NASTRO ROSA

Il tumore al seno colpisce 50.000 donne ogni anno: l’obiettivo di AIRC è curarle tutte

Negli ultimi anni la ricerca ha raggiunto traguardi fondamentali per la cura del tumore al seno, portando fino all’87% la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi. Resta però il problema delle forme più aggressive della malattia.

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Per questo AIRC e Real Time invitano tutti a non fermarsi e a sostenere insieme il lavoro dei ricercatori per rendere il tumore al seno sempre più curabile. 
Torna a ottobre il mese di sensibilizzazione dedicato al tumore al seno: milioni di persone in tutto il mondo scelgono di indossare un Nastro Rosa per ricordare l'importanza della prevenzione e dimostrare la loro vicinanza alle donne che stanno affrontando questa malattia, che in Italia colpisce una donna su otto nell'arco della vita e rappresenta la neoplasia più frequente nel genere femminile.
Sono già state vinte molte battaglie, ma non sempre si riesce a guarire. La ricerca è l'unica strada per cambiare il destino delle donne che combattono a lungo contro forme aggressive come il cancro al seno triplo negativo, che prendono farmaci per tutta la vita per tenere a bada le metastasi o che purtroppo non ce la fanno. 

AIRC da oltre 50 anni sostiene la ricerca oncologica orientata al paziente e soprattutto alle pazienti. Tra i primi studi finanziati da AIRC c'è stata la sperimentazione della cosiddetta quadrantectomia, la tecnica di chirurgia conservativa, messa a punto da Umberto Veronesi all'Istituto Tumori di Milano, che ha permesso a molte donne di superare un cancro del seno senza menomazioni fisiche e insicurezza. È stato il primo di un gran numero di studi dedicati alle malattie oncologiche che colpiscono prevalentemente le donne.
Da allora per quelle che si ammalano le prospettive sono molto migliorate, grazie anche agli sviluppi dell'oncologia molecolare e della medicina personalizzata.
Ma abbiamo ancora bisogno di nuovi strumenti di cura efficaci, applicabili rapidamente alle pazienti. Per arrivare a questi risultati servono le capacità dei migliori ricercatori, scelti con criteri rigorosi e trasparenti.

  • 28% percentuale dei tumori della mammella rispetto al totale dei tumori diagnosticati alle donne in Italia
  • 74% donne che guariscono da un cancro della cervice uterina
  • 87% donne con cancro al seno in vita a 5 anni dalla diagnosi
  • 80% donne con cancro del seno in vita a 10 anni dalla diagnosi
  • 100% tumori della cervice uterina causati da un'infezione da Papilloma virus umano (HPV)
  • 767.000 donne italiane che convivono con una diagnosi di tumore al seno e per 35.000 di loro la malattia è metastatica
  • Le percentuali delle donne convocate per la mammografia che si sottopongono all’esame sono il 55% e per il Pap test il 39,8%
  • 2007 anno in cui il vaccino contro l’HPV è stato offerto per la prima volta e gratuitamente alle bambine nel dodicesimo anno di età
  • 2017 anno in cui il Piano nazionale di prevenzione vaccinale ha esteso la vaccinazione gratuita anti HPV anche ai maschi di 12 anni
  • 8.300 numero di nuovi casi di tumore del corpo dell’utero registrati ogni anno, il 5% di tutti i tumori femminili

LA PREVENZIONE DEL CANCRO AL SENO: COSA PUOI FARE TU? 

1. A ogni età fai il giusto controllo: è sempre consigliabile fare almeno 1 visita all'anno dal ginecologo. Per le donne tra i 40 e i 50 anni sono anche indicati esami specifici al capezzolo, specialmente se esiste familiarità con questa patologia. Tra i 50 e i 70 anni si consiglia una mammografia ogni due anni. 
2. Fai prevenzione: lo stile di vita è un alleato importante nella prevenzione dei tumori femminili. Alcune semplici indicazioni: non fumare, fare attività fisica e scegliere un'alimentazione equilibrata e ricca di vegetali. Se sei o sarai mamma e ci sono le condizioni per farlo, è consigliabile prolungare l'allattamento al seno fino ai 6 mesi di età del bambino. 
3. Fai attenzione ai campanelli d'allarme: è sempre difficile farsi coraggio e agire quando si nota che c'è qualcosa che non va. Ma essere risolutive può salvare la vita. Imparate a conoscere e ascoltare il vostro corpo, e se uno di questi indicatori dovesse apparire, consultatevi con un medico: presenza di un nodulo; rossore e ispessimento della pelle attorno al capezzolo; alterazioni nella forma del capezzolo; perdita di sangue o siero dal capezzolo; tumefazione ascellare. 

