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Da qui a un anno: 12 mesi per diventare mamma e papà

Alessandra e Marco sono riusciti a realizzare il loro sogno: diventare i genitori di Jonathan, il loro bimbo adottivo che li aspettava in un orfanotrofio indiano

Redazione


Alessandra e Marco sono una coppia di Novate Milanese e il loro desiderio più grande è quello di diventare genitori. Non riuscendoci dal punto di vista biologico hanno deciso di affidarsi all'adozione internazionale (VIDEO). Jonathan è un bimbo indiano, vive in un orfanotrofio e li sta aspettando. La loro storia è stata una di quelle che ha fatto piangere dalla commozione Serena Rossi, nel corso della prima puntata di “Da qui ad un anno” (adattamento italiano del format internazionale “This Time Next Year”), il nuovo programma in onda su Real Time da venerdì 30 Marzo alle 21.10.

Da qui a un anno: 12 mesi in pochi secondi
Il programma mostra le storie di persone che si impegnano davanti al pubblico a cambiare la loro vita nel corso di un anno. Ogni storia viene raccontata attraverso una sorta di “viaggio nel tempo”. La conduttrice, dopo aver posto la fatidica domanda “Qual è il tuo obiettivo da qui a un anno?”, fa uscire i protagonisti di ogni storia dalla prima porta e li fa rientrare dalla seconda. Mentre per il pubblico sono passati pochi secondi, per loro saranno trascorsi 12 mesi. Alla domanda della Rossi, Marco e Alessandra hanno risposto senza un attimo di esitazione: “Il nostro obiettivo è di adottare Jonathan: è il nostro bambino, è la che ci sta aspettando”.

"Jonathan, il nostro bimbo sei tu. Oggi siamo diventati i tuoi genitori. Speriamo che il tempo che ci separa passi in fretta: la tua mamma e il tuo papà non vedono l’ora di abbracciarti forte e non lasciarti mai più”

Il verdetto del tribunale indiano
Con la voce resa tremante dall’emozione, Marco spiega alla conduttrice: “Il tribunale indiano sta valutando se noi siamo idonei o no ad adottare Jonathan”. Lui e la moglie hanno visto il piccolo solo in foto, ma lo trattano già come se fosse effettivamente il loro bimbo. “Gli abbiamo mandato i giochini, gli album da colorare, le nostre foto…”.

La prima foto di Jonathan

Il quaderno che Marco ha portato in studio è un diario che ha cominciato a scrivere nel momento in cui hanno intrapreso il percorso dell’adozione, e quando ne legge un solo estratto la conduttrice e tutto il pubblico tirano fuori i fazzoletti. Queste le prime parole scritte al figlio dal futuro papà: “Jonathan, il nostro bimbo sei tu. Oggi siamo diventati i tuoi genitori. Mamma non fa altro che guardare la tua foto e piangere, e io non riesco ancora a realizzare. Speriamo che il tempo che ci separa passi in fretta, nel frattempo, non ti scordare che qui ci sono la tua mamma e il tuo papà che ti stra-amano e non vedono l’ora di abbracciarti forte e non lasciarti mai più”.  

Ma l'attesa per la decisione del tribunale indiano ancora non arriva: “Il passo fondamentale è questa sentenza: ogni mattina ci alziamo ed aspettiamo questa chiamata”, spiega il futuro papà. Il saluto della conduttrice è profetico: “Marco, Alessandra: da qui ad un anno entrerete da quella porta con Jonathan in braccio. Ve lo auguro davvero tantissimo”.

Ci svegliamo la mattina con lui che chiama papà, e dopo me lo trovo nel lettone che mi abbraccia e mi bacia e mi dice “mamma svegliati"

Dodici mesi dopo: we are family
I pochi secondi in cui Serena Rossi attraversa lo studio, e nello spazio-tempo del programma è passato un anno. Dalla porta arancione inondata di luce appaiono mamma, papà e bambino, tutti per mano. “Finalmente siamo una famiglia”.

Marco e Jonathan giocano per la prima volta insieme

Si ripercorrono quindi i 12 mesi che hanno permesso il realizzarsi di questo sogno. Il video di riepilogo inizia con Alessandra e Marco che, zaino in spalla, escono chiudendo la porta di casa e ripromettendosi di riaprirla in tre. Si passa per il volo aereo e l’atterraggio a Manipur, fino al primo incontro tra genitori e figlio. Niente parole, solo una musica che fa da sottofondo alle immagini di Marco che gioca con una macchinina con suo figlio. Al rientro in Italia, amici e parenti si presentano all’areoporto con tanto di cartelli “Bentornata famiglia Mangiarotti” e palloncini per accogliere a braccia aperte il bambino. Si chiude la scena dell’inizio del video, davanti all’ingresso di casa: “Eccoci qua, alla fine apriamo la porta in tre”.

Jonathan gioca con la madre nella sua nuova stanza

Il menàge quotidiano della nuova triade va a gonfie vele: “Ci svegliamo la mattina con lui che chiama papà, e dopo me lo trovo nel lettone che mi abbraccia e mi bacia e mi dice 'mamma svegliati': la giornata così non può che iniziare bene”, racconta Alessandra. “Mi sembra strano dire 'mio figlio', è una strana sensazione, però è bello”.

Il piccolo ha imparato l’italiano e sa contare perfettamente i suoi anni (tre, tra poco quattro). “A volte quando sono in cucina che faccio da mangiare e  lo vedo correre dico 'non mi sembra vero che sia qua con me'. E invece è tutto vero”, conclude la mamma, raggiante di gioia.

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