legami

L’amore rimane, in ogni tipo di famiglia

Come ci si comporta nei confronti dei figli quando una relazione finisce? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa e scrittrice Maria Rita Parsi

Chiara Monateri

Un evidente fenomeno dei nostri tempi è una rinnovata incapacità di comunicare, nonostante si sia immersi in una realtà che fornisce device per poterlo fare in tutti i modi ed in ogni momento. Di conseguenza anche le difficoltà post-separazione diventano un campo minato in cui c’è il forte rischio di coinvolgere, volontariamente o inavvertitamente, i figli. Abbiamo chiesto a Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta e scrittrice, che più volte ha trattato i temi della separazione e del rapporto con i figli nei suoi libri: Se non ti amo più, Le parole dei bambini e Amarli non basta, come ci si può comportare nei loro confronti quando si stanno attraversando eventi di questo genere.

Maria Rita Parsi / Getty Images

1. Evitate il coinvolgimento dei figli nel conflitto della separazione
«I bambini (o ragazzi) non devono essere coinvolti nella rottura della coppia, anche grazie al contributo e al sostegno di figure professionali. La consulenza di psicologi o psicoterapeuti, infatti,  può costituire l’antidoto alla possibilità di far ricadere i bambini nelle diatribe, nelle liti e nelle rivendicazioni di una separazione conflittuale. In questo modo si possono evitare le tante drammatiche ripercussioni sull’autostima dei minori, sul loro equilibrio psicologico e quel “conflitto di lealtà” che spesso si determina nei figli quando sono costretti a misurarsi con queste situazioni».

2. Non coinvolgete i nonni materni e paterni nel conflitto di coppia
«A questo scopo può essere d’aiuto la mediazione familiare, per non consentire ai nonni di diventare schieramenti contrapposti “a difesa” o “a giustificazione” del proprio figlio/a. Infatti, i nonni dovrebbero costituire per i nipoti un territorio di neutra e generosa accoglienza, capace di garantire una presenza solida, che non viene meno e, soprattutto, che non costituisce un ulteriore motivo di frantumazione affettiva. Proprio per questo il sostegno, anche terapeutico, alle famiglie degli ex partner, dovrebbe essere tenuto in grande considerazione nel corso delle separazioni».

Maria Rita Parsi, "Se non ti amo più", Mondadori

3. Garantite il rispetto della privacy individuale, di coppia e familiare
«Fatelo anche di fronte alle separazioni più traumatiche, come quelle dovute alla scoperta di reiterati tradimenti. Nonostante la comprensibile alterazione, la sfiducia e il disorientamento in queste situazioni non si deve trasformare la gravità degli eventi in una ossessiva e screditante  divulgazione di quanto è avvenuto. La tutela della privacy, personale, di coppia e familiare, durante e dopo la separazione, non significa infatti “lavare i panni sporchi in casa”, ma gestire i conflitti in modo ragionevole e umanamente dignitoso, terapeuticamente e legalmente corretto. Riuscendo a tutelare le prospettive future della vita affettiva, della socializzazione e anche del lavoro dei partner  ma ancor più dei figli. Difatti accompagnare i momenti più dolorosi delle storie familiari con discrezione e rispetto consente, nel tempo, un’elaborazione del lutto che porterà poi a un cambiamento realmente positivo: di crescita e di civile convivenza.

4. Non alienate mai agli occhi dei figli la figura dell’ex partner
«Evitate le forme di alienazione e di discredito del partner. E non mettete mai in atto forme di pressione o di controllo, praticate per via telematica o attuate con imposizioni della vostra presenza. Inoltre non strumentalizzate i rapporti amicali, sociali e lavorativi per mettere in difficoltà, in imbarazzo, far sentire in colpa o screditare l'ex partner, durante e dopo la separazione. È essenziale non agire così soprattutto se questo comporta il coinvolgimento dei figli o il fatto che siano costretti ad assistere “passivamente” a tali manipolative e svilenti forme di violenza».

Maria Rita Parsi, "Amarli non basta", Mondadori

5. Rispettate nel tempo la gradualità dei passaggi
«Con questa espressione s’intende la presentazione in tempistiche adeguate di nuovi partner ai figli, ma anche a parenti e ad amici. Siate rispettosi nei confronti dei bambini e non imponete loro, nell’immediato, la presenza dei vostri nuovi compagni. Cercate di mantenere un atteggiamento discreto sia a casa che nel sociale. La gradualità dei passaggi che riguardano le nuove relazioni, in una coppia che si è separata, va rispettata ed è  atto di dovuto rispetto anche nei confronti di parenti e amici. Per ciascuno di loro infatti, si tratterà di superare in modi diversi giudizi, pregiudizi, “conflitti di lealtà” e problematiche affettive che non vanno sottovalutate, ma bensì comprese».

6. Non utilizzate beni materiali per gestire il consenso e il controllo sui figli
«Non si dovrebbero mai strumentalizzare i possessi e il denaro, soprattutto quello a disposizione del partner economicamente più forte, per ricattare l’altro, per deprivarlo del benessere e della stabilità, per punirlo dell’abbandono o della fine del rapporto. E analogamente per inibire, determinando la dipendenza economica, le sue prospettive di vita futura. O ancora per farsi “risarcire”, attraverso il denaro e i beni materiali, “dell’irrisarcibile perdita dell’amore”. E, da ultimo, non si dovrebbe mai utilizzare il potere del denaro per ottenere il consenso o il controllo nel rapporto con i figli».

 

Credit immagine di copertina: Getty Images

Chiara Monateri

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