SCAVOLINI

L’evoluzione della cucina nella storia

Dalla rudimentale cucina preistorica a quella conviviale anni Cinquanta fino a quelle accessoriatissime di oggi, che strizzano l’occhio ai talent cook show. Ecco come negli anni è cambiata questa stanza, vero e proprio cardine della casa

Camilla Sernagiotto

In collaborazione con Scavolini

Siamo quello che mangiamo.
Sì, ma anche dove lo mangiamo conta parecchio.
Il filosofo Ludwig Feuerbach, cui si deve la celebre citazione, puntava tutto sull’alimentazione però non meno importanza si dovrebbe dare anche all’ambiente.
Non inteso come milieu sociale ma proprio come stanza di casa dove solitamente si consumano i pasti, quella che per gli esseri umani è un’alcova ben più fondamentale del talamo nuziale: la cucina

Questa camera è la più vissuta, considerando che dal mattino alla sera fa da scenario a caffè, colazioni, pranzi, merende, aperitivi e cene

Per non parlare degli spuntini di mezzanotte, che la rendono vera protagonista della casa anche nelle ore notturne!
Insomma, doppi turni massacranti per quella che è la cornice in cui, se ci ripensiamo, sono accaduti tantissimi momenti fondamentali della nostra vita.
Per ripagarla del fatto che fin dalla notte dei tempi ci accompagna nel nostro viaggio evoluzionistico e ci ha fatto diventare quel che oggi siamo, abbiamo ripercorso la storia della cucina, cogliendola nelle dieci tappe fondamentali della sua metamorfosi.
Perché è vero, siamo quello che mangiamo. Ma chi ci permette di cucinarlo è proprio lei

LA CUCINA PREISTORICA
Se il pensiero "è nato prima l'uovo o la gallina" rimane un dubbio che non si può fugare, diverso discorso vale invece per un’altra domanda: è nato prima l’uomo o la cucina? Diciamo che in questo caso sono praticamente nati assieme. Chi pensa che nella preistoria i pasti fossero consumati fugacemente sotto a una pianta, si sbaglia di grosso poiché anche allora esisteva nell'abitazione dei nostri antenati un’idea di cucina in nuce. L'archetipo di quella che sarebbe poi diventata la kitchen culture così insita nell'essere umano è stato individuato e studiato dall’antropologa Stephanie Schnorr. Dalla sua ricerca è emerso che nelle caverne paleolitiche un angolo era adibito alla cottura dei cibi, grazie ad alcune buche scavate nella terra e riempite di brace rovente. Qui venivano posizionati recipienti e contenitori per cuocere e scaldare le vivande, per lo più semi e radici che venivano bolliti in zuppe ante litteram. Anche piatti e posateria non mancavano: le rudimentali vettovaglie erano composte da corteccia d’albero e rami, prima che facesse capolino la ceramica comparsa poco dopo, circa 14mila anni fa.

LA CUCINA IN EPOCA ROMANA
Durante l’Impero romano, il design della cucina incomincia a profilarsi in maniera più marcata. Della serie: il Made in Italy è una garanzia in ogni epoca! Basandosi sui ritrovamenti nella Casa dei Vettii a Pompei, si può dedurre che a quei tempi una parte delle abitazioni fosse adibita ad angolo per la brace, con alari e fornelli su cui bollire e arrostire le pietanze. Tegami e pentole di varie forme e dimensioni sono riemerse durante gli scavi archeologici, confermando la tesi secondo cui nell' Antica Roma la cucina era già molto organizzata e attrezzata. Insomma: non ci preparavano ancora i bucatini all’amatriciana, ma quasi!

LA CUCINA NEL MEDIOEVO
Nel Medioevo emerge uno spartiacque sociale: mentre prima in una casa ci abitava un povero oppure un nobile, senza soluzione di continuità, in età medievale prende piede la borghesia. Finalmente anche alle famiglie non blasonate è permesso arricchirsi e, non meno importante, darlo a vedere. Dunque la cucina nel Medioevo si biforca in due tipologie: quella dei poveri e quella dei ricchi borghesi. La prima è, se si vuole, molto ma molto minimal: un pentolone su un camino, per pasti che non andavano mai oltre la zuppa o la minestra.
Nel frattempo nelle abitazioni nobiliari e dell’alta borghesia si preparavano pranzi e cene luculliane per centinaia di amici scrocconi (ai tempi venivano definiti "la corte" ma sempre di amici scrocconi si trattava), motivo per cui la cucina era alquanto differente: ampia, ricca e dotata di attrezzature tali da farla assomigliare a un’officina in cui venivano preparati i banchetti di corte, ponendosi come l’archetipo delle cucine professionali moderne dei ristoranti. 

LA CUCINA SETTECENTESCA
Dopo il Rinascimento, l'homo diventa ancora più sapiens fino a diventare l'homo faber dell'età moderna. E proprio l'uomo artefice, capace di fabbricare strumenti atti a facilitargli l'esistenza, è quello cui si deve la nascita di una cucina davvero degna di questo nome. Siamo a cavallo tra ‘700 e ‘800 e tutte le case incominciano a essere dotate di angoli per la cottura dei cibi e di vere e proprie stanze adibite a dispensa. Pentolame, attrezzature per tritare, amalgamare, stendere la pasta e, in generale, per ottimizzare tutte le tecniche culinarie di allora diventano democraticamente alla portata di tutti.

