FORTE

Frances McDormand, la lady vendetta del cinema

Dall’Oscar per Fargo dei fratelli Coen al recente Golden Globe per 3 manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, ritratto di un’attrice non convenzionale, burbera e schietta come i personaggi che interpreta

Valentina Barzaghi

Con Frances McDormand è difficile capire dove finisca la donna e inizi l’attrice. Famosa per i suoi personaggi dal carattere ruvido e dalla battuta tagliente, l’interprete premio Oscar per Fargo dei fratelli Coen e del recentissimo Golden Globe per 3 manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh – in uscita nelle sale italiane oggi e assolutamente da non perdere – ha spesso dimostrato di avere molti tratti in comune con le figure femminili che interpreta per il grande schermo.

Proprio come avrebbe fatto Mildred Hayes, la protagonista di 3 manifesti a Ebbing, Missouri, di passaggio al Festival del Cinema di Venezia lo scorso settembre per presentare il film del regista inglese, Frances McDormand ha cavalcato il red carpet senza nessuna referenza, regalando sul finale anche qualche gestaccio ai fotografi che si lamentavano per la sua fretta. 

Ai Golden Globes 2018, vestita anche lei di nero contro le molestie, è salita sul palco a ritirare il premio che la stampa straniera a Hollywood le ha assegnato come Migliore attrice in un film drammatico, iniziando così il suo speech: «Well, I have a few things to say». Da quel momento, tutti sono stati certi che avrebbe regalato una delle sue memorabili stoccate. E così è stato. Con la beffarda ironia che la contraddistingue, Frances McDormand ha dapprima scherzato invitando le ragazze in gara nella stessa categoria a bere con lei tequila al bar, per poi affrontare l’attualissima questione femminile a Hollywood – e in America in generale – lanciando frecciate ai piani alti e terminando con un «Sapete che tengo le mie idee politiche per me, ma è stato fantastico essere qui stasera e partecipare a questo spostamento teutonico nella struttura del potere all’interno dell’industria cinematografica. Credetemi, le donne in questa stanza stasera non sono qui per il cibo. Siamo qui per il lavoro. Grazie». 

A Frances McDormand d’altronde non è mai interessata tanto la forma, quanto la sostanza di quello che dice e fa. Famose rimangono le sue battute in merito ai ruoli che ha interpretato nei film dei Coen, dove afferma scherzosamente di avere avuto una prelazione visto che «fa sesso con il regista». Se è vero che è sposata con Joel Coen dal 1984, la sua ironia in merito ci dimostra come la McDormand sia sicura di quel talento che mai nessuno ha messo in discussione e che la rende una delle attrici più apprezzate della nostra epoca. 

Breve storia
Frances McDormand ha compiuto 60 anni lo scorso 23 giugno. È nata a Chicago ed è figlia adottiva di un pastore protestante e di un’infermiera canadesi. Dopo un’infanzia nomade, la famiglia si stabilisce in Pennsylvania, dove la ragazza prende il diploma. Dopo aver frequentato la Yale School of Drama – nel 1982, lo stesso anno dell’attrice Holly Hunter, con cui poi dividerà un appartamento insieme anche a Sam Raimi, i fratelli Coen e per un periodo anche con Kathy Bates – ottiene la sua prima parte in Blood Simple dei fratelli Coen.

Joel Coen
Sia la vita professionale sia quella privata di Frances McDormand sono legate a doppia mandata con quelle dei fratelli Coen. Come ci siamo detti, è a loro che l’attrice deve il suo primo ruolo per il grande schermo: in Blood Simple la McDormand è Abby, una donna che viene pedinata dal marito per poi finire in una classica dark comedy alla Coen. Sul set conosce e s’innamora di Joel Coen, che sposa quello stesso anno. È il 1984. A oggi la coppia non dà nessun segno di cedimento: i due hanno un figlio, Pedro McDormand Coen, adottato in Paraguay. Insieme hanno lavorato a sette film: Blood Simple (1984), Arizona Junior (1987), Crocevia della morte (1989), Fargo (1996), L’uomo che non c’era (2001), Burn After Reading (2008) e Ave, Cesare! (2016). Sono otto se contiamo che è stata anche la voce narrante di Barton Fink - È successo a Hollywood (1991). 

