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«Piacere, sono l' aglio: vivo ai margini, ma posso essere a prova di bacio»

10 cose che non sapete su un ortaggio snobbato ma dalle mille virtù

Mariarosaria Bruno

Aroma persistente e profumo inconfondibile. Ecco l’aglio, croce e delizia della cucina. Amato dagli chef per il carattere mediterraneo e il sapore pungente, snobbato e scartato da molti per gli stessi motivi. È vero, può riproporsi e lasciare il segno sino a parecchie ore dopo il consumo. Si tratta di un ortaggio insostituibile, però. Cosa sarebbe un soffritto, una salsa verde, una bruschetta, o un pesce all’acqua pazza, senza il gusto dei suoi candidi spicchi?

Il particolare odore dell’aglio è dovuto alla presenza, all’interno dei bulbi, di oli essenziali e composti organici di zolfo quali l’alliina, da cui derivano sostanze come la preziosa allicina. Non trattiamo questo controverso ortaggio come un emarginato, ma valutiamone le innumerevoli potenzialità. Le vie dell’aglio sono uniche e infinite: non solo per gli usi gastronomici che consente, ma anche per le tante proprietà benefiche. Ecco allora 10 cose che forse non sapete sul suo conto.

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1. Bello (e buono) senz’anima
Per evitare che l’aroma dell’aglio persista, non rinunciando ai suoi sentori, quando si cucina si possono adottare dei piccoli trucchi: in un soffritto, basta schiacciarlo e lasciarlo nell’olio bollente per pochi secondi, quindi toglierlo immediatamente; oppure, per un uso a crudo, è necessario privarlo della cosiddetta “anima”, la parte interna con il germoglio.

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2. Una mela al giorno toglie l’aglio di torno
Per cancellare dall’alito le fastidiose tracce di aglio, basta assumere alcuni cibi strategici che ne mascherano l’odore: si va dalla mela all’olio extravergine d’oliva crudo, dal tè verde al cioccolato fondente, dai mirtilli ai cavoli e broccoli. Volete sapere perché? Sono tutti alimenti ricchi di polifenoli, perfetti per contrastare i persistenti sentori dell’aglio.

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3. Una medicina naturale
L’aglio crudo rappresenta un vero e proprio antibatterico naturale, quindi è particolarmente indicato per prevenire i malanni di stagione, dall’influenza al raffreddore. Ma non finisce qui, perché i suoi spicchi hanno proprietà fluidificanti e risultano adatti specialmente per chi soffre di ipertensione, dal momento che abbassano la pressione e il livello di colesterolo. Un vero portento.

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4. Cinquanta sfumature di aglio
Quello di colore bianco è il più diffuso. Ma esistono tante varietà di aglio, che possono assumere sfumature e intensità aromatiche diverse. In Italia, per esempio, si va dal siciliano aglio rosso di Nubia (tutelato come presidio Slow Food) all’abruzzese aglio rosso di Sulmona; dal friulano aglio di Resia (un altro prodotto targato Slow Food) al laziale aglio rosso di Proceno. Non manca l’aglio rosa, tra cui il celebre ail rose de Lautrec francese.

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5. L’aglio a prova di bacio
Chi ha paura dell’aglio nero? Nessuno. Non devono incutere timore i bulbi di colore scuro: spicchi privi di odore, con un sapore simile a quello della soia e un retrogusto di liquirizia. Il cosiddetto aglio nero, conosciuto come Black Allium, ha le stesse proprietà del cugino bianco e si ottiene con metodi naturali. Come? Lasciando fermentare i bulbi in un ambiente umido per un mese, quindi sottoponendoli ai processi ossidativi per 45 giorni. Il risultato è un prodotto dark, dal gusto dolce, morbido e balsamico. Perfetto per non rinunciare ai benefici dell’aglio (e ai baci post cena).

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6. From Asia with Love
L’aglio altro non è che il bulbo dell’Allium sativum, una pianta di origini asiatiche. La sua coltivazione si è diffusa in tutto il globo molto rapidamente, soprattutto nel Mediterraneo. Lo storico utilizzo dei bianchi spicchi a scopo gastronomico e curativo è testimoniato sin dall’antico Egitto. Tra i principali paesi che oggi producono aglio, infatti, troviamo la Cina, l’India e l’Egitto.

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7. Un fiore alternativo
Nella versione selvatica, si declina in aglio orsino: una pianta spontanea diffusa in tutto il territorio italiano, ugualmente ricca di proprietà benefiche, che cresce specialmente vicino ai corsi d’acqua. In cucina si usano i suoi bulbi, ma anche i piccoli fiori bianchi e le foglie verdi. Ha un sapore più delicato rispetto alla varietà comune, ma soprattutto, dà la possibilità di non rinunciare ai vantaggi e ai profumi dell’aglio classico, senza i medesimi toni “aggressivi”. Una curiosità: il suo nome deriverebbe dal particolare consumo che ne fanno gli orsi per rigenerarsi, al risveglio dal letargo. 

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8. Un ortaggio che dà i numeri
La composizione dell’aglio? È costituito al 9% da proteine, al 13% da lipidi e al 78% da carboidrati. Su 100 g di parte edibile, troviamo ben 600 mg di potassio, 63 mg di fosforo e 14 mg di calcio. Oltre a 5 mg di vitamina A e a 5 mg di vitamina C. Per quanto riguarda l’apporto energetico, considerate circa 40 calorie per 100 g di aglio. Insomma, l’aglio ha tutti i numeri al posto giusto. 

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9. Un toccasana per pelle e capelli
Le sostanze contenute nell’aromatico bulbo - come l’allicina, dalle benefiche proprietà antibatteriche - svolgono importanti funzioni protettive. L’olio essenziale di aglio, infatti, viene spesso usato nei preparati erboristici per la cura di pelle e capelli: un rimedio naturale per eliminare calli e verruche, o attenuare gli effetti delle punture di insetti, ma anche per rafforzare le radici del cuoio capelluto e stimolare la crescita della chioma. 

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10. Sex & the Alium 
Anche dal punto di vista afrodisiaco, l’aglio può risultare particolarmente virtuoso. Non sottovalutatelo mai: l’allicina contenuta nei suoi bulbi è uno degli agenti che favoriscono la produzione di ossido nitrico, un potente vasodilatatore. Diciamolo: è un valore aggiunto e inestimabile.

Mariarosaria Bruno

Giornalista, ama la birra, il turchese e il mare.