splendide tradizioni

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Carnevale di Venezia, e non avete mai osato chiedere

La storia e le tradizioni del Carnevale più bello del mondo, feste in maschera più esclusive ed eventi per i comuni mortali compresi!

Valentina Borghi

Non v’è dubbio sul fatto che Venezia sia una delle città più belle del mondo: è magica e stupenda in ogni mese dell’anno, ma è innegabile che nei giorni del Carnevale diventi ancora più misteriosa e affascinante. Questo perché, pur essendo uno dei più antichi del mondo, il Carnevale di Venezia è ancora molto sentito dai suoi abitanti, e durante questa manifestazione tutta la città si trasforma in un vero e proprio cocktail di feste e divertimento, dove si susseguono appuntamenti di spettacolo, feste in maschera, gastronomia e musica. Che siate amanti dei travestimenti o semplici spettatori, insomma, il Carnevale di Venezia è sicuramente una delle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

Contrariamente a quel che si dice, tra l’altro, Venezia non è gremita ovunque di turisti, e vi basterà uscire dalle rotte più battute per assaporarne la vera identità e vivere il Carnevale da insider. 

La storia del Carnevale
Le iniziali testimonianze del Carnevale risalgono a un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo “Carnevale” viene citato per la prima volta. Tuttavia esso ha tradizioni molto più antiche, che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, come i Saturnalia latini o i culti dionisiaci greci, il cui motto era «Semel in anno licet insanire» («Una volta all’anno è lecito non avere freni»). La spinta che animava tanto le oligarchie veneziane, quanto le classi dirigenti latine, era d’altronde molto simile: concedere l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, accordando loro il permesso di potersi prendere gioco pubblicamente dei ricchi, indossando una maschera sul volto.

Attraverso l'anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva infatti una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali e religiose, e questa era considerata un’utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali: per pochi giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza, i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese un luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo: la Venezia di allora era il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante. Ben presto però gli intenti del Carnevale delle origini e lo scopo stesso della festa, sfogare tensioni e malumori, provocarono l’effetto opposto: la possibilità di celare completamente la propria identità sotto le maschere favorì sempre più furti, ruberie e molestie di vario genere. Questi gravi eccessi costrinsero la Serenissima a emanare una lunga serie di decreti per limitare gli abusi e l’utilizzo fraudolento di maschere e costumi, provvedimenti che andarono via via a minare l’essenza stessa del Carnevale e i suoi valori originari di libertà ed uguaglianza. Il Carnevale ebbe poi un momento di stasi dopo la caduta della Repubblica di Venezia, perché malvisto dalla temporanea occupazione di austriaci e francesi, e la tradizione si conservò solo nelle isole di Burano e Murano. Solo negli anni ’70 alcuni cittadini e associazioni civiche si impegnarono per far risorgere il Carnevale, che venne inaugurato nuovamente nel 1979.

Quest’anno i festeggiamenti inizieranno sabato 27 gennaio, per chiudersi martedì 13 febbraio con il tradizionale Svolo del Leon

Le feste da non perdere
Tutto il periodo che va da sabato 27 Gennaio a martedì 13 Febbraio è disseminato di feste ed eventi pubblici e privati sparsi in tutta la città. La festa privata più esclusiva è il Ballo del Doge, ospitato a Palazzo Pisani Moretta da Antonia Sautter, la regina incontrastata del Carnevale. La Sautter disegna e crea maschere incredibili da più di 20 anni (Stanley Kubrik ha scelto le sue per Eyes Wide Shut), ma tra l’affitto del costume e il biglietto d’ingresso alla festa preparatevi a sborsare qualche migliaia di euro. Altri party sono invece gratuiti e quelle assolutamente da non perdere si concentrano nei primi due week-end. Più in dettaglio:

Festa Veneziana sull’acqua (sabato 27 Gennaio). Questo spettacolo di immagini e musiche acquatiche apre ufficialmente il Carnevale di Venezia celebrando la bellezza, il mare e la vanità con un’originale messa in scena sul Rio di Cannaregio nel sestriere omonimo. Il Rio si trasforma per l’occasione in un vero e proprio palcoscenico d’acqua con uno spettacolo che ogni anno incanta migliaia di spettatori, con tantissime strutture galleggianti che interpretano sull’acqua il tema del Carnevale. Quest’anno lo spettacolo avverrà in due repliche, alle ore 18:00 e alle ore 20:00. 

