MODA SOLIDALE

L’abito da sposa? Lo trovi dalle suore

Da oltre sessant’anni le religiose del convento di Santa Rita da Cascia mettono a disposizione i modelli donati da devote neo spose, aiutando centinaia di altre future spose

Anna Verrillo

Nessuna rivista di moda per ingannare l’attesa, né camerini o grandi specchi in cui poter ammirare il modello prescelto nella sua interezza. Eppure, quello gestito dalle suore del Monastero di Santa Rita a Cascia, (Perugia), è un atelier per spose a tutti gli effetti: tra le scarne e massicce mura del convento sono custoditi centinaia di abiti di seconda mano, dei più svariati colori e tessuti. È una tradizione che va avanti da oltre sessant’anni: i modelli nuziali sono donati al convento da neo spose devote a Santa Rita, e messi poi a disposizione di quante, meno fortunate, non potrebbero permettersi altrimenti un vestito per il giorno più importante della loro vita.

Nello showroom, allestito in un’aula del convento, gli abiti sono tutti perfettamente suddivisi per taglia. Ad occuparsene, è Suor Maria Laura, ex sarta per Valentino che dopo aver preso i voti è riuscita a riavvicinarsi anche alla sua passione per la moda.  Le spose sono accolte dalla suora direttamente dentro la clausura: “Di tutte loro conservo un caro ricordo. Durante le prove dell’abito si crea un clima sereno e divertente: alcune ragazze rimangono entusiaste del primo vestito indossato, altre ancora scelgono abiti molto diversi da quelli che avevano immaginato” spiega la religiosa. Molte spose tornano al Convento accompagnate dal marito anche dopo la cerimonia, per condividere la propria esperienza: "Provo sempre una grande gioia nel vedere felice una giovane che può coronare il suo sogno d’amore anche con un abito adeguato al giorno più bello della sua vita" dichiara Suor Maria Laura.

La tradizione della raccolta di abiti da sposa nasce in Monastero negli anni ’50, in modo del tutto spontaneo. Inizialmente ad usufruire dei modelli donati alla struttura erano le "Apette", ovvero le bambine orfane o provenienti da famiglie con serie difficoltà economiche e sociali ospiti nell’Alveare di Santa Rita. Oggi, tuttavia, a ricorrere al servizio di beneficenza sono spesso donne che non hanno la possibilità economica di acquistare un abito da sposa: alcune di loro non conoscono Santa Rita, altre si sposano con rito civile, ma tutte, indistintamente, possono usufruire del servizio che il convento mette a loro disposizione.

“Provo sempre una grande nel vedere felice una giovane che può coronare il suo sogno d’amore anche con un abito adeguato al giorno più bello della sua vita” - Suor Maria Laura.

"Non facciamo distinguo tra le storie personali di ogni ragazza, né facciamo loro difficoltà se celebreranno in comune invece che in Chiesa. Davvero, non è questo il punto. La nostra missione è un'altra: aiutare chi non può o non vuole, per una scelta di sobrietà, comprare un abito costoso. Non sindacare sull'uso che ne faranno" spiega a Repubblica Suor Maria Laura. Solo chi desidera può lasciare un’offerta per il dono ricevuto, e molte, dopo aver utilizzato il vestito, scelgono di restituirlo alle Monache per metterlo a disposizione di un’altra sposa.

Anche presso il convento di Treviso dei Carmelitani Scalzi è stata adottata un’iniziativa molto simile. Così come a Cascia, anche qui è stato allestito uno showroom tra le mura del monastero, ma i frati hanno posto un’unica condizione alle future spose: quella di restituire il modello prescelto, favorendo un ideale passaggio di testimone tra tutte le spose che, solo grazie alla solidarietà altrui, possono vivere a pieno il proprio sogno.

Credit immagine di copertina e illustrazioni: 150UP

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