Appuntamenti

#FirstDate: situazioni da evitare al ristorante

Chi paga? Cosa mangiamo? Che vino ordiniamo? Come non trasformare la prima uscita in un incubo

Valentina Barzaghi

A e B si sono visti per la prima volta in un bar, alla festa di compleanno di C, amica di A che lavora con B. A ha trent'anni, B qualcuno di più. A è vulcanica. B è riservato. La sera del loro incontro si sono guardati da lontano più volte, ma sono riusciti a parlare solo per qualche minuto al bancone, tempo che il loro drink fosse pronto.
Il giorno successivo alla festa, però, A non perde tempo e invia a B una richiesta d’amicizia su Facebook. B accetta.

A e B iniziano timidamente a conversare. "Poi ieri sera cos'hai fatto? A letto presto, oggi dovevo lavorare. Che lavoro fai? Lavoro in un'agenzia pubblicitaria, tu? Io sono avvocato…" E così via.  A e B chattano per qualche giorno. Poi una sera A scrive a B: "Mangi stasera?". B risponde affermativamente. A quindi gli propone di andare in un posto che conosce lei. B si asciuga il sudore: non sarà lui a decidere.

Quando mangio fuori adoro immaginare storie che riguardano i miei vicini di tavolo. È un gioco che faccio spesso anche con il mio fidanzato, come i protagonisti di quel film con Tina Fey e Steve Carell, Notte Folle a Manhattan. Ormai siamo insieme da parecchi anni e, come la coppia sposata del film, abbiamo i nostri ristoranti preferiti e conosciamo i reciproci gusti. Si può dire che abbiamo superato gli imbarazzi ogni tanto il "mangiare" porta con sé.
Perché, diciamocelo: il gesto non è mai dei più eleganti. Perfino uno come Brad Pitt, quando mangia (e ci hanno pure fatto un libro), a tratti risulta sgraziato.

La coppia su cui mi sono divertita a immaginare la backstory che vi ho raccontato sopra, l’ho incontrata in un ristorante fuori Milano, uno di quei posti accoglienti e tipici, con il camino su cui viene cotta la carne alla griglia. Mi sono concentrata su di loro nel momento in cui lui domandava al cameriere se in lista avessero qualsiasi cosa di vegetariano e lei  gli chiedeva se si sentisse poco bene. Alla fine hanno preso entrambi un tomino con le verdure alla griglia. Sad story.

Si saranno mai rivisti? Non credo. Trovarsi in una simile situazione è come uscire con qualcuno che ti porta al concerto di una band che non sopporti. Al di là della serata straziante, si proietta immediatamente davanti a te un futuro di non-condivisi per cui non vale nemmeno la pena mettersi in gioco
Insomma, il pasto al ristorante a volte comporta una serie di situazioni spiacevoli che possono verificarsi, qui abbiamo raccolto le peggiori. Fate un respiro profondo e state in guardia per evitare di  farvi andare  di traverso il vostro dolce incontro.

1. Non mangiate quanto e come si vorrebbe veramente
Se, dopo diverse uscite, andate spavaldi sulle tre portate, al primo appuntamento vi contenete. Certo, non volete fare la figura di quelli che non godono dei piaceri della tavola, ma nemmeno dei mangioni. Finita la cena, rischiate di sognare di farvi una piadadina, più che di proseguire il vostro dolce incontro. Risotto e pasta corta, possibilmente senza crostacei o formaggi puzzolenti, sono i migliori alleati per evitare imbarazzi da mani sporche, risucchio, alito cattivo, apertura leonina delle fauci e perenne bocca piena anti-conversazione.

2. Si ordina da bere troppo o troppo poco
Volete tenere la situazione in pugno? Non perdervi nemmeno un momento? Non abbandonarvi in sbiascicate storie imbarazzanti su di voi, i vostri amici, la vostra famiglia, magari urlando e ridendo da soli come dei matti? Volete che il vostro appuntamento vi ricordi con piacere e non con terrore? Ecco: a meno che non siate entrambi abituati a darci dentro – e non è scontato – dovrete evitare di alzare il gomito. Sì, anche con quell’ottimo Barolo, di cui almeno metà bottiglia rimarrà intonsa sul tavolo. La soluzione? Ordinare del vino in calice, o uscire con qualcuno che segua il vostro ritmo, vedete sopra. 

3. Si fanno cadere briciole, salse e libido
Bocche sporche, pezzi di cibo tra i denti, schizzi sui vestiti… non capita solo ai bambini d'inzaccherarsi, ma anche agli adulti. Se nella vita di tutti i giorni non è un grosso problema, a un primo appuntamento, in cui si spera che tra le due parti in gioco scatti dell'intesa sessuale, può essere un po' inibente. «Hai delle erbette tra i denti» lui disse a lei, mentre la stava per baciare.
«È burro cacao o panna quella che ti perimetra le labbra?», lei si sorprese a domandargli guardandolo. Non è un caso che nei film, durante i primi appuntamenti al ristorante, i protagonisti ordinano, ma in pratica poi nessuno dei due mangia. Siete avvisati...

4. Si toppa completamente la scelta del ristorante
Vegetariani, vegani, celiaci, intolleranti, allergici, pescetariani,o semplicemente consumatori consapevoli: oggi indovinare un ristorante senza avere dettagliate informazioni circa il tipo di alimentazione che ha l'altro, è come tirare i dadi. Speri che ti vada bene, ma non è sempre così. Certo, esiste Facebook, dove chi segue un certo tipo di dieta generalmente non manca di farlo sapere in qualche modo ma non è comunque uno strumento affidabile al 100%. Nel dubbio: ponete la fatidica domanda «Mangi tutto?», a cui seguirà un «Certo, tranne…». Preparate il blocco degli appunti.

5. L'imbarazzo di chi paga (o non paga)
C'è chi si offende se lui non paga. Chi si offende se lui paga. Chi si offende se lei non paga. Chi se lei paga. C'è chi non mangia tanto perché ha paura che paghi l'altro. Chi mangia senza problemi un filetto con patate innaffiato da ottimo vino perché tanto crede di pagare, ma poi si trova a smezzare con una pasta pomodoro e acqua. C'è chi mangia la pasta al pomodoro e acqua e poi si trova a smezzare con uno che si è divorato un filetto con patate innaffiato da ottimo vino. La cassa diventa teatro di diatribe. Ma se ne uscirete vivi è la prova che sareste in grado di reggere anche 25 anni di matrimonio.

6. Vi rendete conto che volete scappare (e non potete)
Il cinema ce lo insegna: la tavola è generalmente il luogo in cui i nodi vengono al pettine. Motivo: dalla tavola non si fugge. Così succede anche durante un appuntamento: se la serata non sta proprio andando come ve la immaginavate, durante le due ore in cui dura in media una cena, vi sarà comunque impossibile pensare di darvela a gambe o di provare a diluire l'incontro con qualche pausa. Sarete voi due, uno di fronte all'altro, che nella quiete di un ristorante cercherete di fare conversazione. Mentre mangiate. Cosa potrebbe esserci di peggio? Una possibile richiesta finale di sharing dolce con due cucchiaini. Se siete ai ferri corti con la vostra sopportazione, almeno questo risparmiatelo.

Noi vi aguriamo di evitare queste situazioni e godervi la vostra prima uscita a lume di candela. E se avete ancora qualche dubbio, per la seconda uscite, organizzatevi per andare a bere qualcosa: potete pagare un giro a testa, occuperete meno tempo nella decisione del posto e, in questo caso, avrete già cenato, come cavolo pare a voi. 

Valentina Barzaghi

Giornalista di cultura, più o meno pop.