Sanremo

Enzo a Sanremo: la classifica degli outfit - Day 5

Come cantava Ornella Vanoni qualche decennio fa, "la musica è finita / gli amici se ne vanno..." Ma la vera domanda è: come cavolo erano vestiti?

Enzo Miccio

Le emozioni di questo Sessantottesimo Festival della Canzone Italiana sono ancora fresche, ma cosa resterà della kermesse tra qualche settimana?
Sono pronto a scommettere che canteremo tutti a squarciagola “Una vita in vacanza” sotto la doccia, e che ritroveremo Max Gazzè e i suoi bizzarri par-dessus – dei quali tutt’ora mi sfugge il senso - sul grande schermo, protagonisti del prossimo capitolo della saga di Harry Potter.

Per quanto mi riguarda porterò con me anche un pizzico di delusione per la poca audacia della compagine maschile, che si è rifugiata in lustrini, paillettes e broccati di dubbio gusto.

Cosa dimenticheremo? Sicuramente Luca Barbarossa (molti di voi staranno già pensando “Luca chi?”), l’interminabile omelia di apertura di Don Claudio che ci ha fatto temere il peggio, la giacca in alluminio indossata venerdì sera da Pierfrancesco Favino e lo smoking bianco dell’orchestra, che ricordava le atmosfere paradisiache dello spot di un noto caffè.

Intanto vi lascio la mia classifica conclusiva, e inizio a preparare i bauli per tornare in città dopo questa lunga settimana in riviera.

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PRIMO POSTO — MA CHE TOP!
ERMAL META & FABRIZIO MORO

Mettiamo subito in chiaro le cose: non li ho messi in cima alla classifica solo perché hanno vinto il Festival. Chi mi segue sa che sono un fan della prima ora, trasudano sexycità da ogni poro e sarei disposto ad abbandonare i miei preziosissimi completi tartan per indossare un jeans strappato e partire con loro in tournée. Però la giacca color pavone che indossava Fabrizio ieri sera la lasciamo a casa… 

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SECONDO POSTO — DAI CHE CI SIETE QUASI!
THE KOLORS
Al di là delle doti canore e dell’orecchiabilità del brano, i The Kolors hanno dominato il palco durante ogni esibizione dimostrando di essere anche dei bravi performer, e le loro giacche da domatori di tigri mi hanno fatto impazzire. Vedere Stash che tamburella come un pazzo agitando il ciuffo à la Carrà non ha prezzo, anche se la tentazione di salire sul palco impugnando un rasoio elettrico è stata molto forte.

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TERZO POSTO — SENZA INFAMIA E SENZA LODE... 
RENZO RUBINO
L’ho tenuto sul podio del cattivo gusto per tutta la settimana
– ed ho avuto ottime ragioni per farlo – ma ieri sera si è presentato sul palco dell’Ariston vestito a modino: smoking, papillon e fiore appuntato sul rever della giacca. Sarà la stanchezza, ma mi sento di dargli la coccarda del terzo classificato come incoraggiamento per il futuro! 

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QUARTO POSTO — IL TROPPO STROPPIA
ROBY FACCHINETTI & RICCARDO FOGLI
Quando si sono esibiti la prima sera guardandosi negli occhi, avvolti in quelle giacche preziose, mi hanno quasi commosso. Poi li ho incrociati a metà pomeriggio con indosso giacche altrettanto luccicanti e paillettatenon era neanche l’ora del tè – e lì ho capito che “la febbre del lustrino” che ha contaminato questa edizione del Festival l’hanno portata loro

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QUINTO POSTO — RIMANDATA (A MAI PIÙ!) 
MICHELLE HUNZIKER VERSIONE "SIRENA"
Tra tutti gli outfit che si sono visti sul palco, l’abito a sirena firmato Trussardi resterà sicuramente il meno riuscito per un semplice motivo: bisogna davvero mettersi d’impegno per mortificare la silhouette asciutta e slanciata di Michelle, che risulterebbe graziosa anche se indossasse un copridivano patchwork

Il festival è finito ma se volete ripassare le lezioni di stile sanremesi di Enzo, potete leggere le precentedenti puntate qui, oppure qui, e sicuramente qui ma soprattutto qui!
Au revoir! 

Credit immagini: LaPresse e Getty Images