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Sognano le Paralimpiadi, padre e figlia vincono 20 medaglie ai National Dwarf Games

Confrontandosi con oltre 200 atleti affetti da nanismo, Dearbhaile e John Brady hanno fatto incetta di premi dimostrando che tutto è possibile quando ci sono volontà e costanza

Alice Dutto

Dearbhaile Brady e suo papà John hanno due cose in comune: soffrono di ipocondroplasia, una particolare forma di nanismo, e sono due grandi atleti. Vivono a Derry nell'Irlanda del Nord e agli ultimi National Dwarf Games – che si sono svolti lo scorso maggio a Birmingham e Wolverhampton, e a cui hanno partecipato oltre 200 atleti provenienti da tutto il Regno Unito e non solo – la piccola di 10 anni ha portato a casa ben 11 medaglie nella corsa, giavellotto e nuoto, superando il suo papà che ne ha vinte "solo" nove. "È stato tutto bellissimo" ha detto Dearbhaile alla BBC.

Una forte motivazione
Un risultato importante per la bambina che, solo poco tempo fa, stava a galla solo grazie all'aiuto di un salvagente. Con un intenso allenamento e la sua forte motivazione è invece riuscita a nuotare da sola per 25 metri.
"È stato un giorno molto emozionante per tutti noi", ha detto la mamma Brigid. Non era la prima volta che Dearbhaile partecipava ai giochi: già l'anno scorso vi aveva preso parte e questa volta voleva portare a casa ancora più medaglie. Proprio per questo ha lavorato intensamente tutto un anno, allenandosi soprattutto nel nuoto. Una preparazione che ha dato ottimi risultati, considerando che in questa edizione la competizione si è fatta ancora più accesa: hanno partecipato infatti più atleti e in alcune categorie Dearbhaile ha dovuto gareggiare con bambini più grandi di lei.

Sulle orme di Ellie Simmonds
Quando gareggia, Dearbhaile si sente libera. Non a caso, uno dei suoi sogni è quello di andare un giorno ai Giochi Paralimpici seguendo le orme del suo mito, la nuotatrice paralimpica inglese Ellie Simmonds (insieme a Dearbhaile nella foto).

Di figlia in padre
È stato coraggio della bambina a ispirare il papà John che quest'anno ha deciso anche lui di partecipare alla gara per la prima volta.
"Un'esperienza bellissima e molto emozionante e averla potuta condividere con mia figlia è stato fantastico – ha dichiarato John al The Chronicle –. Non vediamo l'ora di allenarci per la prossima edizione".
La speranza è quella di essere d'esempio per chi è nella loro stessa condizione, mostrando che tutto è possibile. "Ci piacerebbe che fossero sempre di più le persone che partecipano alle gare, perché così sarebbero più competitive, ma anche perché così potremmo stringere più amicizie" ha detto John.

Credit immagine di copertina: Brigid Brady  

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