Fargo
Film di grande impatto per la cultura americana, Fargo (1996) è valso a Frances McDormand un Academy Award come Miglior Attrice Protagonista e il consolidamento della sua fama come interprete cinematografica. Nonostante si fosse già fatta notare in film come Mississippi Burning di Alan Parker – con Gene Hackman e Willem Defoe, sui tre attivisti morti nel 1964, che le permise di essere candidata agli Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista – o la serie tv Hills Street Blues, è stato grazie a Fargo che l’attrice ha fatto il grande salto di carriera. Frances McDormand è la poliziotta Marge Gunderson, chiamata a risolvere un caso in bilico tra tragedia e nonsense, durante gli ultimi mesi della sua gravidanza. Marge ha molte delle caratteristiche che interesseranno alla McDormand anche nella scelta di personaggi a venire, tra cui quello di Mildred in 3 manifesti a Ebbing, Missouri in primis: non gode di una cultura particolarmente alta, ha forti legami con il suo ruolo di donna all’interno del nucleo familiare (madre-moglie-figlia), sfida l’ottusità che la circonda con il buonsenso e un’innata idea di giustizia. È stata Frances McDormand stessa a dire che Mildred è una «Marge cresciuta». 

Wes Anderson, Paolo Sorrentino e gli altri
Tra tutti i film a cui Frances McDormand ha preso parte post-Fargo, i nostri preferiti sono: Paradise Road di Bruce Beresford, un dramma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale in cui recita al fianco di Glenn Close, Quasi famosi di Cameron Crowe, dove è la madre dell’aspirante giornalista musicale interpretata da Patrick Fugit, This Must Be The Place di Paolo Sorrentino, al fianco di Sean Penn, e infine Moonrise Kingdom di Wes Anderson, in cui è la madre della giovane sognatrice Suzy Bishop. Per ciascun ruolo Frances McDormand è riuscita a bilanciare sia gli aspetti più sbrigativi e burberi del suo carattere, sia quelli più dolci e fragili. Uno dei personaggi che meglio rappresentano queste due essenze coesistenti del suo animo come donna e attrice è quello che ha interpretato nella mini-serie HBO Olive Kitteridge e che le è valso un Emmy nel 2015. Nel lavoro a puntate di Lisa Cholodenko (I ragazzi stanno bene) tratto dai racconti di Elizabeth Strout, la McDormand interpreta una ex professoressa di matematica in pensione, che nella piccola cittadina del Maine in cui vive non è certo nota per il suo carattere e i suoi modi affabili. Nonostante il suo cinismo dilagante però, Olive – è questo il suo nome – è una donna che non riusciamo mai a odiare fino in fondo, poiché impersonifica l’umanissima paura del rifiuto da parte degli altri e la disillusione delle aspettative, che spesso si affrontano attraverso una negazione preventiva. 

Il Golden Globe per 3 Manifesti a Ebbing, Missouri: sarà anche Oscar?
Ai Golden Globes 2018 Frances McDormand si è aggiudicata il premio come Migliore attrice in un film drammatico per la sua interpretazione di Mildred Hayes in 3 Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, premiato invece come Miglior film drammatico. Il regista inglese dopo In Bruges (2008) e Sette Psicopatici (2012), ci regala il suo (attuale) capolavoro.
Abituato a mettere in scena film ad alto contenuto di testosterone, McDonagh questa volta si focalizza su una protagonista femminile: una grandiosa eroina contemporanea che porta sul grande schermo un nuovo e spiazzante archetipo femminile.Mildred Hayes è una madre ferita che entra in guerra contro l’autorità costituita – la Polizia locale, la Chiesa, la cittadina – perché si limita a rappresentare il giusto senza compierlo. Sua figlia è stata violentata e uccisa, ma nessuno se ne occupa: tocca a lei mettere in discussione il perbenismo di facciata di chi la circonda attraverso alcune domande che affigge senza paura su tre grossi cartelloni pubblicitari all’ingresso di Ebbing, proprio vicino a dove sua figlia ha perso la vita.

Mildred, nel corso della sua ostinata battaglia, indossa una divisa da Rambo – una bandana, una tuta, zero trucco, armi – non per snaturarsi come donna, ma per essere presa in considerazione da un universo maschile ottuso, che altrimenti non la starebbe a sentire e non la affronterebbe a armi pari. Mildred è uno dei personaggi femminili più completi, drammatici e stupefacenti portati sul grande schermo in tempi recenti. Una donna forte, ma fragile al tempo stesso, che deve riuscire a vincere la sua guerra contro l’indifferenza e l’ignavia prima di crollare.

Se i Golden Globes sono l’anticamera agli Oscar, meritatissima sarebbe una candidatura di Frances McDormand come Miglior Attrice Protagonista e, perché no, un’altra vittoria. I tempi sono maturi perché sia un personaggio femminile come Mildred Hayes ad avere la meglio anche sull’Academy.

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.