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L’amore non è ossessione: la storia di Sara Di Pietrantonio, uccisa e data alle fiamme dal suo ex fidanzato nel 2016

Sara Di Pietrantonio aveva 22 anni quando è stata uccisa e il suo corpo bruciato a Roma dall’ex fidanzato stalker: ecco la sua storia

Claudia Ricifari

Morire quando finalmente torni a essere felice. Quando pensi di aver ripreso in mano la tua vita e di essere libera. Libera da quello che avevi scambiato per amore e invece era possesso, ossessione.
È ciò che è successo a Sara Di Pietrantonio, la ragazza di 22 anni uccisa dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano, la notte tra il 28 e il 29 maggio 2016 e bruciata sul ciglio di una strada, nella periferia di Roma. 

Sara e Vincenzo si conoscono nell'estate del 2014 in un centro estivo dove entrambi lavorano come animatori. È una ragazza solare, piena di vita e di interessi. Uno su tutti la danza. Forse sono proprio la sua energia e determinazione a conquistare Vincenzo.
La relazione prosegue per due anni, ma inizia a incrinarsi per via delle continue litigate a causa della gelosia morbosa di lui.
Eppure Sara è innamorata di Vincenzo e questo la spinge a credere alle sue promesse. Che sarebbe cambiato, che avrebbe tenuto a freno la sua impulsività, che avrebbe smesso di seguirla nei suoi spostamenti e di controllarla con il cellulare.
«Sara stava bene in apparenza,» racconta la madre Concetta, che ricorda come all'inizio Vincenzo si sia presentato come un ragazzo educato e composto. Ma la realtà era ben diversa.
Dai messaggi che i due si scambiavano, infatti, emerge che lui vessava continuamente la fidanzata, dandole della poco di buono, criticandone il comportamento e l’abbigliamento, sminuendola e umiliandola

Sara Di Pietrantonio

Col passare del tempo Sara si rende conto che Vincenzo non sarebbe mai cambiato. Poche settimane prima di quella tragica notte del 2016 decide finalmente di lasciarlo. E intanto stringe un legame, inizialmente di sola amicizia, con Alessandro, uno dei suoi compagni di università. Per Vincenzo è un affronto impensabile: non accetta che Sara l'abbia lasciato e che provi dei sentimenti per un altro. 
Inizia così per Sara un calvario in cui subisce le persecuzioni del suo ex, fatte di appostamenti, imboscate, intrusioni nei suoi social, messaggi e sceneggiate. Al punto che tra le chat ottenute dal PM—con rogatoria internazionale da Facebook—si capisce la preoccupazione di questa 22enne, che sfinita chiede a quello che sarebbe diventato il suo carnefice «Perché vuoi uccidermi?», ricevendo come risposta, «Cambierebbe qualcosa?»
L'ultima scenata accade il 21 maggio, poco più di una settimana prima dell'omicidio. Quella sera Sara e Alessandro accompagnano a casa un'amica e dopo qualche chiacchiera scatta il loro primo bacio. Per Sara è un momento importante, bello, che aspettava, tanto da aver parlato del suo sentimento per quel nuovo ragazzo quella sera stessa alle amiche. Ma Vincenzo è lì appostato e inizia a fare il pazzo, come al solito, racconterà lei in un messaggio vocale.
Il giorno dopo le manda un messaggio, «Ti rovinerò la vita. Ti farò soffrire come tu stai facendo soffrire me.»

Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano

A questo punto Vincenzo sparisce, perlomeno dalla vista di Sara. In realtà è sempre sui suoi passi, sotto casa sua, delle amiche, di Alessandro, fuori dall’università e dalla palestra. Lei non se ne accorge, ma quell’apparente assenza la preoccupa.
«Lui era sparito solo ai nostri occhi, in realtà studiava e stava progettando il suo piano criminale.
Quella settimana, il fatto di non sapere cosa lui stesse facendo o tramando, il suo totale silenzio la terrorizzava. Come tutte le paure, se le guardi in faccia stai più tranquilla, per lei era questa la sensazione,» racconta la mamma.
Il pomeriggio del 28 maggio, poche ore prima dell’omicidio, Vincenzo chiama Sara a casa chiedendole di vedersi. Il riassunto di quell’incontro lo fornisce la stessa ragazza in un messaggio vocale ad Alessandro, «Mi ha detto Sono felice per voi, lui è la persona che reputo più adatta a fianco a te, vorrei soltanto che tu non mi escludessi dalla tua vita, mi chiamassi ogni tanto… tu dici che il mio stare con te è un’abitudine, in realtà io ho bisogno di sentirti perché mi rende felice. E io gli ho detto Mi dispiace, non la pensiamo allo stesso modo
È a quel punto che Alessandro le propone di vedersi dopo le rispettive uscite con gli amici. Così quella notte Sara va sotto casa del fidanzato poco dopo le 2. Stanno insieme fino alle 3:53, ora in cui la ragazza manda il consueto messaggio alla madre avvisandola che nel giro di dieci minuti sarebbe stata a casa. 

Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano

Quello che non sa è che per tutto quel tempo Vincenzo è lì, in agguato. Alle 2:27 scrive un post su Facebook, quello che per gli inquirenti sarà l’annuncio della tragedia: Quando il marcio è radicato nel profondo ci vuole una rivoluzione, tabula rasa. Diluvio universale.
«Ho trovato la macchina di Sara, non me l’aspettavo perché mi aveva detto che sarebbe uscita con un’amica – racconterà al PM - Ho pensato di spaventarla.»
Quando la ragazza si avvia sulla strada del ritorno, Vincenzo la anticipa, finché non la incrocia dopo il raccordo, sulla Magliana. Sperona la sua auto, la blocca. Entra nell’abitacolo e iniziano a litigare.
Dalle telecamere di videosorveglianza della fabbrica di fronte si vedono passare due auto in quel frangente. Quei testimoni racconteranno di aver visto Sara, la ragazza bionda che si sbracciava, ma di non aver capito la gravità della situazione. Di aver avuto paura di fermarsi in una strada così isolata. La furia di Vincenzo non si placa. Durante il litigio le butta addosso dell’alcol.
Sara inizia a correre, tenta la fuga, ma Vincenzo, dopo aver dato fuoco alla macchina della sua ex la raggiunge con la sua auto. La strangola prendendola dalle spalle, avvinghiando il suo braccio intorno al collo, come ha dimostrato l’autopsia. Ma non basta. Perché a quel punto decide di accanirsi e infierire sul corpo di Sara, colpevole di essersi voluta sottrarre al suo desiderio di possesso. Vincenzo raggruppa un ammasso di foglie secche, vi adagia sopra Sara, ormai senza vita, e le dà fuoco. Poi riprende la sua auto, fa inversione e torna sotto casa di Alessandro.

Sara Di Pietrantonio

Il suo intento è costruirsi un alibi e far ricadere la colpa sul nuovo ragazzo di Sara. E per questo è lì che si sbarazza del cellulare della ragazza, buttandolo nel raccoglitore del vetro.
Infine torna a lavoro, giusto in tempo per attendere il collega che gli avrebbe dato il cambio. Quest’ultimo racconta di averlo trovato tranquillo, mentre leggeva un libro. Tanto tranquillo da prendere addirittura un caffè insieme e fumarsi una sigaretta, come se quella appena trascorsa fosse stata una qualsiasi noiosa notte di turno.
«Dopo 20-25 minuti, vedendo che non tornava ho mandato un messaggio e poi ho provato a telefonare. Prima squillava, poi dalle 4:30 risultava spento. Così ho avuto paura e sono uscita per cercarla – spiega Concetta - Sono andata prima sotto casa della sua amica, ma non c’era nessuna macchina ferma. Tornando sono passata dalla Magliana e ho visto l’auto. I vigili del fuoco avevano appena spento l’incendio. Ho chiesto alla poliziotta se ci fosse qualcuno all’interno dell’auto, mi ha garantito di no, ma quella gioia è durata poco. Ho visto il fumo che partiva dal parcheggio del ristorante, i vigili del fuoco si sono precipitati per spegnere anche quell’incendio. L’ho riconosciuta subito. Era Sara che stava andando a fuoco. Ho visto i suoi capelli biondi che fluttuavano nell’aria.»
I sospetti ricadono subito su Vincenzo, che fa di tutto per costruirsi un alibi. Per questo agli inquirenti racconterà di essersi allontanato dal luogo di lavoro, per andare a cercare distrazione fra le braccia di una prostituta all’Eur.
Dopo ore di interrogatorio, però, arrivano i tabulati del GPS della sua auto e tutto il suo racconto viene smentito. Perché la tecnologia non mente e dimostra che lui era sul luogo del delitto.
Qualche ora dopo cede e confessa. «Sono un mostro», ammette.

Concetta Di Pietrantonio, madre di Sara

Il 5 maggio 2017, quasi un anno dopo l’omicidio, il «crudele e malvagio» Vincenzo, come viene definito dal giudice che emette la sentenza, viene condannato all’ergastolo per omicidio volontario premeditato, aggravato dai futili e abbietti motivi, dagli atti persecutori. E ancora: di stalking, incendio e occultamento di cadavere.
Una sentenza quasi storica quella emessa dal Tribunale di Roma, considerato il rito abbreviato che prevede uno sconto di pena di un terzo, che in questo caso gli permette solo di evitare l’isolamento diurno.
In aula Vincenzo non alza mai lo sguardo verso Concetta. «Io ho tentato di guardarlo, ma non c’è stato verso. Avrei voluto chiedergli se magari adesso, almeno lui si sente sereno. Ora che Sara non c’è più e visto che era lei la causa del suo malessere. Io temo non sia così, o forse lo spero.»
Nelle motivazioni della sentenza si legge che a spingere Paduano a uccidere Sara è il fatto che lei si rifiutasse di riconoscergli il ruolo di padrone della propria vita.
In appello pena ridotta a 30 anni, perché il reato di stalking è stato ‘assorbito’ dai reati più gravi.
Restano le aggravanti, che la richiesta di perdono pronunciata dal ragazzo il giorno prima della sentenza non ha intaccato.
«Le scuse di Paduano sono tardive e strumentali e soprattutto non sono credibili in merito a quanto affermato nel processo di primo grado,» si legge nelle carte dei giudici.
«Per arrivare a un pentimento sincero dovrà essere aiutato in un percorso lungo, da solo non può farcela. Paduano ha pianto per se stesso,» commenterà Concetta fuori dal tribunale.
Le parole più importanti però le pronuncia Maria Monteleone, Procuratore Aggiunto di Roma responsabile delle indagini, con un «invito sincero alle ragazze a confidarsi, a denunciare, a parlare con gli amici e con i familiari. A non tenere nascosti comportamenti e condotte persecutorie e minacce. Perché non si può restare sole di fronte alla violenza di chi sostiene di volerti bene, quando in realtà così non è.»

Per rivedere la storia di Sara, di Federica Mangiapelo, Chiara Insidioso e Jessica Faoro andate su Dplay.com

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