Toy Boy

Bambolotto a chi? Breve storia di Ken (della Barbie)

Ken, 57 anni (sop)portati benissimo.

Daniela Zuccotti

In un’epoca in cui ogni giorno si combattono fiumi d’instancabili (e nobilissime, intendiamoci) battaglie a favore delle donne, il mio innegabile spirito da crocerossina mi porta a spendere due buone parole per difendere uno degli uomini più criticati della storia: il KenDellaBarbie.
Almeno per oggi, il suo giorno!
Innanzitutto basta chiamarlo KenDellaBarbie. Sarebbe come chiamare Fedez il FedezDellaFerragni.

Per chi non lo sapesse, il Signor Ken, nato l’11 marzo 1961 in calzoncini da bagno rossi, asciugamano da spiaggia e sandali stile Baywatch, ha un cognome: Carson. E una sua personalità che si distingue dagli accessori di Barbie. Come Fedez, appunto, che si distingue dalle scarpe e dalle borse della Ferragni.

Ken è un uomo tutto d’un pezzo, inclusa la massa plastificata di capelli, che ha fatto del suo meglio per rendere felice la donna programmata per i suoi sogni.
Per accontentare le velleità di Barbie, che un giorno voleva fare la hostess, il mese dopo la rock star e il mese dopo ancora il Presidente degli Stati Uniti, Ken ha cambiato quaranta mestieri senza fare una piega. Bagnino, businessman, parrucchiere, campione olimpionico, pilota, attore, pizza boy, medico, astronauta.
Alcuni uomini dovrebbero imparare un po’ di elasticità da Ken, così magari eviterebbero di andare in panico non appena una cambia taglio di capelli.

Alla Barbie, e alle ragazze in generale, Ken è sempre piaciuto perché è un fidanzato fedele. Tipo il TottiDiIlary, che in 15 anni non ha mai fatto colpi di testa, esclusi quelli a centro campo, o il Ken Jovanotti, che ha incontrato sua moglie alle elementari.

Gli uomini, invece, hanno sempre accusato Ken Pappamolle di non avere gli attributi indipendentemente dalla patta piatta fornitagli dalla Mattel. Sì, insomma, che le famose corna con Big Jim lui se le è meritate, perché si è accontentato di un amore di plastica.
Ma scusate, lei esce dicendo che va con un’amica a fare shopping, poi l’amica ha casualmente un fratello che a sua volta ha casualmente un Big Jim e... patatrac
Vorrei vedere uno qualunque di voi nei panni di Ken, chiuso in una casa rosa, mentre il dubbio vi consuma l’acconciatura.
E comunque Ken, nel 2004, ha avuto il coraggio di lasciarla Barbie (salvo tornarci insieme due anni dopo.) Pappamolla a chi?

Ken è sempre stato un passo avanti. Così avanti che è nato un Ken nero ancora prima del suo Presidente.
Così progressista che, in nome dell’integrazione, dopo la versione afro e quella asiatica, non solo ha vestito i panni da hipster ma si è perfino fatto crescere un paio di maniglie dell’amore: omaggio al Ken MaschioDiCasa. 
Chissà se un giorno la Mattel deciderà di far venire un infarto a Salvini mettendo in commercio il KenDiKen?
In fin dei conti al Ken vogliamo bene perché sa essere un po’ sfigato nella sua impeccabile perfezione. Un po’ witty per dirla alla GeorgeClooneydiAmal. E come per George, Lorenzo, Francesco, Barack e Federico, Ken ci conferma un eterno paradigma: dietro una grande donna, c’è sempre un grande uomo. (E viceversa.)

Credit immagine di copertina: 150UP

Daniela Zuccotti

Content creator, stylist, mamma.