tira i dadi

Beginner’s Guide: Jumanji – Benvenuti nella giungla

Tutto quello che dovete sapere sul sequel del film cult anni ’90, da oggi al cinema

Valentina Barzaghi

Oggi arriva finalmente nelle sale italiane Jumanji – Benvenuti nella giungla, sequel del cult anni ’90 con protagonisti Robin Williams, Bonnie Hunt e una giovanissima Kirsten Dunst.

 Nel caso non l’abbiate mai visto o non ve lo ricordiate bene, vi consiglieremmo di recuperarlo prima di tornare al cinema. Se però ciò non fosse possibile e la smania di correre a vedere Dwayne “The Rock” Johnson che duella in battute con Jack Black è irrefrenabile, vi forniamo una piccola guida per affrontare questo secondo episodio senza lacune. 

La storia di Jumanji
Classe 1995, l’originale Jumanji è un classico d’avventura per ragazzi firmato Joe Johnston (Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi; Pagemaster – L’avventura meravigliosa; Captain America: il primo vendicatore).
Judy (Kirsten Dunst) e Peter (Bradley Pierce), rimasti orfani, si trasferiscono insieme alla giovane zia Nora (Bebe Neuwirth) in una villa elegante, ma diroccata, che si narra sia stata teatro, nel 1969, della scomparsa del giovane Alan Parrish, figlio di un ricco imprenditore della zona. Per i due ragazzi è difficile abituarsi a quella gigantesca e strana casa: un giorno, mentre stanno uscendo per andare a scuola, sentono un rumore di tamburi arrivare dalla soffitta. Con loro grande stupore scoprono che proviene da un gioco in scatola che si chiama Jumanji. Iniziano a fare una partita, ma già dal primo tiro di dadi capiscono che non è un gioco come tanti. Jumanji è dotato poteri magici: zanzare giganti, branchi di scimmie dispettose o di elefanti in fuga, piante rampicanti e molto altro escono dalla scatola, distruggendo la casa o fuggendo indisturbate per la città. Dal gioco torna anche Alan (Robin Williams), ormai uomo, che è rimasto intrappolato in Jumanji ventisei anni prima, nel corso di una partita mai terminata con un’amichetta. Come far sì che tutto abbia fine? Bisogna trovare quell’amica e concludere la sfida iniziata molto tempo fa.

Come finisce Jumanji
Ultimata la partita, il tempo si riassesta nel 1969, ovvero quando Alan Parrish è ancora un bambino, mentre Judy e Peter non sono nemmeno nati. Alan e la sua amica Sarah si ricordano tutto e, una volta diventati adulti, la vigilia di Natale di ventisei anni dopo, trovano il modo d’invitare Judy e Peter a casa loro per conoscerli. I bambini non sanno nulla delle straordinarie avventure che hanno vissuto in un’altra vita, ma per fortuna (in questo caso), non lo scopriranno mai. Il film si chiude infatti, sul rumore di tamburi che proviene da Jumanji, abbandonato sulla sabbia di una spiaggia, dove due ragazze stanno passeggiando.

Jumanji: Benvenuti nella giungla si apre proprio su una spiaggia. È il 1996, e il gioco viene trovato da un ragazzo appassionato di videogame. Una volta che lo porta a casa e scopre che è «un noioso gioco da tavolo» fa per abbandonarlo impilato tra mille altre cose della sua stanza, ma Jumanji, per rendersi più appetibile alle nuove generazioni, si trasforma a questo punto in un videogioco. 

Alcune curiosità su Jumanji
Il concept del film è tratto dall’omonimo libro illustrato di Chris Van Allsburg del 1981. Anche la piccola Scarlett Johansson aveva fatto l’audizione per il ruolo di Judy Shepard, ma le è stata preferita Kirsten Dunst.

