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Le mille vite di Maggie Smith

Tanti la ricordano come la famosa professoressa Minerva McGranitt di Harry Potter, ma la carriera di Maggie Smith è costellata di moltissimi altri successi e moltissime altre vite

Daniele Biaggi

Se non siete fan di Downton Abbey, serie tv anglo-americana in cui ha interpretato il ruolo dell’iconica e brillante Contessa Madre di GranthamMaggie Smith probabilmente, coincide nel vostro immaginario con la puntigliosa Professoressa McGranitt di Harry Potter. L’altrettanto iconico ruolo nella saga cinematografica più importante del terzo millennio ha dato a Smith una nuova vita artistica, esattamente nel momento in cui questa sembrava destinata a declinare sul viale del tramonto al termine di una carriera costellata di picchi apicali.

Perché se è vero che la ricorderemo sempre così, con un cappello appuntito e l’aria accigliata, c’è da riconoscere quanto la sua carriera sia costellata di così tanti riconoscimenti da avere pochi paragoni nell’ambiente: 2 premi Oscar, 3 Golden Globe, 5 premi Bafta, 5 Screen Actor Guild Awards, 4 Emmy e un Tony in quasi 60 anni di attività. A discapito del curriculum di tutto rispetto, per le nuove generazioni (chi vi scrive incluso) è difficile ricondurla alle pellicole che l’hanno resa grande. Il primo Oscar, come attrice protagonista, arrivò nel lontano 1970 per quella che viene considerata la sua interpretazione più intensa ne La strana voglia di Jane.

Gli anni ’70 rappresentano l’età dell’oro per Smith: nell’ultima parte del decennio (1978, per la precisione), prende parte all’adattamento cinematografico di uno dei capolavori di Agatha Christie, Assassinio sul Nilo, insieme a un cast stellare composto da Bette Davis, David Niven, Mia Farrow e Angela Lansbury. Ed è proprio in quell’anno che arriva anche il secondo Oscar, questa volta come Miglior attrice non protagonista per California Suite, in cui, affiancata da Michael Caine, interpreta – fatalità della sorte – un’attrice lunatica tra le candidate all’Oscar. 

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Gli anni ’80 la vedono ancora tra le protagoniste del grande schermo, e anche nei ’90 riesce ad assestare colpi interessanti in ruoli secondari all’interno di pellicole famosissime: è l’anziana Wendy in Hook – Capitano uncino di Steven Spielberg e la Madre Superiora del convento in cui si rifugia Whoopi Goldberg nelle due pellicole di Sister Act. Il decennio termina con un ruolo meno pop in Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, al fianco di Cher e Judi Dench.

Se sembra incredibile la costante presenza sulla cresta dell’onda per oltre 30 anni, è ancora più sbalorditivo quanto, in entrambi i decenni successivi, le scelte artistiche le abbiano donato un successo maggiore di quanto non ne avesse ottenuto in passato. Certo, si tratta di ruoli popolari che non hanno mai portato grandi riconoscimenti della critica come in passato, ma le hanno regalato l’amore del pubblico.

Molti aspetti uniscono la Professoressa McGranitt e la Contessa Madre di Grantham: sono donne decise, autorevoli, sagge e assai buone, che nella dinamica narrativa rappresentano un punto di riferimento imprescindibile allo svolgersi delle vicende. In entrambi i casi si tratta di ruoli all’interno di una dinamica corale, in cui però Smith (soprattutto in Downton Abbey), emerge per una mimica facciale senza eguali e un’interpretazione scioltissima e disinvolta.

Ed è proprio la sua mimica facciale ad averla resa grande anche nel mondo social, più recentemente, ennesima prova di un successo popolare che non ha paragoni al mondo. Le sue espressioni vivono di vita propria nel circuito dei meme e delle parodie: scisse dal contesto in cui sono nate, hanno acquisito un nuovo significante che le ha rese grandi e imperiture, almeno nella cultura pop-trash.

L’ennesima vita di Maggie Smith.

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Una vita fatta anche di momenti difficili, come la morte del secondo marito nel ’98 e la scoperta di un tumore al seno durante le riprese dell’ultimo capitolo di Harry Potter, scoperta che non le ha però impedito di portare a termine il proprio lavoro con una prova artistica e umana encomiabile. La malattia, come dichiarato dalla stessa Smith successivamente, si è risolta con una completa guarigione.

Oggi Maggie Smith sembrerebbe essersi ritirata a vita privata: le ultime pellicole risalgono al 2015 e anche in occasione delle recenti voci che vorrebbero nell’immediato futuro un film celebrativo di Downton Abbey, ha dichiarato mezzo stampa come si immagini il funerale del suo personaggio quale unico possibile incipit dell’eventuale pellicola.

D’altronde, a 83 anni appena compiuti, l’unica vita che le mancava da vivere sembra proprio questa, una tranquilla vecchiaia lontana da palchi e cineprese.

Credit immagine di copertina: Getty Images

Daniele Biaggi

Giornalista freelance e media content creator