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Cry him a river, ma neanche troppo: storia e successo di Justin Timberlake

Breve vademecum per riempire gli stadi del mondo e non solo, partendo dal Mickey Mouse Club

Daniele Biaggi

La vulgata ufficiale vuole che Justin Timberlake abbia mosso i primi passi in campo artistico insieme a Christina Aguilera, Britney Spears e Ryan Gosling nella storica edizione americana del Mickey Mouse Club. Quasi vero: la primissima apparizione, di poco antecedente, risale in realtà a uno dei predecessori dei talent show odierni, andato in onda tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 negli States, Star Search

Il video di una delle esibizioni si trova su Youtube (sempre sia lodato): la qualità è quella di una recita di Natale in una scuola paritaria della provincia bresciana, tanto che ci si potrebbe stupire del fatto che, oggi, quello stesso ragazzino sia una popstar capace di riempire gli stadi in giro per il mondo.  

Ma undici anni li abbiamo avuti tutti: la “fortuna” è che noi frequentavamo l’oratorio la domenica pomeriggio, Justin Timberlake i programmi in prima serata della tv americana.

Per cominciare a vedere qualche esibizione da vera popstar bisognerà aspettare il Mickey Mouse Club. Lì si che si faceva sul serio.

Fin qui la storia è piuttosto lineare: nasci talentuoso e con un bel visino, e intraprendi una carriera artistica che ti porta in programmi per bambini e ragazzi. A un certo punto però, arrivano gli NSYNC.

Il gruppo, formato da Justin, Lance Bass, JC Chasez, Joey Fatone e Chris Kirkpatrick ottiene dapprima un buon riscontro in Europa nel 1996, per poi guadagnarsi il successo oltreoceano nel ‘98. La band, che in quegli anni si contenderà la scena con altre formazioni (Backstreet Boys e Five su tutti), pubblicherà 4 album fino al 2002, anno dello scioglimento

Justin Timberlake and NSYNC, nel 1999 / Getty Images

A quel punto, Justin ha già pronto il primo album da solista che lo porterà in un battito di ciglia ad accaparrarsi 2 Grammy Awards. Il 5 novembre 2002 esce Justified, il cui secondo singolo estratto è quel capolavoro dal titolo Cry me a river, che porterà il mondo a guardarlo non come un rischioso esperimento fuori dal recinto che gli ha dato i natali, ma una vera popstar pienamente in grado di portare avanti la propria carriera solista.

Come dicevamo, la storia perde di linearità, e infatti stavamo quasi dimenticando un pezzo per strada. E che pezzo: dal 1998 al 2002 – stiamo ancora parlando del periodo NSYNC – Justin vive una lunga relazione con la principessa del pop Britney Spears. Per capire l’entità della questione, sarebbe un po’ come se oggi Rihanna e Bruno Mars venissero pizzicati insieme, e poi via sulle passerelle di eventi e premiazioni, o come se Beyoncè e JAY-Z… ah no, questa è vera. Insomma, ci siamo capiti: il re e la regina erano una coppia, e questo bastava a catalizzare l’attenzione dei media oltre misura. 

Justin Timberlake e Jessica Biel / Getty Images

Dopo Britney arrivò Cameron Diaz (dal 2003 al 2006) e infine Jessica Biel, che sposerà il 19 ottobre 2012 in Puglia e da cui avrà una figlia nel 2015, Silas Randall Timberlake.

Chiuso il capitolo sentimentale, possiamo tornare alla carriera musicale. Eravamo rimasti al 2002, l’anno della consacrazione a livello mondiale grazie a un album dalle tinte R&B e hip hop. Il 2003 è probabilmente da considerarsi l’epoca d’oro della carriera di Justin: l’uscita di Senorita, la partecipazione al singolo Where is the love dei Black Eyed Peas e l’avvio del primo tour mondiale lo hanno reso un Pirro 2.0, capace di trasformare in oro tutto quello che toccava. Il successo di quel periodo lo porterà all’esibizione durante l’half time show del Super Bowl l’anno successivo.

E qui dobbiamo aprire un’altra parentesi.

L’episodio è noto: al termine della performance con Janet Jackson, proprio durante lo show, Justin strappò un lembo del vestito alla partner, lasciandola con parte del seno scoperto di fronte a decine di milioni di persone. Un incidente? Non si è mai capito. Sembrerebbe – stando alle dichiarazioni rilasciate dai due – che si sia trattato di un errore. Fatto sta che per Jackson fu l’inizio della fine – Omnia munda mundis, ma solo se sei un uomo – mentre per Justin l’ennesimo espediente a tenerlo sulla cresta dell’onda. 

Il 12 settembre 2006 pubblica il suo secondo album, FutureSex/LoveSound, ennesimo successo planetario grazie a tracce come What Goes around… Comes Around. Nel frattempo il buon Justin, non pago di tutta questa attività, diventa anche produttore, contribuendo – tanto per fare alcuni nomi – a produrre artisti del calibro di Madonna e Duran Duran.

A questo punto però, è necessario un nuovo excursus, perché Justin Timberlake non è solo una popstar celebrata, ma anche un attore discretamente affermato. L’avventura cinematografica parte nel 2005 con Edison City e Alpha Dog – onestamente nulla d’imperdibile – ma ridendo e scherzando (neanche troppo), è riuscito a collezionare interpretazioni di tutto rispetto: The Social Network di David Fincher, l’indimenticabile Amici di Letto nel 2011, A proposito di Davis dei fratelli Coen e perfino il recentissimo La ruota delle meraviglie di Woody Allen.

Justin Timberlake e Jesse Eisenberg nel film "The Social Network" di David Fincher, 2010

E aver citato quest’ultimo film ci permette di ricollegarci al presente. Chi è Justin Timberlake oggi? Sicuramente la somma di tutte le esperienze descritte finora, ma, alla soglia dei 37 anni, sta forse vivendo uno dei primi momenti di difficoltà della propria carriera, e il risultato non proprio entusiasmante del nuovo singolo e dell’album è solo una delle ragioni. Justin, infatti, non è stato risparmiato dal turbine di polemiche e discussioni che sta colpendo lo star system americano: recentemente è riemersa la questione del Super Bowl di oltre 10 anni fa, e lui ha ammesso come i media – e il sistema, più in generale – abbia adottato due metri e due misure per lui e Jackson, dovendosi quasi scusare dell’accaduto. Nelle scorse settimane è stato molto criticato anche per la scelta di aver partecipato all’ultima pellicola di Woody Allen, attualmente condannato a una damnatio memoriae retroattiva per le vicende familiari che lo avrebbero visto coinvolto in presunti (ma mai confermati) abusi sulla figlia.

Insomma, Justin oggi è un ottimo bersaglio. Fossimo in lui, passeremmo questo compleanno a festeggiare insieme alla famiglia. Un giro al parco, una passeggiata, magari una vacanza in attesa di tempi migliori. Tanto, con quel faccino lì, arriveranno sicuramente.

Credit immagine di copertina: 150 UP

Daniele Biaggi

Giornalista freelance e media content creator