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Facciamo chiarezza: le bufale sul cancro al seno

Imprecisioni, credenze, false informazioni: sulla salute ne circolano moltissime, soprattutto in rete, e diverse riguardano il tumore del seno. Ne abbiamo selezionate quattro tra le più diffuse, e le abbiamo smontate per voi

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I DEODORANTI FANNO VENIRE IL CANCRO AL SENO?
Li mettiamo ogni giorno per sentirci più freschi e profumati, ma se nelle donne aumentassero il rischio di tumore del seno? I deodoranti sono protagonisti di una credenza tra le più diffuse e resistenti, anche se nessuno studio ha mostrato alcuna relazione certa tra il loro uso e il rischio di ammalarsi. In particolare si parla di due ingredienti comuni nella composizione dei deodoranti: i parabeni, sostanze conservanti con effetti antibiotici e antifungini, e i sali d'alluminio, utilizzati per la loro azione antitraspirante e antibatterica.

Le preoccupazioni sui parabeni si sono accentuate attorno al 2004, quando un gruppo di ricerca inglese ha pubblicato dei dati relativi alla presenza di tracce di queste sostanze nei tessuti tumorali di un piccolo campione di donne colpite da cancro del seno. Si sapeva che i parabeni esercitano un'azione simile a quella degli estrogeni naturali, che in alcune circostanze effettivamente promuovono sviluppo e progressione della malattia. Lo studio tuttavia era di bassa qualità, non c'era il confronto con i tessuti sani, e successivamente nessun altro studio è mai riuscito a confermare quei dati. Sia la Food and Drug Administration (FDA), l'ente americano che regola farmaci, cosmetici e alimenti, sia il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori dell'Unione Europea hanno concluso che non ci sono elementi per considerare i parabeni non sicuri.

Per quanto riguarda i sali d'alluminio, l'ipotesi è che possano raggiungere la ghiandola mammaria interferendo con gli estrogeni presenti nel tessuto e modificando il DNA delle cellule. Un'ipotesi basata sui risultati di alcuni studi condotti con topi di laboratorio, a concentrazioni di sali d'alluminio e condizioni d'esposizione molto differenti rispetto a quelle di chi utilizza un deodorante.

Se davvero ci fosse un nesso tra deodoranti e cancro, questo dovrebbe emergere dagli studi epidemiologici condotti nella popolazione

Confrontando donne che usano questo cosmetico con donne che non lo usano si dovrebbe osservare una frequenza di malattia più elevata nel primo gruppo. Invece le indagini condotte finora non hanno rilevato nulla in questo senso, come ha ricordato una revisione sistematica di tutti gli studi disponibili pubblicata nel 2016. In sintesideodoranti assolti.

IL REGGISENO FA VENIRE IL CANCRO AL SENO?
Dressed to kill, "Vestiti per uccidere": si intitolava così il libro che, nel 1995, ha dato origine alla bufala del reggiseno responsabile di aumentare il rischio di tumore del seno. Il libro è stato pubblicato a proprie spese da due antropologi americani, Sydney Ross Singer e Soma Grismaijer, convinti che il reggiseno, specie in caso di modelli molto costrittivi o rinforzati con ferretti, interferisca con la circolazione linfatica, impedendo ai tessuti della mammella di eliminare le sostanze di scarto. Secondo questi sedicenti esperti (che non sono medici né epidemiologi, né hanno pubblicato la loro teoria a una rivista scientifica) il cancro del seno sarebbe una malattia tipica delle culture in cui è diffuso l'uso di questo capo di biancheria, mentre sarebbe quasi assente nelle popolazioni in cui le donne sono abituate a stare a seno nudo. A prova di questa ipotesi, i due autori riportavano i dati di incidenza della malattia nella popolazione indigena dei Maori australiani, mostrandone un aumento via via che cresceva l'integrazione con la popolazione bianca, e dunque l'acquisizione di abitudini occidentali anche nel campo dell'abbigliamento.

A distanza di più di vent'anni questa teoria continua a circolare, nonostante sia falsa. Tanto per cominciare, il meccanismo biologico ipotizzato non ha alcun riscontro nella fisiologia del seno: a drenare la linfa dalla mammella sono infatti i linfonodi del braccio, che non vengono affatto compressi dal reggiseno. In secondo luogo, l'analisi dei dati relativi ai Maori era superficiale e non teneva conto di altri fattori che avrebbero potuto spiegare l'aumento dei casi di tumore con il crescere dell'integrazione, a partire dall'aumento delle persone sovrappeso e obese e dalla diminuzione dell’allattamento al seno.

