INSIEME

Cambio pelle ma non te: Il viaggio delle coppie

Le storie d’amore in tre atti dei protagonisti del programma

Filippo Losito

All'inizio di ogni storia i personaggi non sono del tutto felici, perché se fossero davvero felici non avrebbero una storia interessante da raccontare. Avete presente come si concludono le fiabe? "E vissero per sempre felici e contenti". Stop. La fiaba si pianta lì. Non interessa a nessuno la misura della felicità che i personaggi vivranno per l'eternità. Chi di voi sa quante altre volte Cappuccetto Rosso abbia percorso incolume il bosco liberata dalle fauci del lupo o quante volte si siano detti "Ti amo" Harry e Sally? 

Potremmo perfino scomodare Tolstoj: "Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invero disgraziata a modo suo". Questa è una traduzione, Tolstoj l'avrà detto in russo, però del vero c'è. Sarà che noi esseri umani siamo un po' meschini, ma la gioia degli altri ci annoia; sono le tribolazioni ad appassionarci.
Vogliamo sapere se una storia va a finire bene o male e ci emozioniamo nel rivivere, attraverso le fasi del racconto, quella che Kurt Vonnegut definiva "curva di fortuna (o sfortuna) del personaggio". Senza alti e bassi le storie risultano piatte, se i personaggi non rischiano, allora dov'è la sfida? Perché una storia funzioni i "ma" sono fondamentali. 

Le coppie di Cambio pelle ma non te, alla domanda: "Siete davvero felici?", hanno risposto: "Sì, ma... vorremmo riscoprire le emozioni delle estati trascorse su spiagge assolate" oppure "ma ci piacerebbe ritrovare la vitalità di un tempo" o ancora "ma desideriamo accendere la passione sepolta da gravidanze, lutti e tran tran quotidiano". Ogni "ma" nasconde un desiderio. E il desiderio è il motore di tutte le storie. Se i personaggi non desiderano, le storie non partono.
All'inizio della storia incontriamo i protagonisti nel loro mondo ordinario: non sono del tutto felici, manca loro qualcosa. C'è bisogno di un richiamo all'avventura. E per coppie in cerca di rinnovamento quale migliore occasione che incontrare Marianne Costa? La tarologa che insieme ad Alejandro Jodorowsky ha rinnovato la percezione dei tarocchi e della metagenealogia in Italia?

Ogni “ma” nasconde un desiderio. E il desiderio è il motore di tutte le storie. Se i personaggi non desiderano, le storie non partono

A questo punto, insieme alla coppie, siamo quasi pronti a partire: ecco il richiamo all'avventura.
In ogni storia, però, l'eroe non accetta subito di mollare tutto: è riluttante. In fin dei conti, chi glielo fa fare? Pensate che sia stato facile per Truman accettare che il mondo del "Buongiorno, buonasera e buonanotte" non fosse il mondo vero, ma uno show costruito su misura intorno a lui? Oppure per l'eletto Neo scegliere la pillola rossa per vedere "quant'è profonda la tana del Bianconiglio" e scoprire la verità? Accettare la sfida è il passo più importante, senza questo passo: pillola azzurra, fine della storia. E ogni storia è un percorso verso la verità, un cammino che conduce il personaggio a una nuova consapevolezza; spesso, per questo motivo, si parla di "arco di trasformazione del personaggio". 

Ci siamo augurati che accadesse proprio questo alle nostre coppie: volevamo che l'esperienza di Cambio Pelle ma non te fosse trasformativa e non una semplice messa in scena.
Idealmente è stata proprio l'nvasione della troupe nelle case e nella quotidianità dei protagonisti a portare nelle loro vite un mondo straordinario. E lentamente il potere ipnotico delle camere è stato un alleato nell'aiutarli a fare emergere i sogni nascosti, i non detti di anni, le verità di comodo. Fino a permettere loro di intravedere le crepe che rischivano di fare crollare le basi cui le relazioni si fondano.
Eccoci pronti a varcare la soglia del secondo atto. Il secondo atto di una storia comincia con un passaggio spesso fisico e concreto: l'eroe abbandona la zona di comfort, il territorio conosciuto e si addentra nel bosco, dove la sua incolumità (fisica e mentale) sarà messa a dura prova. Senza attrito non c’è crescita. Qui, nel mondo stra-ordinario (se ci mettiamo un trattino ci viene più facile capire che siamo fuori dal territorio conosciuto) l'eroe deve affrontare il cammino delle prove.
 Si imbatterà in guardiani di soglia, antagonisti, shapeshifter (i voltafaccia per intenderci). In suo aiuto però accorrono gli alleati (come vedremo), ma anche e soprattutto il mentore. 

E il nostro mentore, in Cambio pelle ma non te, è un mentore di fama internazionale, in grado di interpretare come pochi al mondo il significato dei tarocchi. Marianne Costa incontra le coppie in uno splendido cascina. Nell’attesa del proprio turno, seduti su una terrazza, i protagonisti della puntata hanno la possibilità di scegliere tra tre infusi diversi, che li invitano ora a portare armonia, ora ad aprirsi al mondo, ora a purificare le emozioni, ora a ritrovare l'innocenza… Un piccolo sorso prima di abbandonarsi all’incontro con Marianne e aprire il cuore alla lettura dei tarocchi. 

Per le coppie Marianne utilizzerà gli arcani dei tarocchi come strumento per indagare il presente, come veicolo per focalizzare l'attenzione e lasciare che emergano contenuti inconsci. I tarocchi, in questo senso, sono archetipi: strumenti utili per costruire e dunque ri-costruire storie sepolte.
In Cambio pelle ma non te i tarocchi sono proprio gli alleati: aiutano l’eroe a decifrare cosa si muove dentro, qual è il contenuto inconscio che cerca di emergere. In tutte le storie la parte nascosta è fondamentale. Hemingway lo chiamava "principio dell'iceberg": i 7/8 di ogni parte visibile che restano sommersi.
Con queste nuove informazioni e con gli shock che, inevitabilmente, un profondo confronto interiore comporta, i nostri eroi sono chiamati ad avvicinarsi al ventre della balena per compiere un nuovo atto, l'impresa che li porterà a sconfiggere l'avversario più oscuro.
Le prove, nelle storie, oltre a rendere un racconto avvincente, lavorano anche a un livello più profondo. Fanno crescere la consapevolezza del protagonista, lo aiutano a riscoprire risorse che credeva di avere smarrito o di non possedere del tutto.

I tarocchi, in questo senso, sono archetipi: strumenti utili per costruire e dunque ri-costruire storie sepolte

Gli atti che Cambio pelle ma non te propone sono "psicopoetici", hanno un valore simbolico. Con le nostre coppie - e grazie alle nostre coppie - siamo entrati nei cimiteri a parlare con gli avi, abbiamo acceso fuochi al tramonto, suonato con jazzisti di fama, ballato il tango, scalato pareti, danzato in borghi di provincia, composto musiche, distribuito dolci ai bambini, ci siamo purificati in riva al fiume.
E mentre ci spostavamo in giro per l'Italia, abbiamo potuto notare come in loro fosse effettivamente in atto un cambiamento – il famoso "arco di trasformazione". Lo si capiva da cenni di intesa, sguardi, sorrisi.
E giorno dopo giorno, durante la produzione, ci siamo resi conto che in fondo anche noi - autori, tecnici, operatori - eravamo i protagonisti di un atto psicopoetico più grande, che continua a ogni trasmissione, a ogni replica, coinvolgendo anche gli spettatori da casa. Il terzo atto che si rinnova a ogni puntata.

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