OFFICE LIFE

Smart working: il futuro da (in)dipendenti

Obbligo di presenza in ufficio VS il lavoro da casa: ecco i do's & dont's dello psicoterapeuta per avere una marcia in più

Chiara Monateri

Amazon è solo uno tra i colossi mondiali che ha cominciato a dare ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da remoto: le aziende hanno realizzato che per avere lavoratori più produttivi bisogna come prima cosa saperli soddisfatti e in grado di vivere la propria vita in maniera più fluida. Negli Stati Uniti il numero di persone che lavora da casa è triplicato negli ultimi 30 anni, e anche nel nostro paese c’è un’apertura sempre maggiore verso il lavoro agile. Un recente studio di Regus svolto su più di 300 italiani rivela che – oltre a migliorare la produttività – il lavoro da remoto aiuta le persone a concentrarsi maggiormente: scegliendo il posto migliore dove lavorare, ci sentiamo infatti più efficienti, in quanto libere dalle distrazioni.

Gli unici nemici: il divano, il letto e il frigo. Ma anche per quelli c’è un antidoto: anziché trasformarvi in esseri perennemente in pigiama, potete sempre optare per biblioteche e bar con coworking, eleggendoli così al luogo ideale per concentrarvi.

Raccontato sotto questa luce, lo smart working sembra davvero un sogno. Oltre alle questioni pratiche, però, bisogna considerare anche i temi di tipo psicologico. Se domani poteste fare lo switch e passare al lavoro agile, sareste già pronte e nella giusta disposizione mentale? Lo psicoterapeuta Dott. Mattia Cis ci spiega qual è il mindset giusto da adottare per dedicarsi allo smart working e quali comportamenti vanno invece evitati.

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Do's
Prendetevi il vostro tempo
«I cambiamenti di routine possono essere molto stressanti perché il corpo e la mente devono adattarsi. Non vi spaventate se all’inizio è difficile, ma piuttosto non mettetevi fretta e datevi il tempo necessario per trovare una nuova stabilità».

È tutta una questione di ritmo
«Organizzate tutto secondo il vostro ritmo. Finalmente potete costruirvi una vita più su misura rispetto alle vostre esigenze: introducete nella routine di tutti i giorni quell’attività che sognavate di fare da tempo, ma che non trovava spazio nella vostra quotidianità: vi darà quasi più soddisfazione che ricevere un aumento!».

Fate sempre “come se”
«L’abito fa il monaco. Se dovete affrontare una call importante da casa, lavatevi, vestitevi e truccatevi quasi come se doveste andare in ufficio: la percezione del vostro valore e del senso di efficacia cambiano notevolmente in base a come vi percepite». 

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Dont's
Scomparire? No grazie
«Non isolatevi. Il fatto di lavorare a casa da soli può essere molto comodo, ma non bisogna assolutamente perdere il contatto con i colleghi. Sentire affiliazione nei gruppi crea benessere, e inoltre condividere le informazioni produce migliori risultati».

No al mash-up di casa e lavoro
«Non sovrapponete troppo gli ambienti. Se non potete permettervi uno spazio alternativo come un coworking, trovate un luogo in casa, anche se piccolo, per creare il vostro nuovo ufficio: potrete così sia avere la sensazione di cominciare lì il vostro lavoro, sia di staccare veramente quando ve ne andate».

No ai tempi infiniti
«Non andate oltre i tempi stabiliti e datevi delle limitazioni. A volte da casa si lavora paradossalmente per più tempo perché si perde il senso dei confini: per non dilungarvi troppo, stabilite gli orari da dedicare all’attività lavorativa e resistete alla tentazione di tornare al computer se avete deciso di fare altro. Se il capo non vi controlla, dovete pensarci voi!».

 

Credit immagine di copertina: Getty Images

Chiara Monateri

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