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Viola: un elogio del colore più regale e misterioso

Antichissimo e allo stesso tempo moderno, elegante ma anche molto pop, è il viola!

Dorotea De Spirito

Facciamola facile e partiamo da quello che ci hanno insegnato alle elementari: il viola è un colore secondario che si ottiene dalla combinazione di blu e rosso. Le gradazioni di questa tinta hanno nomi poetici come Orchidea, Indaco di Persia, Glicine, Ametista, Sangria o Pervinca (e basterebbe forse solo questo per innamorarsene). Il viola è un colore molto antico: fa la sua prima comparsa nell’arte preistorica, ma è conosciuto per essere il colore dei nobili, dei re e degli imperatori, questo in virtù del suo costo molto elevato.

Oggi è un colore elegante, a tratti un po’ snob, ricercato e non così facile da individuare in natura: è proprio di pochi fiori e animali, e anche presente in limitati alimenti quali melanzane, prugne, more, cavoli e cipolle.
Ma il viola, anche per la sua lunga e illustre storia, sta conoscendo un momento di grande ritorno: eccovi quindi un elogio di questo colore e di tutte le cose pazzesche che in natura, e non, lo caratterizzano.

Aconito / Getty Images

1. Fiori viola e il letale Aconito che tiene lontani i vampiri
In natura esistono all'incirca una trentina di specie conosciute di piante a fiori viola, da quelle più comuni: iris, campanule, viola del pensiero, margherite viola, salvia, rosmarino, a quelle che possiamo definire esotiche, come la passiflora (da cui derivano i frutti della passione). Molte delle piante a fiore viola sono innocue, ma altre possono essere letali. È il caso dell’Aconito, una pianta erbacea della famiglia delle Ranucolaceae, nonché una delle più tossiche della flora italiana.
Il nome del genere (“Aconitum”) deriva dal greco akòniton (= pianta velenosa). Risulta infatti conosciuta per la sua alta tossicità fin dai tempi dell'antichità omerica. Nelle credenze popolari l'aconito, al pari dell'aglio, può essere usato per tenere lontani i vampiri e i lupi mannari. Secondo uno studio dello storico tedesco Christoph Schäfer del 2006 sarebbe stato un cocktail di droghe a base di aconito la vera causa della morte della regina Cleopatra.

Caterina II La Grande / Wikimedia commons

2. Un colore regale
Fin dalla sua prima comparsa, complice il costo elevato e la difficoltà di reperimento, il viola è sempre stato il colore dei nobili e dei reali: durante il Rinascimento, Lorenzo de’ Medici a Firenze, indossava il viola (pensateci: tutt’ora colore della città). La tinta è successivamente apprezzata anche dalla regina Caterina II la Grande. Quanto alla sua diffusione, e al prezzo elitario, le cose cambiano nel XIX quando uno studente di chimica di 18 anni: William Henry Perkin ottiene dai suoi esperimenti la sfumatura “malva”, la nuova tinta diventa molto popolare ed è amata anche dalla Regina Vittoria. Perkin sviluppa dunque un processo industriale per produrla su larga scala. Si trattò a tutti gli effetti del primo colorante sintetico e cambiò sia l’industria chimica che quella della moda

Liz Taylor in "Cleopatra", nel 1963

3. Purple Eyes
Un argomento controverso è se esistono o meno in natura gli occhi viola? La scienza sembrerebbe dire di no, e il pensiero va immediatamente alle iridi pervinca più famose e misteriose del cinema: quelle di Liz Taylor. Da un punto di vista scientifico il colore degli occhi dipende da quanta melanina circonda l’area della pupilla. Più melanina c'è, più gli occhi sono scuri. Liz Taylor aveva nell'iride la stessa quantità di melanina di una persona con normali occhi azzurri. Ma la base dell’occhio “azzurro” può variare di tono dal grigio fino al blu. La base di Liz (forse anche per l’abbondanza di capillari) tendeva a una via di mezzo, quindi al viola. A determinare il colore degli occhi contribuisce anche la loro capacità di assorbire la luce. L’attrice quindi sottolineava la sua sfumatura con gioielli, tessuti e il trucco più adatto

Getty Images

4. Un colore mistico
 Il viola è oggi emblema di tantissimi simboli: mistero, penitenza, mistica, simbiosi – in quanto unisce i due opposti: il blu (calma, equilibrio, silenzio) e il rosso (azione, combattimento, passione) – arte, memoria, ma anche frustrazione, metamorfosi, fascino, magia, digiuno, sogno. E non solo: unito al rosa diviene rappresentazione di seduzione ed erotismo (ricordiamolo al prossimo giro di shopping).