Robin Williams fu scelto per recitare il ruolo di Alan Parrish tra una rosa di candidati davvero ampia, tra cui troviamo Tom Hanks, Sean Connery, Kevin Costner, Michael Douglas, Rupert Everett, Harrison Ford, Andy Garcia, Richard Gere, Mel Gibson, Michael Keaton, Kevin Kline, Bill Murray, Arnold Schwarzenegger e John Travolta.

Gli effetti speciali del film sono stati curati dalla Industrial Light & Magic, la casa creata da George Lucas, e sono tra i più innovativi dell’epoca. Anche per questo il film è costato 70 milioni di dollari. Ne ha incassati però 300 (milioni), diventando un grande successo al box office.

«Jumanji, un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar. Tira i dadi per muovere la pedina, i numeri doppi tirano due volte e il primo che arriva alla fine vince», recita Alan Parrish leggendo le regole di Jumanji. Sono state realizzate diverse versioni del gioco da tavolo a cui s’intitola il film: da quelle più fedeli in scala e materiali, che quindi arrivano a costare parecchio (per veri nerd), a quelle più semplici, acquistabili su diversi e-commerce.

Nel 1996, anno in cui è ambientato Jumaji – Benvenuti nella giungla, è davvero uscito un videogame per Microsoft Windows ispirato a Jumanji. Conteneva cinque action-arcade games basati su alcune scene del film come quella delle scimmie o quella degli elefanti.

Jumanji – Benvenuti nella giungla ha una struttura narrativa analoga a quella del suo prequel. Inizia nel passato: nel 1996 il gioco da tavolo viene rinvenuto su una spiaggia da un malcapitato che inizia una partita – una volta che Jumanji si è trasformato in un videogame, attirando così la sua attenzione – in cui rimane intrappolato. Il film poi continua nel presente: alcuni ragazzi ritrovano quel gioco nello scantinato della scuola dove sono in punizione, iniziano una sfida a quattro e subiscono lo stesso destino. Per riportare tutto alla normalità, come accadeva a Robin Williams & co., devono riuscire a finire con successo la partita cominciata.

La particolarità più grande introdotta in questo episodio di Jumanji, che è anche l’aspetto per cui, da oggi, potrebbe trasformarsi a tutti gli effetti in una saga, sta nella sua abilità di trasformarsi in base al tempo storico in cui si trova. Nel 1969 era un gioco in scatola. Nel 1996 diventa un videogame.

Le dinamiche dell’azione cinematografica sono state rivisitate proprio alla luce di questa novità: se nel cult del 1995 veniva inscenata una missione a tappe autoconclusive la cui riuscita faceva solo avanzare di casella, in quello d’oggi – basato su un videogame anni ’90 – troviamo una serie di prove correlate il cui obiettivo è quello di portare una pietra preziosa a destinazione. Le sfide che i protagonisti devono superare, inoltre, non escono più dal gioco travolgendo la vita reale, ma fanno parte di un’esperienza immersiva in cui i ragazzi vengono catapultati sotto forma degli avatar che hanno scelto per la partita.

Nonostante l’action tanto amato dalle nuove generazioni di spettatori ci sia, soprattutto grazie ai personaggi interpretati da Dwayne Johnson e Karen Gillan –  che hanno tra le loro skills quella di “menare forte” – il livello di spettacolarizzazione rimane sedato visto che stiamo parlando di un videogame non di ultima generazione. Calci (anche volanti), pugni, prese e atterraggi “spacca-schiena”, sono gli ingredienti principali. L’aspetto su cui, invece, in Jumanji –

Benvenuti nella giungla viene davvero tanto spinto l’acceleratore rispetto al suo prequel è l’ironia: una scelta di linguaggio molto contemporanea sottolineata soprattutto dalla presenza di Jack Black come incarnazione-digital, colta, un po’ sovrappeso e molto divertente, della “reginetta della scuola” ego-riferita.

A questo punto ci viene facile pensare che, in caso si decidesse di lavorare a un terzo episodio, la storia dovrebbe iniziare nel 2017: il livello di giocabilità di Jumanji si alzerebbe parecchio, così come quello di spettacolo. Staremo a vedere. 

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.