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Guida alla salute mentale per persone con le mani bucate

Dopo questo articolo i soldi non saranno più una scusa

Elena Viale

Chi non è familiare con l’idea di psicoterapia spesso si polarizza su una posizione nota come: “se non sei matto”, andare in analisi è un costrutto autocelebratorio per ricchi che si parlano addosso alla Woody Allen. Un atto fine a se stesso che, prevedendo un esborso di denaro in cambio di niente di davvero tangibile, si colloca tra i giochini del benessere e forse anche tra i problemi del lusso.

Per fortuna negli ultimi anni si sta affrontando un discorso di ampliamento della conoscenza: e così sappiamo che i disturbi della salute mentale non riguardano solo una classe sociale annoiata e spendacciona, ma che soprattutto ansia e depressione sono in aumento trasversalmente nella popolazione. Il 10,1% degli italiani avrebbero infatti attraversato periodi depressivi, e secondo una recente stima dell’OMS ansia e altri disturbi collegati al lavoro costerebbero all’economia mondiale una perdita di produttività quantificabile in mille miliardi di dollari annui—cifra di cui non sono sicura di saper contare gli zeri.

È stato per primo l’NHS, il sistema sanitario inglese, a dare seguito al richiamo europeo alla necessità di un’azione coordinata in materia. Da qualche anno infatti l’NHS mette a disposizione della popolazione un servizio di terapia e di consulenza - spesso telefonica -gratuita, un’ampia gamma di servizi alternativi, e cerca di comunicare l’importanza di avere cura della propria salute mentale grazie a campagne di awareness in cui compaiono membri della famiglia reale e Lady Gaga.

In Italia forse dovremo ancora aspettare un po’ per vedere Giorgione Napolitano discutere di disturbo da stress post traumatico con la Dark Polo Gang (just sayin’), ma modi per accedere a cure psicologiche a costi ridotti esistono, e anzi conviene sfruttarli altrimenti «cosa pago le tasse a fare se poi comunque la seduta di terapia settimanale mi costa 80 euro per 45 minuti da un privato?» Anche perché è vero che, a continuare a spenderci troppo, si arriva a chiedersi se con quegli stessi soldi non avrebbe potuto comprarsi un bicchiere di vino e farsi bastare il supporto degli amici*:

Anzitutto, ogni ASL ha il proprio Dipartimento di Salute Mentale, che si manifesta sul territorio in forma di  Centri per la salute mentale, o analoghi, i cui servizi sono spesso facilmente consultabili online. Qualche esempio: la pagina di accesso ai servizi per la salute mentale del Piemonte, della Lombardia, della Sicilia. Il SSN offre ad oggi principalmente due tipi di interventi: la terapia di sostegno per momenti particolarmente complessi, con un numero stabilito di sedute presso gli ambulatori dei medici di base, e il counseling di una sola seduta.

Il costo è quello del ticket, e dunque per esempio in Lombardia una seduta costa 19,50 euro, ma si possono anche prenotare cicli di sedute, in caso di bisogni specifici, a un prezzo forfettario (10 sedute a 60 euro per problemi dell’età evolutiva). Secondo il tariffario nazionale, poi, il medico di base può prescrivere fino a tre sedute con un solo ticket del costo di 36,20 euro. 

Una psicoterapia continuativa nel tempo può essere invece più facilmente somministrata dai vari enti privati affiliati al servizio sanitario nazionale: per come i servizi autonomi di psicologia—in cui esercitano psicologi di varie scuole—e consultori familiari per cui, sempre rimanendo sull’esempio in Lombardia, non è nemmeno previsto il pagamento del ticket. In molte città si stanno anche sviluppando offerte di “psicologia comunale”, ovvero psicologi messi a disposizione dal comune per urgenze e per terapie su più lungo periodo dedicate a chi non possa permettersi cure private. 

Ora il grande problema, so che lo state pensando, è che navigare l’offerta del SSN online e offline è un delirio, e oltretutto in ogni regione le strutture si chiamano in modo diverso, tanto quelle private che quelle pubbliche. Ma anche a questo c’è una soluzione, per quanto kafkiana: chiamare gli organi preposti alla semplificazione di quel mostro multiforme che è la sanità pubblica, gli Uffici di Relazione con il Pubblico, il cui numero di telefono sta proprio sotto i contatti della vostra ASL di riferimento. Oppure qui. E con questo mi pare che non abbiate più scuse.

*Mai, mai e in nessun caso gli amici sono buoni psicologi e gli psicologi buoni amici. L’alcol, poi, è un depressivo. Sì, è una vita orrenda.

Credit immagine di copertina e illustrazioni: 150UP

Elena Viale

Nella vita fa un magazine, ma ne pensa altri tre.