Campi di lavanda in Provenza / Getty Images

5. Le strade della lavanda
Qui ogni parola è superflua: un colore capace di regalare un simile panorama merita solo adorazione, preferibilmente in silenzio, mentre si passeggia attraverso uno di questi campi meravigliosi. La Provenza, regione nel Sud-Est della Francia è un gioiello paesaggistico grazie alle sue colline, i borghi medievali e le distese di lavanda conosciute in tutto il mondo. La pianta viene coltivata per sue proprietà rilassanti, antisettiche, battericide, fluidificanti…e il suo profumo! Dove vedere le strade della lavanda? Ad Aix en Provence, Valensole, Moustiers St Marie, Senanque, Gordes, Avignone. Preparate la macchina fotografica.

Veduta del Fuji Shibazakura Festival / Getty Images

6. Il muschio viola 
Per Shibasakura si intende la fioritura di un particolare tipo di muschio in Giappone. Ogni anno, dall’inizio di maggio all’inizio di giugno, i prati e le colline affacciate sulla città di Hitsujiyama nella prefettura di Saitama, si riscoprono di distese di diverse tonalità: bianco, rosa e viola, che creano disegni geometrici ed effetti visivi. Il festival si tiene a circa tre chilometri a sud del lago Motosuko nella zona Fuji Cinque Laghi, dove la vista è mozzafiato grazie al Monte Fuji che affiora sullo sfondo.

In questa foto da sinistra, la Rondine porpure, la Thalurania colombica e la Passarina versicolor / Getty Images e Wikimedia Commons

7. Piume
Avremmo voluto selezionarne solo uno, ma semplicemente non ce l’abbiamo fatta, vedere queste meraviglie indossare così bene il colore viola ha causato un mix di estasi e invidia. Tra i magnifici animali piumati caratterizzati da questa tinta menzioniamo: la Passerina Versicolor, la Thalurania Colombica, la Rondine Purpurea. Lo sappiamo, levano il fiato.

Nella foto, una bandiera del "Women's Suffrage movement" e il programma del "Women's Suffrage", marzo 1913 / Wikimedia Commons

8. Il colore del cambiamento sociale
Dopo essere stato il colore della nobiltà, il viola diviene anche emblema di cambiamento sociale. Nel 1908 Emmeline Pethick-Lawrence, definisce i colori delle suffragette: bianco in segno di purezza, verde per la speranza e viola come simbolo di lealtà e dignità. Negli anni ‘70 (in tributo alle Suffragette) diviene la tinta del Women's Liberation Movement.

9. Purple nella cultura e nella musica
Durante il 1960 e il 1970 le associazioni legate al colore viola continuano a crescere e la tinta inizia ad essere avvicinata alla cultura psichedelica e la controcultura: come non ricordare Jimi Hendrix con la sua canzone del 1967 "Purple Haze", la band inglese dei Deep Purple. E più tardi la canzone "Purple Rain" (1984) di Prince. Alzate il volume.

Wikimedia commons

10. Montagne viola
Una visione mozzafiato, peccato che sia “solo” un effetto ottico: più l’occhio è distante dalle montagne più chiare e bluastre questa appaiono. Questo fenomeno è particolarmente evidente in alcune catene montuose americane, ma l’illusione è stata descritta in tempi antichi da Leonardo da Vinci ed è detta prospettiva area, che insieme al fenomeno della dispersione della luce determina il colore particolarmente violaceo di queste vette.

Il geode "imperatrice dell'Uruguay" presso The Crystal Caves, Australia / Pagina del museo

11. La più grande ametista del mondo
Un cristallo? Una caverna? Si chiama “LImperatrice dell’Uruguay”, è stato trovato nel 2007 in una miniera in Uruguay e acquistato dal museo australiano The Crystal Caves (una delle più spettacolari collezioni private mineralogiche d’Australia, con oltre 600 esemplari in mostra) per 75.000 dollari. Il gigantesco geode viola è grande oltre tre metri e pesa 20.000 chili.

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12. Perché il Purple Day?
Anche se tutte queste curiosità e simboli ci hanno fatto innamorare ancor di più del colore viola, occorre ricordare il motivo più importante di tutti per cui esiste un Purple Day (che cade il 26 marzo). Durante questa giornata, nota anche come Giornata Internazionale dell’Epilessia, le persone di tutto il mondo sono invitate a indossare un capo di colore viola e partecipare agli eventi informativi, in supporto a una maggiore consapevolezza della condizione neurologica dell’Epilessia. Tiriamo fuori quel maglioncino dall’armadio e viva il colore viola.

Credit immagine di copertina: Getty Images

Dorotea De Spirito

Una volta da bambina ha iniziato a scrivere, non ha più smesso.