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Convivere con il doppio mento: ora si può!

Ecco a voi la travel blogger che fotografa monumenti e panorami mettendo in primo piano il suo compagno di viaggio: il mento paffuto

Camilla Sernagiotto

Non c’è convivenza più forzata di quella con il nostro corpo, specialmente quando non ci sentiamo al top della forma. Al confronto, un coinquilino disordinato, una dolce metà diventata marcia e avariata o una madre che pretende l’uso delle pattine sono tre pollici alzati.
Tra i presunti “difetti” che salgono sul podio c’è sicuramente il doppio mento.
Se non da medaglia d’oro (quella spetta sempre alla cellulite, croce e raramete delizia del gentil sesso), sicuramente il mento paffuto si merita una medaglia d’argento.
C’è però chi non solo ha trovato il modo di convivere con il doppio mento senza farne un dramma, ma piuttosto ci ha fatto un business!

No, non stiamo parlando di Botero, il celebre pittore che usava modelle curvy e plus size quando ancora non erano di moda: l’affarista di cui sopra si chiama Michelle Liu ed è una blogger americana di origini cinesi che ha creato un vero e proprio tormentone web, ossia quello di immortalare i suoi fantastici menti (sono due, a volte addirittura tre) ponendoli in primissimo piano nei suoi travel selfie. Che dietro ci sia la Statua della Libertà, il Taj Mahal o Disneyland, i veri protagonisti di ogni suo scatto sono sempre loro. 

Mentiremmo a dire che Michelle Liu non è un’eroina: sottolineare su se stessi quello che viene considerato un difetto non è cosa da tutti. Si tratta di un sintomo di intelligenza acuta e che va a braccetto con l’autoironia: basta cambiare la prospettiva, nonché la direzione verso cui tendono gli angoli della nostra bocca, e il bicchiere di colpo non diventerà mezzo pieno ma addirittura straborderà.
«Porto il mio mento in giro» risponde un po’ a la Ecce Bombo a chi le chiede che lavoro faccia. Non è da tutti avere una prontezza di spirito simile, considerando anche il fatto che si tratta di una giovanissima internauta: ha poco più di vent’anni ed è quindi nel pieno di quell’età postadolescenziale in cui per uno strano meccanismo perverso (che si chiama società odierna) alle ragazze viene la fissa dell’aspetto fisico. Eppure anche in questa società selfie-centrica —in cui si impara fin da piccoli a giocare con l’ego anziché con i Lego— c’è ancora spazio per la resistenza anti body shaming.

E, come tutte le resistenze che si rispettino, anche questa si combatte con le stesse armi del nemico. Se volete dare un’occhiata al campo di battaglia dell’eroina Michelle Liu, visitate il suo profilo Instagram.
Un vero monumento alle curve caduche, alla ciccia che penzola come una fiera bandiera di femminilità, scolpita alla perfezione dallo scalpello dell’ironia di Michelle. 
Altro che Botero: questo è il suo mo-mento.

Credit immagine di copertina: Michelle Liu

Camilla Sernagiotto

Giornalista, autrice, filologa e scrittrice. Ma il lavoro più bello rimane quello di mamma di due gemelli