question marks

Domande e risposte: come contrastare gli effetti dovuti alle cure di alcuni tipi di tumore

Come far fronte all’insorgere di linfedema, osteoporosi e al senso di stanchezza che si possono presentare in seguito alle cure e all'asportazione chirurgica

Real Time X AIRC

Proseguono le nostre domande e risposte sulla prevenzione e l’informazione riguardo ad alcune forma di tumore. Qui abbiamo raccolto tre interrogativi legati agli effetti che si possono riscontrare in seguito a un intervento chirurgico di rimozione o alle cure ormonali cui ci si sottopone per contrastare alcune forme di tumore. 

UN INTERVENTO ALL’UTERO MI HA PROVOCATO UN LINFEDEMA, COSA POSSO FARE?
Iniziamo con il dire che il linfedema è un accumulo anomalo di linfa legato a un problema nella circolazione linfatica. Si verifica a livello degli arti dopo la rimozione dei linfonodi. Può accadere nel braccio in caso di carcinoma mammario, mentre nei tumori ginecologici vengono talvolta asportati i linfonodi inguinali con rischio di linfedema alle gambe. In questi casi l’esercizio fisico regolare è senza dubbio importante per ridurre il rischio e aiutare la circolazione linfatica. Bisogna inoltre fare attenzione alle infezioni, che aumentano in chi soffre di linfedema. Per evitare l’incorrere di infezioni è pratica fondamentale consiste proteggere la pelle delle gambe dal sole e da eventuali tagli o ferite. Meglio anche indossare le calze per evitare la formazione di vesciche e scegliere scarpe comode, in pelle o in tessuto piuttosto che in materiale plastico. Attenzione anche alla pulizia della pelle e alla sua idratazione, fondamentale per non aprire la porta a batteri e virus.

È VERO CHE GLI ORMONI PER LA CURA DEL TUMORE AL SENO POSSONO AUMENTARE IL RISCHIO DI OSTEOPOROSI?
Un piccolo rischio esiste ed è legato al fatto che le terapie ormonali adiuvanti, utilizzate cioè per evitare che il tumore ritorni dopo il trattamento, riducono i livelli di estrogeni e questo porta inevitabilmente a un impoverimento della struttura ossea. È un fenomeno analogo a quanto succede con la menopausa.
La buona notizia è che le terapie per contrastare l’arrivo precoce dell’osteoporosi ci sono e hanno un’efficacia universalmente riconosciuta. E per le donne che assumono terapia ormonale a base di inibitori dell’aromatasi è importante sapere che l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha riconosciuto che il rischio di frattura in questo caso è particolarmente alto e di conseguenza ha stabilito che i trattamenti per preservare le ossa sono rimborsabili sin dall’inizio e per tutta la durata di tale terapia, senza bisogno di esami o di diagnosi di frattura.

HO TERMINATO LA CHEMIOTERAPIA PER UN LINFOMA PIU’ DI SEI MESI FA, QUANDO SMETTERO’ DI SENTIRMI STANCO?
La stanchezza (fatigue) è uno degli effetti collaterali delle chemioterapie
. In genere scompare poche settimane dopo la fine del trattamento, ma in alcuni casi può durare anche mesi e talvolta cronicizzare. Vi sono due tipo di fattori che concorrono a generare questa stanchezza incontrollabile: alcuni sono di tipo fisiologico e possono essere trattati dal medico con farmaci ad hoc dopo aver stabilito la causa (che può essere una grave anemia, una carenza di vitamine o di altri microelementi). Altri sono di tipo psicosociale, legati all’accettazione della diagnosi e della prognosi. In quest’ultimo caso può essere utile un sostegno psicologico e un supporto per il reinserimento lavorativo.

Per maggiori informazioni sulla ricerca, cura e prevenzione del cancro visitate AIRC

RealTime

Stile impeccabile, sfide all'ultimo dolce e tante storie da raccontare: entrate a far parte del mondo Real Time! Siamo sul Canale 31 del DTT e 131 di Sky.