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Riconoscere la violenza all’interno di una relazione e reagire

Se il vostro partner sta manifestando avvisaglie di comportamenti violenti, dovete agire al più presto: l’esperta spiega come riconoscere i segnali e comportarsi di conseguenza

Chiara Monateri

«La violenza contro le donne, in molti casi, precipita in una spirale rapidissima perché le stesse vittime preferiscono ignorare la gravità della questione e lasciar correre per il bene della coppia o dei figli», racconta Sara Elena Anna Bruni, psicoterapeuta di gruppo e individuale specializzata in maltrattamenti sulle donne, operante sia privatamente sia all’Opera San Francesco per i Poveri di Milano, che abbiamo incontrato per capire come riconoscere i segnali di un comportamento abusivo.

Un errore enorme che potreste fare è infatti proprio quello di fingere di non notare gli episodi, aspettando che le cose si risolvano da sole: questa è una mera illusione che non si concretizzerà, e l’ulteriore attesa rischierebbe soltanto di mettere a repentaglio la vostra sicurezza. Ecco di seguito i segnali indicati dalla psicoterapeuta e come agire tempestivamente per chiedere aiuto.

Le avvisaglie della violenza da riconoscere subito:

Il vostro partner grida e vi umilia
«Sebbene non vi abbia sfiorato, questa è comunque violenza. Il fatto che il vostro compagno vi abbia umiliate a parole anche solo una volta è un chiaro segno che vi dovete allontanare al più presto, perché succederà di nuovo, degenerando. Ricordatevi che la violenza psicologica è invisibile, ma rimane pur sempre violenza e in quanto tale va denunciata».

Il vostro compagno vi critica sistematicamente
«Le critiche continue su più fronti, volte a un abbassamento vertiginoso della vostra autostima, sono tipiche del comportamento abusivo. Se l’attacco è bilaterale (cioè sia voi che il partner vi state aggredendo reciprocamente), probabilmente si può trattare di un violento litigio, ma se l’assalto è continuo e unilaterale (ovvero solo verso di voi), è un chiaro segno che dovete andarvene».

Le vostre opinioni e realizzazioni vengono ignorate
«Se il vostro compagno ignora totalmente le vostre opinioni e aspirazioni è perché il suo narcisismo è ormai alle stelle. Inoltre, se siete da un punto di vista lavorativo siete più appagate di lui, socialmente ma soprattutto economicamente, egli tenderà a sminuirvi e abbassarvi sempre di più, per potervi così dominare in maniera assoluta».

Venite trattate male in privato, in pubblico e in famiglia
«Da principio la violenza più subdola può iniziare con delle battute sgradevoli in privato, spesso create ad hoc sulle vostre insicurezze o su argomenti che vi stanno a cuore, creando un triste imbarazzo e mettendovi a disagio. Da questo punto parte una escalation in cui si passa a osservazioni sempre più frequenti e pesanti, che fanno oltrepassare al partner il confine tra privato e pubblico: ciò solitamente accade nei casi in cui si è già arrivati ad un livello grave di violenza domestica. Se il vostro compagno arriva a maltrattarvi in pubblico, davanti ai vostri amici e alle vostre famiglie sicuramente questi se ne accorgeranno e l’errore più grande che potreste fare è negare tutto: ascoltateli e accettate subito il loro aiuto».

Dà la colpa a voi quando perde le staffe
«È comunissimo che a detta di un partner violento siate voi la causa del suo dare in escandescenza: questo non avverrà solo per questioni importanti, ma anche per quelle “inesistenti”. Per farvi un esempio: “perché avete messo troppo sale nella pasta”. Tali attacchi potrebbero essere indirizzati sui più svariati fronti della vostra relazione e manifestarsi come affermazioni in cui le colpevoli siete sempre e solo voi: “Non fai abbastanza sesso con me”, “Tu non mi fai sentire abbastanza uomo”, “Sono depresso per colpa tua”».


Va spesso fuori di testa
«Questo atteggiamento non solo si ripeterà, ma potrebbe anche peggiorare, accompagnandosi con l’alzare le mani o con episodi di umiliazione nei vostri confronti. Arrivati a questo stadio il solo narcisismo non è più un supporto sufficiente per la personalità violenta, che deve prendersela compulsivamente e fisicamente con qualcuno».

Vi controlla a livello emotivo
«Il controllo emotivo è uno dei pericoli più subdoli, perché all’inizio può essere camuffato anche molto elegantemente da affetto e attenzioni, per poi degenerare nell’asfissiamento. Non si parla solo di controllo sulla vostra vita sociale – quindi il divieto di uscire con i colleghi o di fare qualsiasi attività che presupponga trascorrere del tempo da sole con altre persone, e in particolare uomini – ma anche di costrizioni continue e domestiche. Come il volervi forzare a stare sul divano ad assecondare ciò che vuole fare lui, queste forzature in privato spesso diventano molto fisiche».