LA CUCINA DEL NOVECENTO
Nel XX secolo compaiono nelle abitazioni di città i primissimi mobili-cucina, assai simili a quelli moderni per compattezza e multifunzionalità. Un’altra grande novità targata Novecento è la conquista, anch’essa prettamente cittadina, dei fornelli alimentati a gas. Mentre in campagna continuano a dettare legge legna e carbone, le città incominciano a modernizzarsi anche sul fronte alimentazione energetica. Nasce così a tutti gli effetti la cucina moderna.

LA CUCINA NEL DOPOGUERRA
La prima e la seconda guerra mondiale radono al suolo la cucina del primo decennio del Novecento, purtroppo dentro e fuor di metafora. Oltre a bombardare le case e a devastare le città, la guerra porta a un'inevitabile involuzione di tutto ciò che era stato conquistato dall’uomo fino ad allora. Si dovrà aspettare il dopoguerra per ripartire da zero, tuttavia la capacità dell’uomo di adattarsi e spiccare nuovamente il volo è incredibile, come ci dimostra la storia. A fine guerra la cucina viene rimessa in piedi rapidamente e, anzi, diviene più funzionale grazie alla nascita dei primi elettrodomestici. Tra i primissimi a comparire nelle case private spicca il frigorifero, un vero idolo totemico che segna l’inizio di una nuova era: quella della lunga conservazione e, poco dopo, dei surgelati.  

LA CUCINA NEGLI ANNI CINQUANTA E SESSANTA
Il benessere che incomincia a fare sbiadire la crisi del periodo post-bellico sboccia nel decennio più fortunato della nostra storia economica, quello dei Fifties. Siamo nel pieno del proverbiale boom anni Cinquanta e in Italia la lira va a gonfie vele grazie a una ripresa industriale mai vista prima. Le cose non cambiano nella decade seguente, anzi: i Sessanta portano alla comparsa dell’uomo ormai abituato all'agiatezza e che esige il comfort e non solo, perché ora vuole anche il design. È tempo quindi di aprire i battenti alle cucine super accessoriate, con forni per pranzi e cene in famiglia, tavoli rotondi per la colazione da consumare categoricamente tutti assieme. La guerra sembra ormai un brutto sogno che pian piano scolorisce nella memoria però in cucina se ne intravedono ancora i segni indelebili. Dove? Nella dispensa: in questi anni diventa molto grossa, pensata per contenere tanto scatolame, retaggio del timore della carestia provocata dalla guerra.

LA CUCINA OTTANTA & NOVANTA
Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 si profilano le prime cucine smart ed essenziali, pensate per i single anziché ideate su misura del modello della famiglia anni cinquanta. Se prima i vari componenti familiari solevano fare colazione assieme su un tavolo conviviale imbandito dalla donna di casa (la madre-casalinga-cuoca che preparava manicaretti elaborati e torte caserecce, usando soprattutto il forno), con l'avvento degli Eighties compare semmai l'uomo di casa, nel senso di unico uomo in casa: è l'era dei single incalliti sul cui profilo si adatta anche la fisionomia della cucina. Cucine basiche, dominate da una nuova divinità adorata da chi non ha tempo né voglia di mettersi ai fornelli: il forno microonde. In Italia sono gli anni dei Paninari che, di nome e di fatto, amano consumare snack veloci (e poco salutari). Le cucine si riempiono così di panini e bibite gassate e, per la prima volta, al tavolo viene preferito un nuovo angolo per rifocillarsi: il divano, davanti al televisore acceso.

LA CUCINA ODIERNA
Quella di oggi è la cucina multitasking figlia dell'epoca delle cucine attrezzatissime che strizzano l’occhio ai talent cook show. Sono i fortunati programmi televisivi che da anni vengono apparecchiati in maniera succulenta sui nostri schermi per invogliarci a emulare gli chef, partendo proprio dalla loro attrezzatura professionale. Le new kitchen scoprono così nuovi elettrodomestici emersi dall'ondata di proposte di cucina d’alto livello: abbattitori, cantinette per il vino e fornelli a conduzione elettrica diventano all’ordine del giorno. Ormai non avere un wok in casa equivale a essere out tanto quanto non possedere uno smartphone.

LA CUCINA DI DOMANI (E GIA' DI OGGI)
Un’altra anima della kitchen di oggi, verso cui si tende sempre di più, è quella che rispecchia il desiderio dilagante di benessere. Dato che il wellness inizia proprio da ciò che si mangia, la tendenza è quella del salutismo, motivo per cui le cucine incominciano ad attrezzarsi per essere teatro di ricette non solo gustose, ma soprattutto benefiche per il corpo. Dagli estrattori per preparare succhi freschi di frutta e verdura ai forni a vapore, la cui cottura rende gli alimenti più digeribili e meno grassi, diamo il benvenuto all’epoca della cucina come spazio di benessere degno di una spa! 

Le cucine Scavolini dal 1961 hanno accompagnato gli italiani, e non solo, nell’evoluzione di questo fondamentale luogo del focolare domestico, proponendo soluzioni adatte alle esigenze di ogni decennio. Così come le cucine Scavolini oggi sono perfette per vivere al meglio l’esperienza di creare ricette all’insegna di mens sana in corpore sano.

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Credit illustrazioni: 150UP!

Camilla Sernagiotto

Giornalista, autrice, filologa e scrittrice. Ma il lavoro più bello rimane quello di mamma di due gemelli