I TRAGUARDI DELLA RICERCA 

... quelli raggiunti: 
1) Bisturi di precisione: Oggi il tumore al seno si opera con tecniche di chirurgia conservativa e a volte l'asportazione del tumore e la successiva ricostruzione del seno avvengono in un unico intervento.
2) Terapie su misura: Terapie mirate agli specifici bersagli molecolari presenti sulla cellula tumorale.
3) Meno effetti collaterali: Terapie in grado di preservare la fertilità delle donne.
4) La terapia adiuvante: Grazie alla terapia adiuvante somministrata dopo l'asportazione del tumore del seno, il rischio che la malattia si ripresenti si riduce di circa il 50%.

... e quelli da raggiungere: 
1) Più cure contro il tumore al seno triplo negativo: Nel tumore triplo negativo bisogna ancora individuare bersagli molecolari contro i quali possano agire terapie mirate.
2) Nuove armi contro il tumore che resiste ai farmaci: Nonostante un successo iniziale, molti trattamenti perdono a un certo punto la loro efficacia. I meccanismi alla base di questo fenomeno di resistenza vanno conosciuti meglio, per trovare terapie più efficaci.
3) Una pericolosa diffusione da fermare: Le cellule del tumore mammario possono migrare dalla loro sede originale verso altri organi, seguendo percorsi metastatici che dobbiamo ancora imparare a bloccare.

CONVIVERE CON LA MALATTIA
I tumori femminili sono, in molti casi, quelli che hanno ottenuto i maggiori progressi nella cura, grazie alla ricer­ca condotta negli ultimi decenni. Non sempre però le pazienti riescono a guarire.
Nel caso del cancro del seno, per esempio, si calcola che in 1 caso su 10 la malattia evolva fino a dare metastasi, obbligando a un cambio di prospettiva: da guarigione completa a convivenza (non sempre semplice) con una malattia che è possibile te­nere a bada per anni (ma che rimane sempre lì), a influenzare la vita quoti­diana delle pazienti.
È comprensibile, quindi, che alcune di loro si sentano personalmente colpite dal tono a volte molto positivo delle informazioni sulla cura del cancro al seno e rivendichino maggiore atten­zione per le proprie necessità. 

Secondo stime recenti, solo il 7% di tutte le pubblicazioni dedi­cate al tumore mammario si focalizza sulla malattia metastatica, a dimostra­zione di come l'attenzione verso questi casi specifici sia ancora piuttosto bas­sa. Ciò non significa però che la ricer­ca sia ferma. Negli anni abbiamo as­sistito a un progressivo miglioramento della prognosi soprattutto grazie alle scoperte sulla biologia del tumore.
Inoltre sappiamo anche che alcuni semplici cam­biamenti nello stile di vita possono aiu­tare le donne già operate di tumore al seno a ridurre il rischio che la malattia progredisca: 
1. Tenere sotto controllo il proprio peso
2. Fare attività fisica in modo costante
3. Impostare un regime alimentare corretto per la situazione
L'aspettativa di vita è senza dubbio migliorata, passando dai 15 mesi de­gli anni Settanta del secolo scorso ai 58 mesi degli inizi del 2000, ma è an­che migliorata la qualità della vita di queste donne, che sono giovani (54 anni in media, ma l'età è inferiore a 45 anni in un caso su tre), hanno un lavo­ro e una famiglia.

Per maggiori informazioni sulla ricerca, cura e prevenzione del cancro al seno visitate nastrorosa.it

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