anche no!

State uscendo con qualcuno, o state solo facendo babysitting?

Il punto non è semplicemente trovare qualcuno, ma che questo oltre all’età anagrafica sia cresciuto (almeno un po’) come persona

Chiara Monateri

Questo tipo di realizzazioni fulminanti purtroppo arrivano spesso verso la fine di una frequentazione. All’inizio avete condiviso delle passioni comuni, caratteri affini e vi siete divertiti, poi è arrivato il momento della discesa, quello in cui siete scivolati in una crisi profonda, senza neanche accorgervene. Il vostro ruolo è stato quello di infermieri emotivi, di maggiordomi, di mamme premurose, di badanti, di assistenti, di personal trainer e tutto il peggio che l’espressione «dare una mano» possa scatenare. Dato che errare è umano, ma perseverare è diabolico, abbiamo elencato alcune spie rosse da accendere subito per capire se state frequentando qualcuno o state facendo babysitting, perché si sa, all’inizio vi pare ovvio mutuo soccorso, ma basta un attimo per realizzare che sta succedendo tutto il contrario.

Siete la loro sveglia personale
Non hanno orari, nel senso più ampio: se hanno un impegno importante dovete chiamarli per svegliarli, se avete necessità di destarvi insieme per un appuntamento, dovete puntare la sveglia voi.  Vanno tirati su come dei bambini e bambine perché da soli non sono in grado di tornare nel mondo reale, e se la cosa si fermasse qui potrebbe essere anche romantica, invece no. Dovete imporre loro pure orari prestabiliti durante le giornate, altrimenti non sono in grado di essere puntuali in niente, nemmeno se si tratta di qualcosa di cruciale per loro stessi.

Siete il loro termometro della pulizia
Avete procurato loro qualcuno che fa le pulizie, stira, fa la lavatrice e la spesa. Sempre che se lo possano permettere e non tocchi farlo a voi. Questo perché nonostante l’età postpuberale, non hanno ancora inquadrato il concetto di igiene della casa e dell’abbigliamento, così come di provviste e approvvigionamento (mangiando praticamente solo delivery se abbandonati a loro stessi). Consigliate la ricerca di un’igiene – e forse anche un’igienista – mentale come prerogativa, potrebbe derivarne anche il resto.

Li scarrozzate, prenotate voli e spostamenti
Usate sempre la vostra macchina, o guidate comunque voi. Tutto mette loro ansia e questo li fa scivolare in un costante chiedere e delegare. «Puoi passarmi a prendere? Puoi prenotare tu i voli che io non ci capisco niente e odio le compagnie aeree? Come facciamo ad arrivare dal punto A al punto B in vacanza, puoi guardare tu?». Non andate nel panico, ma lasciate a loro la guida: della macchina, delle mappe nel telefono e di tutto quello che li obblighi a trovare una soluzione. Messi alle strette, d'altronde, dovranno per forza di cose fare di necessità virtù.

Aprite sempre il vostro portafoglio per loro
Questa è parecchio scorretta, soprattutto in un’epoca in cui il lavoro più che una certezza è diventato ormai un concetto astratto. Non solo dimenticano sistematicamente il portafoglio, non hanno mai contanti quando servono (nemmeno degli spiccioli), e se hanno il portafoglio lo perdono con la facilità con cui respirano: tutto questo sarebbe serenamente perdonabile, se solo vi restituissero tutto quello che pagate voi.

Siete diventati i padroni dei loro animali
Se hanno un cane o un gatto, il povero animale si è affezionato maniacalmente a voi. Avete cominciato mossi da compassione a comprargli cibo genuino e di vario tipo per salvarlo dal mangiare sempre le stesse crocchette (ammesso che l’interessato si ricordi di sfamarli), e ogni volta che vi trovate da soli con l’animaletto, vi scambiate occhiate furtive che sottendono il fuggire insieme

Avete capito che i loro amici li vedono come macchiette
Quando siete coi loro amici avete notato che loro non trattano il vostro partner come un adulto al loro livello, bensì come una specie di mascotte, un adolescente con cui bisogna portare pazienza, una macchietta che manca degli strumenti per condurre una vita abbastanza normale, ovviamente bisognoso d’aiuto e di comprensione.

Siete degli infermieri emotivi
La loro emotività è un disastro e non c’è volontà di inquadrarla. Se litigate non vi rivolgono più la parola come i più testardi (e insopportabili) bambini. Se comunicano coi genitori e la famiglia, è praticamente grazie a voi che fate loro da tramite e li sollecitate quotidianamente. 

Ormai li guidate anche in merito a comportamenti da tenere con gli amici e al lavoro, perché è palese che – oltre a non saper gestire gli animali – abbiano un bel po’ di difficoltà anche con le persone.

Chiara Monateri

Si interessa di tutto. Intervista chiunque.