Per eliminare ogni dubbio, nel 2014 un ricercatore del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle ha deciso di confrontare le informazioni relative a oltre 1000 donne colpite da cancro del seno e a circa 500 donne senza malattia, fra cui il modello e la misura di eventuali reggiseni indossati, il numero medio di ore di utilizzo, l'età di inizio d'uso dell'indumento e così via. Risultato: nessuna differenza nel rischio di ammalarsi tra chi lo aveva indossato più a lungo o aveva preferito modelli più stretti e chi invece ne aveva fatto un uso limitato o aveva preferito modelli più morbidi. Anche il reggiseno è assolto

I FITOESTROGENI AUMENTANO IL RISCHIO DI CANCRO AL SENO? 
Ci sono tumori, come appunto alcune forme di cancro del seno, che sono sensibili agli estrogeni. Alcuni alimenti di origine vegetale contengono sostanze con una struttura chimica e un'azione simili a quelle degli estrogeni umani, i cosiddetti fitoestrogeni. Ecco allora che viene spontaneo chiedersi (come stanno facendo da anni vari ricercatori) se una dieta ricca di queste sostanze oppure l'assunzione di integratori a base di fitoestrogeni possano aumentare il rischio di sviluppare un tumore al seno

Studiare gli effetti degli estrogeni sul rischio del cancro è complesso. Esistono molti fitoestrogeni diversi, combinati in modi diversi nei vari alimenti. Sono particolarmente presenti nella soia e in altri legumi, in cereali integrali, nella frutta secca e fresca e in molte verdure. Ma studiarli è complicato. Per ognuno di essi bisognerebbe tenere in considerazione le quantità introdotte, il periodo della vita in cui sono state consumate; inoltre vanno studiate le caratteristiche genetiche dei singoli individui, che possono interagire in vario modo con i fitoestrogeni, e quelle della flora batterica intestinale, a sua volta in grado di interagire con queste sostanze.

Al momento molti studi epidemiologici indicano un effetto protettivo da parte di diete ricche di fitoestrogeni contro molti tumori, seno compreso

Va detto però che altri studi, soprattutto indagini condotte in laboratorio con linee cellulari o animali, hanno dato risultati più incerti o contraddittori, in particolare quando i fitoestrogeni sono assunti sotto forma di supplementi.

In attesa che la ricerca arrivi a conclusioni più affidabili, conviene seguire il buon senso, evitando di consumarne esageratamente o per niente. È dimostrato che una dieta varia ed equilibrata, con una dose adeguata di alimenti di origine vegetale, contribuisca alla salute non solo contro il cancro, ma anche per prevenire malattie cardiovascolari e altre condizioni. Chi ha già avuto un tumore al seno sensibile agli ormoni, può consultare il proprio medico per capire cosa mettere in tavola in sicurezza. Anche per quanto riguarda i supplementi è meglio valutare caso per caso con il medico: per ora non ci sono dati a sufficienza per concludere che eventuali benefici associati a questi prodotti superino il rischio di effetti negativi. In sintesi: fitoestrogeni nella dieta assolti, con qualche riserva; mentre integratori a base di fitoestrogeni non sembrano essere alimenti benefici.

LE PROTESI FANNO VENIRE IL CANCRO AL SENO?
Sono sempre più diffusi nel mondo gli interventi di aumento del seno: oltre 330 mila all'anno nei soli Stati Uniti. Per quanto le protesi impiegate siano tra i dispositivi medici più controllati, è lecito chiedersi se siano del tutto sicure rispetto al rischio di ammalarsi di tumore del seno. O di riammalarsi, nel caso in cui siano impiegate per interventi di ricostruzione dopo rimozione di un tumore. I risultati di una revisione della letteratura scientifica sull'argomento, pubblicata nel 2015 da ricercatori olandesi, mostrano che le protesi non aumentano il rischio di cancro del seno. 

Negli ultimi anni, però, un numero crescente di ricerche ha portato alla luce una possibile associazione tra alcune protesi, in particolare quelle con superficie rugosa (o testurizzata, come dicono gli esperti) e un altro tipo di cancro, chiamato linfoma anaplastico a cellule grandi associato a protesi (in sigla BIA-ALCL). L'ipotesi è che questi impianti possano creare un'infiammazione cronica locale che, a lungo andare, favorirebbe l'insorgenza del linfoma. Ulteriori indagini sono in corso per chiarire meglio la situazione. Per ora queste protesi non sono sconsigliate e la malattia è molto rara: il rischio di ammalarsi varia da uno su 7000 a uno su 30000. Inoltre è altamente curabile specie se diagnosticata nelle prime fasi. I chirurghi possono consigliare qualche controllo periodico in più alle donne con protesi rugose, che comunque dovrebbero sempre contattare il medico in caso di gonfiore o dolore al seno, anche anni dopo l'intervento.

CONCLUSIONE
Tanti fattori di rischio per il tumore del seno, come deodoranti e reggiseni, sono fantasie da dimenticare. Più importante è tenere a mente quelli che sono davvero associati a una maggiore probabilità di ammalarsi: il peso eccessivo, la mancanza di attività fisica, il consumo di alcol e sigarette.

Per maggiori informazioni sulla ricerca, cura e prevenzione del cancro al seno visitate nastrorosa.it

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