Fughe

Tutti a Lisbona: mini-guida alla nuova capitale d’Europa

5 indirizzi irrinunciabili per scoprire la città

Mattia Carzaniga

A un certo punto vogliamo tutti andare via. Sì, ma dove? Da un paio d’anni è arrivata la risposta all’annosa questione: Lisbona. A metterci piede ora, è un posto lontano anni luce dalla stessa città all’inizio del nuovo millennio, spezzata dal disastro economico e dimenticata come ultimo avamposto sul mare d’Europa. 

Oggi tira tutta un’altra aria. Poi, a stare più didascalici, c’è pure l’aria climatica: al primo posto nella lista dei “pro” mettiamoci un tempo bello tutto l’anno. Al secondo posto, prezzi per dormire e mangiare che non ti fanno sentire un pezzente (avete presente cosa succede in altre capitali europee? Sì, l’avete presente). Al terzo, il dettaglio che oggi la rende unica: una spinta vivace e veloce verso il futuro che si respira in ogni angolo di strada.

Getty Images

La Lisbona di oggi è il luogo dove i creativi vogliono andare. Un amico che vive da anni a Berlino, appunto, mi dice che da lì è pronto l’esodo verso la terra del fado e dei pasteis de nata (ne riparleremo). Ora c’è anche una testimonial di lusso: Madonna, per testare con le giovanili del Benfica il talento del figlio David Banda, si è trasferita proprio lì, e posta come una pazza foto e storie su Instagram celebrando quel rilassante lifestyle. È il segreto della capitale portoghese: a un dinamismo inaspettato continua ad affiancare quella “saudade” che si traduce in un modo di vivere più tranquillo, al confronto con la media delle grandi città del continente. 

Lx Factory / Facebook

I soliti baluardi resistono: si va ancora nella (pur turisticissima) pasticceria di Belém che serve i migliori pasteis de nata (paste di sfoglia con crema cotta) del mondo. Ma la città tutt’attorno cambia, evolve, scopre una meravigliosa contemporaneità. Fate un salto a LX Factory, sulla tratta di treno verso Belém, sotto il grande ponte 25 de Abril. È un ex complesso industriale convertito in spazio multifunzionale, dentro c’è di tutto, dai ristoranti al co-working, dalla libreria più bella mai progettata (Livraria Ler Devagar, dentro quella che fu una tipografia) agli studi di giovani designer, fino a una serie infinita di negozi di ogni tipo. È il segno più preciso della nuova anima cittadina, che trasforma il passato in futuro, mantenendo un carattere molto local. 

Livreria Ler Devagar / Facebook

Lo stesso avviene nei nuovi indirizzi enogastronomici, giovani anche per l’età dei titolari, disseminati lungo un’asse che abbandona l’ormai troppo affollato Bairro Alto per spostarsi verso Principe Real, quartiere residenziale dove oggi trovi cevicherie e concept store, burger bar gourmet e negozietti di nuovi marchi autoctoni. Più giù, verso Praça do Comércio, si guarda come i pensionati dentro i cantieri che cambieranno nei prossimi anni l’affaccio del centro storico sul fiume Tago. Poco lontano c’è il Time Out Market, dal nome della testata che segnala gli appuntamenti culturali della settimana, anche questo global e local, grandi chef della scena portoghese però a piccoli prezzi, da provare come in un grande self-service collettivo. A pranzo ci trovi i turisti più hipster e gli impiegati in pausa, che mangiano un riso ai frutti di mare leggendo un libro.

Time Out Market / Facebook

La città si muove già di suo, va su e giù come i suoi colli, alcuni restano più classicamente turistici, l’Alfama che però è un gioiello risanato, il miradouro (e cioè il belvedere) di Graça dove gustare un ginjinha (e cioè il tipico liquore alla ciliegia) godendo la vista più bella della città. C’è il mercato delle pulci dove comprare azulejos a poco prezzo e i grandi musei. Sotto pelle scorre linfa nuova e vitale, che cambia lo stile di vita conservando una tradizione che non ha simili altrove. La spinta alla creatività si percepisce, si immaginano architetti o stilisti o freelance di tutti i tipi che dall’Inghilterra, dalla Germania, da ogni luogo si riversano qua. Una’onda lunga di expat che, nell’ultima città d’Europa, possono trovare una nuova casa. Lisbona è in grandissimo fermento, ha prezzi più competitivi delle sue dirette concorrenti e l’aria dell’oceano che rende mite anche l’inverno. Parafrasando la sua ultima e più illustre cittadina: come nessun’altra in questo momento, Lisbona makes the people come together. 

INDIRIZZI

Lx Factory
Il posto più incredibile della città, un ex complesso industriale che oggi è uno spazio multifunzionale, dai negozi al co-working. A pranzo spuntino obbligatorio al Café da Fábrica: piatti da giorno (ottime zuppe e baccalà) da gustare in grandi tavoli all’aperto. Cena da 1300 Taberna, con il suo mix di arredamento vintage.

Time Out Mercado Da Ribeira 
Lo street food come Dio comanda. Tanti grandi nomi della scena gastronomica portoghese a piccoli prezzi, da assaggiare condividendo i tavoli con gli altri clienti. Menzione per la cucina di Alexandre Silva, con il suo gazpacho, e Marlene Vieira, col suo polpo alla portoghese.

Embaxaida
Nella zona super-cool di Principe Real, un palazzo che era un’ambasciata e oggi è diventato un piccolo mall di design locale. Negozi e marchi di oggi fanno rivivere l’eleganza di un tempo.

A Cevicheria
Il posto dove gustare il miglior pesce crudo della città, rivisitato in chiave moderna da un gruppo di giovani chef. Provate sia il ceviche classico che le versioni più azzardate, accompagnate da un ottimo vino del Douro.

Tágide Wine and Tapas Bar
È la versione “light” dell’omonimo e famoso ristorante, situato nel pieno dell’area culturale della città. C’è davvero l’imbarazzo della scelta, tra le tante tapas che affollano la carta. Per un pranzo gourmet o un aperitivo dopo le lunghe passeggiate sui colli cittadini.

Credit immagine di copertina: Getty Images

Mattia Carzaniga

Scribacchino, cinefilo, casalinga non disperata