Controlla le vostre finanze
«Questa azione fa parte dell’escalation della violenza. Il vostro compagno potrebbe bloccarvi il conto all’improvviso, impedirvi di comprare certi vestiti che lui ritiene provocanti o vistosi e che vi renderebbero troppo “visibili” agli occhi degli altri uomini, fino a controllare davvero tutto quello che vi riguarda. Molte donne maltrattate subiscono infatti delle trasformazioni evidenti non solo in quanto “imprigionate” dagli abusi, ma anche trascurando evidentemente l’aspetto esteriore. Una conseguenza è rappresentata dal palese aumento o perdita di peso: molte donne dimagriscono o ingrassano visibilmente perché in queste situazioni al partner può sfuggire la quantità di cibo assunta per sfogare la disperazione. Anche quando il cambiamento viene a galla, però, non viene comunque interpretato come una richiesta d’aiuto, ma solo come un nuovo appiglio utile per attaccare e far sentire la vittima sempre più impotente».

Vi forza ad avere rapporti sessuali
«La forzatura ai rapporti può avvenire a vari livelli, da quelli più subdoli in cui venite accusate di non soddisfarlo abbastanza o di non essere in grado di avere una vita sessuale “normale”, fino allo stupro vero e proprio, che, ribadiamolo, è da definirsi tale anche se avviene all’interno di una coppia».

Ferisce o minaccia voi e i vostri bambini
«Nel caso non aveste bambini, magari si orienterà verso i vostri familiari o amici. Questo è quello che succede a uno stadio molto avanzato del processo di violenza, in cui avreste già dovuto denunciare tutti i comportamenti antecedenti: arrivare a tal punto significa già trovarsi a rischio di vita e non bisogna attendere un secondo in più nel chiedere aiuto immediato».

 

Come comportarvi:

Chiedete immediatamente aiuto
«Parlatene subito con un’amica o una persona fidata che possa starvi vicina e rivolgetevi al più presto telefonicamente o di persona a un centro anti-violenza, dove troverete tutto il supporto necessario per affrontare la situazione».

Ricordatevi che nessuna “se lo merita”
«Moltissime donne credono inconsciamente di “meritare” la violenza subita, perché la loro esperienza è stata segnata da episodi in cui hanno subito o assistito ad abusi o in cui non hanno ricevuto la necessaria considerazione emotiva da parte dei familiari. Ricordate che nessuna merita alcun comportamento vagamente violento da parte del proprio compagno, anche perché questi episodi, da principio sporadici, la maggior parte delle volte sfociano in vero e proprio abuso».

Applicate una rottura totale
«L’interruzione di qualsiasi contatto con la persona violenta deve essere totale, senza nessuna mediazione. I centri anti-violenza, una volta contattati, supportano le donne a sparire totalmente, aiutandole anche a traslocare repentinamente portando via i bambini e tutto il necessario. Il problema nel compiere questo salto, spesso, è la mancata convinzione della vittima stessa, sia nell’andarsene che nel denunciare. La denuncia in sé è una parte fondamentale, perché grazie a questa la donna si convince del bisogno di ripartire e dell’urgenza di garantirsi un percorso al termine del quale non arrivi più a trovarsi in situazioni di questo tipo».

Siate consapevoli della necessità della terapia
«Nei casi di violenza non basta allontanarsi dal compagno per estirpare il problema alla radice: bisogna infatti essere consapevoli che è necessario raggiungere uno stato mentale in cui si è sicure che non accadranno più situazioni abusive affini. Per fare questo occorre accettare che tale conquista deve passare da un percorso di terapia con degli specialisti, in grado di aiutare la vittima a ricostruire tutto quello che è stato spazzato via dalla violenza, a partire dalla propria autostima».

Evitate ogni situazione in cui potreste incontrarlo
«Senza se e senza ma: se pensate che potreste incontrarlo in alcuni luoghi, allora evitateli (anche se, in una situazione ideale, questa persona dovrebbe essere in cura e non alla vostra ricerca). Se lui si presentasse a casa dei vostri familiari o amici andate subito alla polizia, che secondo la procedura relativa alla legge sullo stalking gli farà un primo ammonimento. Nella maggior parte dei casi basta un ammonimento a tenere lontane queste personalità, ma se si dovesse ripetere un episodio simile segnalate di nuovo, in modo che, a questa ulteriore segnalazione da parte vostra, parta l’effettiva denuncia».

Ricordatevi che:
«Anche nei casi che “sembrano” meno gravi, in tutte le situazioni in cui vi sentite ignorate, maltrattate, umiliate, isolate, rese invisibili e non volute, dovete sempre rivolgervi a qualcuno. Questo può all’inizio essere un’amica, ma deve sempre e comunque confluire in uno specialista, perché è necessario che intraprendiate un percorso per tornare a conquistare la vostra autostima e a ricordarvi del vostro valore. Per essere finalmente sicure di non reiterare le stesse scelte, e prima che sia troppo tardi».

Illustrazioni di Valeria Crociata

Chiara Monateri

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