Capodanni alternativi

Vacanze lontano da botti e trenini: le mete perfette per chi detesta il Capodanno

Se siete stufi di conti alla rovescia e concertoni, ecco qualche idea per fuggire in serenità

Valentina Borghi

Dove sta scritto che bisogna per forza festeggiare il Capodanno? Questa tradizione, tutta occidentale, per cui la sera del 31 dicembre occorre vestirsi bene, andare a una festa (pagata a carissimo prezzo) per poi ritrovarsi a fare i trenini sulle note di «Brigitte Bardot Bardot!», facendo finta di divertirsi, non è per tutti. C’è chi detesta il Capodanno, chi va in ansia solo a sentirne parlare, e quest’articolo si rivolge proprio a loro.

Sì, proprio a te, che non vedi l’ora di scappare in un paese dove il 31 dicembre è un giorno qualunque, da trascorrere in tutta tranquillità, magari al caldo, rilassandosi in riva al mare, o davanti a una meravigliosa pagoda buddista.

Ecco qualche consiglio su dove fuggire:

Vietnam – Hoi An

Hoi An/Valentina Borghi

Il Vietnam è un paese a maggioranza buddista e il loro capodanno (il Tet, o “Festa del primo giorno”) cade alla fine di gennaio: a dicembre sarete quindi al sicuro. Questo periodo coincide, inoltre, con la stagione secca in tutto il centro-sud, le temperature possono superare i 30° e il rischio di pioggia è basso.   

La cittadina di Hoi An è una tappa obbligata per chiunque visiti questo paese, in quanto ha conservato, più di altre, tutto il fascino dell’antico Vietnam. Si tratta di una piccola località fluviale, ed è stata designata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999, grazie al suo meraviglioso centro storico, fatto di strette viuzze su cui si affacciano le tradizionali case in legno appartenute ai mercanti della città. È anche l’unico luogo in cui proprio i commercianti locali, per legge, sono obbligati ad appendere le tipiche lanterne vietnamite. Se poi doveste trovarvi in città durante la Festa della Luna Piena (che cade il 14° giorno del calendario di ogni mese) preparatevi ad una esperienza incredibile: il centro città è chiuso al traffico e illuminato solo dalle lanterne, magia pura! E se non volete rinunciare a un tuffo nel mare, vi basterà affittare una bicicletta: in quindici minuti raggiungerete le bellissime spiagge di sabbia bianca.

Birmania – Bagan

Bagan/Valentina Borghi

Uno degli aspetti più affascinanti di un viaggio in Birmania è sicuramente quello di poter vedere un angolo di Asia praticamente immutato dai tempi dell’impero coloniale britannico. Il paese è stato chiuso al turismo fino a pochi anni fa e questo gli ha permesso di mantenere tutta la sua autenticità.

La città di Bagan è il luogo in cui vide la luce il primo regno birmano e rappresenta tuttora l’essenza stessa del paese; gli oltre 3000 templi buddisti disseminati nella pianura intorno alla New Bagan la rendono una delle località più affascinanti del pianeta (e così venne descritta perfino da Marco Polo). Il modo migliore per esplorarla è quello di prendere una bici e pedalare tra i templi, oppure volteggiare su di essi in mongolfiera. Le albe e i tramonti sono da cartolina, impossibili da dimenticare.

Uzbekistan – Samarcanda

Samarcanda/Valentina Borghi

Parlando di Marco Polo il pensiero corre all’Uzbekistan, il paese che incarna perfettamente l’immagine romantica della via della seta. Qui sono passati Alessandro Magno, Gengis Khan e Tamerlano e, in quanto ad attrattive turistiche, è probabilmente il paese più ricco e straordinario di tutta l’Asia Centrale.

L’antica città di Samarcanda era il punto focale della via della seta, questo luogo leggendario costituiva il crocevia delle strade che conducevano in Cina, India e Persia, e il suo fascino persiste ancora oggi. La sua piazza principale, il Registan, è un vero capolavoro di arte islamica; l’enorme complesso di scuole coraniche e moschee è un tripudio di maioliche, mosaici azzurri e spazi armoniosi ed è uno dei luoghi più straordinari di tutta l’Asia.

Anche qui non c’è pericolo di imbattersi in festeggiamenti: in Uzbekistan la maggior parte della popolazione è musulmana sunnita (come in Iran) e il loro “capodanno” (il Navruz) si festeggia il 21 marzo, per l’equinozio di primavera.

India – Rajasthan

Rajasthan/Getty Images

Ma se cercate uno stacco totale a 360 gradi, l’India è il paese perfetto. È difficile immaginare una cultura e delle tradizioni più lontane e diverse dalle nostre. L’India non può lasciare indifferenti, la si ama o la si odia (e talvolta questi due sentimenti possono anche convivere nella stessa persona). Il paese è un tripudio di colori e di odori, di spiritualità e caos, un cocktail culturale e umano che ubriaca ogni viaggiatore.

Se volete immergervi in un non-capodanno da “Mille e una notte” il Rajasthan (lo Stato più grande dell’India) è la destinazione perfetta. Concedetevi un tour che tocchi l’antica capitale del favoloso regno dei Maharaja, Jaipur, con i suoi palazzi rosa e le romantiche fortezze; Jodhpur, la città blu, con il bellissimo Mehrangarh, l’imponente fortezza che la sovrasta; Pushkar, la città sacra, con uno dei pochi templi al mondo dedicati a Brahma; Udaipur, la città più romantica dell’India, con i suoi palazzi da fiaba che si affacciano sul lago. 

Credit immagine di copertina: Valentina Borghi

Valentina Borghi

Viaggiatrice compulsiva, travel blogger, food lover