pioggia?

L’impermeabile giallo, misterioso oggetto di culto della cultura pop

Perché gli impermeabili gialli spuntano su piccoli e grandi schermi da più di mezzo secolo?

Marina Pierri

È uno degli oggetti della cultura pop quasi per eccellenza: è l’impermeabile giallo, il capo di abbigliamento generalmente utilizzato per proteggersi dalla pioggia che potreste trovare in vendita anche dal ferramenta sotto casa. Diffuso, economico e, sì, iconico questo pezzo di plastica con maniche e cappuccio appare con una certa frequenza nei film e in televisione, specialmente quando in ballo c’è qualcosa di misterioso da identificare o affrontare. La ragione più evidente è poco poetica e molto pratica: il giallo è un colore segnaletico, e si presume che in climi piovosi dove la vista è limitata possa funzionare facilmente per mettere a fuoco persone e oggetti. Per approfondire le altre funzioni di questa particolare tinta proviamo a porre attenzione alle sue occorrenze pop più celebri. 

Singin’ in the Rain – Allegria
Il giallo è allegro, si dice che chi lo predilige sia ottimista ed estroverso. Non è dunque un caso, probabilmente, che dell’impermeabile giallo si sia fatta necessità virtù in uno dei film più acclamati e apprezzati di sempre: Singin’ in the Rain di Gene Kelly e Stanley Donen. L’oggetto della pellicola riporta al significato più solare del colore utilizzato per restare ottimisti anche nelle giornate più scure: è proprio quel che fanno i quattro protagonisti in un questo indiscusso (per quanto oggi possa essere percepito come un po’ sessista) capolavoro ambientato a Hollywood ai tempi della difficilissima transizione tra cinema muto e sonoro che lasciò molte stelle a casa.

I Goonies – Coraggio
La trama dei Goonies è piuttosto nota: un gruppo di ragazzi con problemi economici si avventura in solaio e scopre una mappa del tesoro dimenticata. Determinati ad aiutare la loro famiglia a racimolare del denaro necessario, quegli stessi ragazzi si lanciano a capofitto in un’impresa assai poco prudente senza mettere bene in conto le conseguenze delle loro azioni (fatta eccezione per Chunk, più vigliacco, che però ha un ottimo senso del pericolo a differenza di tutti gli altri) e infatti si imbattono nei Fratelli, una famiglia di malviventi che fa di tutto per mettere loro i bastoni tra le ruote. A indossare l’impermeabile giallo qui è il giovanissimo Sean Astin nei panni dell’iconico Mikey Walsh, il più impulsivo – e il più motivato - della gang a dispetto dell’apparenza mite. 

Dark – Pericolo
Se pensiamo al giallo pensiamo inevitabilmente a uno dei colori del semaforo, quello che in assenza degli altri due (rosso e verde) segnala pericolo. Ecco identificata, dunque, un’altra forte accezione del colore. Nella intricatissima serie tv originale Netflix il cui oggetto sono principalmente i viaggi nel tempo, a indossare il prezioso impermeabile è Jonas Kahnwald, uno dei tormentati protagonisti dello show. Anni dopo aver perduto il padre che si è suicidato, è proprio Jonas ad addentrarsi nel pericolosissimo mistero di Winden, cittadina tedesca nella quale scompaiono bambini. Siamo piuttosto distanti dai toni de I Goonies: l’atmosfera è molto più greve e principalmente dettata dalla musica sincopata; tono e registro non sono figli – non del tutto, almeno – del gusto per l’avventura anni Ottanta ma della ben più lugubre disillusione dei nostri 2010. Probabilmente, però, il capo antipioggia qui ha anche una minima funziona citazionista legata a certi romanzi di Stephen King. Vedi in basso.

It – Paura
È il romanzo della paura per eccellenza da cui sono stati tratti sia la celebre miniserie del 1990 (quella di Tommy Lee Wallace con Tim Curry nei panni del clown assassino) che il recente film (quello di Andy Muschietti dove Bill Skärsgaard dà volto a It). In entrambi figura il famoso impermeabile giallo, qui nella sua cornice quasi naturale, semplicemente imprescindibile, che dirige verso il nucleo caldo della storia ambientata a Derry, nel Maine: It è la paura stessa, una forza molto potente che si esprime visivamente proprio nei due colori giallo e rosso (quello dello dell’altro oggetto fondamentale della vicenda, il palloncino) simboleggiando anche l’innocenza che trionfa sull’orrore. 

Coraline – Curiosità
In Coraline, storia nata dall’immaginazione del grande Neil Gaiman e trasformata in un film in stop-motion dall’Henry Selick di A Nightmare Before Christmas, una bambina isolata dallo spostamento (dovuto a cause maggiori) della sua famiglia passa molto tempo da sola e viene “invitata” in una dimensione parallela da un’entità maligna. La giovane protagonista non è altri che una perfetta epigona della bambina curiosa, una discendente più o meno diretta di Dorothy Gale e Alice nel Paese delle Meraviglie. Il suo impermeabile simboleggia questo atteggiamento, talvolta rischioso, di continua scoperta ma anche – forse – la sua forza d’animo e la sua resilienza, la capacità di combattere per se stessa e per gli altri anche quando sembra con ogni risorsa possibile. 

Marina Pierri

Giornalista e docente.