono una questione di… “parentela”: l’Offella d'Oro è la deliziosa specialità natalizia nata dall’intuizione di Giobatta Perbellini, che, nel 1891, modificò la ricetta classica del Nadalin, arricchendola di burro e rendendola molto più soffice. Il termine deriva dal latino offa, che per gli antichi Romani era una focaccia di farro con altri ingredienti, usata anche dagli àuguri come nutrimento dei polli sacri nel corso dei vaticini. Il diminutivo offella indicava, secondo una ricetta del XV secolo, una piccola pasta dolce, confezionata con sfoglia di farina e un impasto di chiara d’uovo, uva passa, cannella, zenzero, zafferano, e cotta al forno. Come spesso accade in pasticceria, allo stesso nome corrispondono dolci diversi: se siete in Lomellina e dite la parola offella, tutti penseranno alle celebri Offelle di Parona, biscottini inventato alla fine del XIX, che nel paese in provincia di Pavia costituiscono una specie di “gloria locale”. Quindi, prima di pronunciare l’Offella invano, occhio alla geolocalizzazione! 

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I Risini di Verona: irresistibili spezzafame
Dite “Risini” a un veronese, e gli verranno subito in mente dolci ricordi: questa tradizionale specialità locale, oltre a un aspetto assai invitante, costituisce infatti la merenda preferita di grandi e piccini. Si tratta di paste dalla forma rotondeggiante, al cui interno si trova appunto del riso Vialone Nano, caratteristico della zona, con una generosa aggiunta di vaniglia. Simili alle crostatine, i Risini veronesi hanno un gusto davvero delicato ed irresistibile, e grazie al loro leggero guscio di pastafrolla sono ottimi per accompagnare sia la colazione che lo spuntino pomeridiano.

Ora che la pasticceria di Verona non ha più segreti, siete decisamente pronti per affrontare la sfida di stasera, che vede in prima linea tre realtà molto diverse: Vera con la sua coloratissima Pasticceria Wallner, a pochi passi dall’Arena; Mario con la Pasticceria Adami, che da anni porta avanti il negozio di famiglia insieme a suo fratello; Domenico con la Pasticceria Beltrame, vero punto di riferimento per tutti i palati esigenti. In attesa di sapere chi sarà la vera Cake Star della città, voi amici veronesi per chi tifate?

Credit immagine di copertina: 150UP

Marianna Tognini

Segni particolari: bionda dentro. Ma anche fuori non scherza.