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Cosa aspettarsi nei primi 36 mesi di pappe, pannolini e nanne. Cercando di sopravvivere allo stress!

I primi tre anni di un figlio sono intensi sia per lui sia per i genitori. Tra primi passi, bagnetti, dentini e vasino, le novità non finiscono mai. Per cercare di godersele senza troppa ansia, ecco alcuni consigli per affrontare i momenti topici dei primi 36 mesi

Camilla Sernagiotto

In collaborazione con Chicco 

I primi tre anni di vita di un figlio sono quelli che si trasformano in almeno tre decenni di rughe sul volto dei genitori.
Ansia, stress e paura di tutto, dal bernoccolo allo starnuto, sono i sintomi che fanno parte del quadro clinico generale dello stato di mammapapà.
Tutti ci siamo passati, magari anche due o tre volte quando arrivano il secondo e il terzogenito. Soltanto al quartogenito i genitori sono così rodati che difficilmente si fanno prendere dall’ansia per qualcosa che non sia un nuovo test di gravidanza positivo.
Ecco alcuni dei momenti tipici e topici che i genitori si ritrovano a vivere assieme ai propri figli.
Non temete: ne uscirete indenni. Circa. 

Il primo dentino che spunta: come sopravvivere allo choc
Tolto il dente, tolto il dolore. Sì, ma quando il dente spunta per la prima volta? Si farà sentire eccome, ben prima di rendersi visibile: noterete il vostro piccolo irritato e nervoso per via dell’inevitabile infiammazione gengivale. Ci sono genitori che si affidano al potere dell'ambra (che secondo alcuni sarebbe in grado di alleviare il fastidio) e altri che trascorrono la giornata a fare impacchi d’acqua fresca sulle arcate dentali. In realtà non è necessario fare niente di niente, se non aspettare con pazienza che l’umore nero del proprio figlio torni a rischiarare. Non preoccupatevi: passerà. Ma sappiate che vi aspettano altri 19 dentini. È una ruga quella che vi è appena spuntata sulla fronte? 

La prima pappa da dargli: no, non è detto che dobbiate rimbiancare casa…
Uno dei giorni più temuti dalle mamme e dai papà è quello in cui il pediatra pronuncia la parola "svezzamento". Introdurre le pappe nell’alimentazione di un bambino che prima di allora si è cibato solamente di latte è cosa facile a dirsi (per i pediatri) ma non altrettanto a farsi (per i genitori). La prima pappa che darete al vostro piccolo in realtà la mangerà il gatto, il cane o il vicino di casa. Lo svezzamento avviene in maniera molto graduale e bisognerà improvvisarsi giullari di corte per intrattenere vostro figlio mentre sputacchia pappetta a destra e a manca. Oltre a buffoni di corte, preparatevi a essere anche Buffon: dovrete parare non pochi lanci di crema di farro.

I primi passi: niente panico, ci siamo passati tutti!
Oltre al pollice opponibile, la nostra specie è contraddistinta anche dal fatto che deambula su due zampe quindi niente paura: prima o poi vostro figlio si alzerà e camminerà. I genitori che sono in ansia per il fatto che questo momento evolutivo non è ancora avvenuto non immaginano nemmeno cosa accadrà quando la domanda "Quand’è che camminerà?!" si tramuterà in quella molto più tachicardica del "E se adesso cade?!". Le prime cadute saranno un tuffo al cuore per i genitori, che correranno in lacrime a soccorrere il proprio bimbo armati di ghiaccio, arnica e svariati peluche. Ma visto che non c'è due senza tre (e in questo caso non c’è duecento senza trecento), sappiate che dopo i primi dieci bernoccoli sarà tutto in discesa. I bambini sanno cadere molto meglio di quanto non sappiano fare gli adulti, quindi respirate profondamente e godetevi i primi step senza paura.

Quando sentirete pronunciare la prima parola, qualunque essa sia, godetevela e tatuatevela nel cuore

La prima parola non si scorda mai
Tutti genitori sanno dirvi qual è stata la prima parola del proprio bimbo. È che in molti mentono. Dicono sempre che hanno pronunciato "mamma" o "papà" ma ammettiamolo: il più delle volte i bambini accrocchiano assieme un paio di sillabe a caso, fanno lallazioni sperimentali da dadaisti in erba oppure dicono quella che per molti bimbi è la prima informazione interessante da dare al mondo, ossia "cacca". Quando sentirete pronunciare la prima parola, qualunque essa sia, godetevela e tatuatevela nel cuore. Poi dite pure in giro che la prima cosa che ha detto è stata "apotropaico" o "lapalissiano": gli altri genitori fingeranno di credervi, come voi farete con loro.

Vuole mangiare da solo: stavolta dovete rimbiancarla proprio la casa!
Se pensavate che fosse la prima pappa a mettervi a dura prova, vedrete cosa combinerà il vostro pargolo quando incomincerà ad armeggiare il cucchiaio da solo. Ne combinerà di tutti i colori, letteralmente: preparatevi ad avere caleidoscopiche pareti della cucina, con schizzi di passato di verdura e mela grattugiata che vi faranno credere per un attimo che vostro figlio sia la reincarnazione di Satana. O di Jackson Pollock.

Il vasino. OMG!
Il primo vero passo verso l’autonomia del vostro erede al trono è quello che lo vedrà sedersi sul vasino, armeggiando lo scettro del potere. Mentre prima la pipì e la pupù del vostro piccolo dipendevano dal pannolino (e da voi che glielo cambiavate), da adesso in poi vostro figlio si sentirà cambiato davvero. Si darà arie da adulto, vi tratterà in maniera saccente e si sentirà un capo di stato. Fateglielo credere, mentre gli mettete il pannolino per non fargli bagnare il letto di notte. 

Vuole stare con la nonna. Non prendetevela: è così che funziona
Una stilettata al cuore da cui prima o poi quasi ogni genitore viene trafitto è: "Voglio nonna!". Molte mamme e papà si lasciano prendere dallo sconforto e si interrogano su dove possono avere sbagliato. Non fatela così grossa! A volte i bambini chiedono della nonna perché è lei che li vizia e li coccola ma con ciò non significa che la preferiscano. Smettetela subito di abbattervi perché vostro figlio cerca di andare in braccio alla nonna non appena la vede: spesso il trucco c’è e si chiama caramella-data-di-nascosto-appena-vi-voltate.

Non cercate di sostituire il momento della favola della buonanotte con la visione dei cartoni animati: non c’è gara con le vostre imitazioni

La favola prima di dormire
La puntata della vostra serie tv preferita sta a voi come la favola della buonanotte sta a vostro figlio, quindi rassegnatevi: entrambi non andrete a dormire prima di avere avuto quello che in cuor vostro pretendete. Godetevi questo momento tenerissimo in cui, con voce suadente, raccontate al piccolo di casa Cappuccetto Rosso, Biancaneve e tutti gli evergreen favolistici firmati fratelli Grimm e compagnia bella. Non cercate di sostituire questo momento magico propinandogli la visione dei cartoni animati: non c’è gara con le vostre imitazioni (al limite della schizofrenia) di tutti e diciotto i personaggi della fiaba in questione. 

Godetevi senza troppe ansie i primi 36 mesi dei vostri figli. Cliccate qui e troverete un perfetto alleato in Baby  Hug 4 in 1 della Chicco. Si fa in quattro, esattamente come le mamme. 

Camilla Sernagiotto

Giornalista, autrice, filologa e scrittrice. Ma il lavoro più bello rimane quello di mamma di due gemelli