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Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi, perché vederlo

Non che ce ne fosse bisogno, ma vi diamo ben cinque motivi per cui correre al cinema a vedere l’attesissimo ottavo capitolo della saga creata da George Lucas

Valentina Barzaghi

È finalmente in sala l’attesissimo ottavo capitolo della saga creata da George Lucas nel 1977 e diventata negli anni una sorta di religione con milioni di seguaci in tutto il mondo. Certo, stiamo parlando diStar Wars.

Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi inizia da dove ci aveva lasciato J.J. Abrams con Star Wars: Il risveglio della forza – attualmente il film che ha incassato di più durante il weekend d’apertura della storia del cinema, nonché il terzo più visto di sempre nella classifica generale – nel 2015. In mezzo a questi due episodi è uscito Rogue One: A Star Wars Story nel 2016 del bravo Gareth Edwards, che però è un film a parte rispetto alla nuova trilogia. 

In quella “Galassia lontana” che ormai tanto amiamo, il Primo Ordine, comandato dal perfido Leader supremo Snoke, si prepara ad abbattere definitivamente le armate della Resistenza, affidate alla saggia Principessa Leia. Nel frattempo Rey (Daisy Ridley) raggiunge Luke Skywalker (Mark Hamill) sull’isola su cui si trova ormai da tempo in esilio volontario per consegnargli la spada laser che fu sua ed esortarlo a tornare, per ricostituire l’ordine degli Jedi e salvare così il mondo libero. Luke, però, non ne vuole sapere: il suo confino ha motivazioni profonde, che hanno origine da quel Lato Oscuro di cui ha conosciuto la forza funesta, che sta tornando per eliminare gli ultimi Ribelli.

Ecco perché dovete vedere Star Wars VIII: Gli Ultimi Jedi

Un Universo tra passato e presente
Se è vero che l’immaginario di Star Wars non pone limiti alla fantasia e a una serialità potenzialmente infinita, è anche vero che già dal settimo episodio avevamo paura che, per ragioni di botteghino, si andasse a toccare un “mostro sacro” della cinematografia contemporanea, senza però darcene motivo alcuno. J.J. Abrams, invece, è stato bravo a rimettere in pista una storia che, con questo ottavo episodio, sta definitivamente andando in una nuova direzione. L’ultima trilogia, infatti, attinge a piene mani dal passato della saga, come personaggi cult, atmosfere e dogmi, ma guarda al futuro. Soddisfa e non tradisce totalmente la fiducia degli adepti di vecchia data, ma riesce allo stesso tempo a reclutare nuove generazioni, attraverso un’idea di spettacolarizzazione più moderna.

Come in un mantra ripetuto in loop da tutti i personaggi, d’altronde, il passato è passato e bisogna lasciarselo alle spalle. Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi è il vero film di passaggio della saga tra quello che era e quello che diventerà, ovvero un blockbuster aperto alla massa, da cui molti fedelissimi – a ragione – prenderanno le distanze, ma che rispecchia pienamente i tempi cinematografici odierni. 

L’ironia
Primo repentino cambio di pagina rispetto al passato che troviamo in Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi è la scelta molto disneyana di aggiungere un’ironia “stile Marvel” nei dialoghi e nella trama. Se la risata ha sempre fatto parte del linguaggio di Star Wars – pensiamo allo humor sbrigativo di Han Solo, oppure quello più nerd scaturito dalle gag degli androidi, piuttosto che dai versi di Chewbecca – qui, però, si lascia spazio a un sarcasmo senza freni. È evidente, a questo punto, che per portare al cinema le nuove generazioni ci vogliano forme espressive molto più svagate, ma siamo convinti che fan storici e cinefili avranno qualcosa da ridire, trattandosi della saga che, fino a oggi, era riuscita a prendersi sul serio anche con spade laser e mostri di fantasia. 

Battaglie
In Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi si combatte e parecchio. Se le battaglie a suon di navicelle, razzi ed esplosioni sono da sempre ottimo spettacolo da grande schermo, quello che però ci ha lasciati davvero soddisfatti in quest’ultimo episodio sono i duelli coreografici combattuti con spade laser e mirabolanti evoluzioni fisiche. Senza farvi nessuno spoiler, possiamo dirvi che un paio di scontri memorabili hanno come protagonista Adam Driver, il malvagio Kylo Ren, di cui uno ha una messa in scena in bilico tra teatro e arte di una bellezza incredibile. Buon lavoro dunque per il regista Rian Johnson (Looper) che, nonostante tenga il ritmo dell’azione a livelli molto più contenuti rispetto a quelli vorticosi del predecessore J.J. Abrams – complici anche le due ore e mezza della durata di questo ottavo episodio – trova comunque soluzioni visive e narrative interessanti, che riusciranno a farci correre in sala anche per l’ultimo episodio della trilogia. 

Adam Driver - Kylo Ren
L’oscuro Kylo Ren interpretato da Adam Driver è la figura chiave di questo ottavo episodio, nonché quella più interessante della nuova trilogia. Kylo Ren è un personaggio inedito perché, a differenza di tutti gli altri, deve riuscire a non abbandonarsi al Lato “chiaro” della forza. Come Rey – tant’è che in Star Wars VIII: Gli ultimi Jedi i due sono rappresentati con una sorta di complementarietà – Kylo Ren è minato dal dubbio, da un senso d’inadeguatezza e da una scarsa consapevolezza di sé, che però ha deciso di convogliare nel male in quanto rottura con quel passato «da lasciare andare e uccidere se devi», di cui parla con rancore. Siamo sicuri che Kylo Ren ci regalerà molte sorprese anche nel prossimo episodio, complice soprattutto l’interpretazione del bravo Adam Driver, che riesce a trasmettere le mille sfumature emotive di questo straordinario «nuovo Vader», come viene definito nel film. 

Carrie Fisher
Siamo certi che molti correranno al cinema anche solo per omaggiare questa grande eroina del nostro tempo divenuta, attraverso l’iconico personaggio della Principessa Leila, simbolo di una nuova femminilità: combattiva, gentile e appassionata. Carrie Fisher è mancata un anno fa, il 27 dicembre 2016. Le riprese di questo episodio le aveva quasi tutte ultimate, ed è a lei che è dedicato. La storia andrà avanti, ci vorrà ancora qualche tempo per capire come. Anche per un altro personaggio femminile importante come Rey, che al momento è stata “un’eroina in sordina”, ma da cui ora ci aspettiamo un’importante evoluzione. Capirete perché al cinema.

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.