Festa delle Marie (sabato 3 Febbraio). Si tratta di una festa dalle origini antichissime (risale al 1039) che rievoca, in chiave moderna, il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose ai tempi del Doge Pietro Candiano III. All’inizio del IX secolo, il 2 febbraio di ogni anno, giorno della purificazione di Maria, le dodici più belle fanciulle del popolo, scelte a rappresentare la città si radunavano insieme ai loro promessi sposi nella chiesa di San Pietro di Castello, per ricevere la benedizione nuziale. Nella riproposizione moderna, 12 fanciulle dai 18 ai 28 anni vengono scelte da una giuria da una rosa di 80-90 ragazze una settimana prima dell’inizio del Carnevale, per poi sfilare su delle portantine da San Pietro di Castello fino a Piazza San Marco, accompagnate da oltre 300 figuranti in abiti tradizionali. La sfilata inizia verso le 14:30 di sabato 3 febbraio e arriva in Piazza San Marco intorno alle 16:00. La premiazione con l’incoronazione della “Maria” vincitrice avviene poi il Martedì Grasso (martedì 13 febbraio), sempre in Piazza San Marco.

Volo dell’Angelo (domenica 4 Febbraio). La seconda domenica del Carnevale, tutti si radunano in Piazza San Marco per assistere al famoso Volo dell'Angelo, durante il quale la “Maria” vincitrice del Carnevale dell'anno precedente si lancia dal Campanile di San Marco attaccata ad una fune per raggiungere Palazzo Ducale. Non tutti sanno però che questo volo ha una tradizione molto antica e in un certo senso tragica. Infatti, verso la metà del Cinquecento, durante il Carnevale di Venezia un giovane acrobata turco riuscì, aiutato solo da un bilanciere, ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando sopra una lunghissima fune che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta. Nella discesa, invece, raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge. Dopo il successo di questa spettacolare impresa, l'evento fu richiesto e programmato come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni. Ma nel 1759, l'esibizione finì in tragedia: l'acrobata si schiantò al suolo tra la folla inorridita. A causa di questo grave incidente, l'evento – svolto con queste modalità – fu vietato, e da quel momento il programma si svolse sostituendo l'acrobata con una grande colomba di legno che nel suo tragitto, partendo sempre dal campanile, liberava sulla folla fiori e coriandoli. In anni più recenti si è poi ripresa la tradizione originale con l’introduzione della fune di sicurezza. 

Dove dormire a Venezia
Se volete davvero che il vostro soggiorno a Venezia diventi l’esperienza della vita, scegliete di alloggiare in uno degli Hotel storici con vista sul canal Grande, circondati dai marmi pregiati e dai soffitti affrescati.

Hotel Danieli. Si compone di tre splendidi palazzi veneziani del XIV, XIX e XX secolo, in cui per molti anni i nobili dell’epoca si scambiavano differenti merci con i porti d’Oriente. Conta 225 stanze ripartite su cinque piani, tutte in stile gotico veneziano, con colonne di marmo, lampade di Murano fatte a mano e tappezzerie, in aggiunta alla scalinata e alla hall, considerate tra le più belle in Europa.

Hotel Bauer. L’hotel è situato nel sestiere simbolo di Venezia, in un edificio del XVIII secolo con vista sul Canal Grande. Da qui sarete a due passi da Piazza San Marco e potrete godere della vista affascinante di Punta della Dogana. Magnifica la vista dalla terrazza al settimo piano.

Belmond Hotel Cipriani. Le sue 95 stanze si dividono tra l’edificio principale e Palazzo Vendramin sull’isola della Giudecca, uniti da un antico patio e un florido passaggio che spesso serve da orto. L’Hotel gode di una vista impareggiabile su San Marco e ogni anno ospita le star del Festival del Cinema di Venezia. 

Valentina Borghi

Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover